La mela rosa,
il gusto di una volta

Le tipicità della nostra provincia

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Alfonso Peretti, Vittorio Giorgi, Tiziana Tombesi, Valeriano Ghezzi e Simone Ansovini

 

di Alessandra Pierini
Un frutto piccolo e croccante dal buon odore e colore inconfondibile, gustosa, sana e genuina: è la Mela rosa e raccoglie in sé la tradizione delle nostre terre.
Proprio la mela rosa sarà la protagonista del 6° incontro tecnico-divulgativo su “La coltura del melo” che si svolgerà il 7 novembre a Monte San Martino e che è stato presentato nella sala “Angelo Giovannetti” della Provincia di Macerata.
«L’iniziativa – ha spiegato il sub-commissario prefettizio Tiziana Tombesi – è il terzo appuntamento della rassegna “…assaggi di Raci” che di volta in volta punta i riflettori sulle tipicità della nostra provincia. Questi appuntamenti si svolgevano già nel corso dell’anno ma abbiamo deciso di enfatizzarli  e metterli in rete. In questo modo vogliamo coinvolgere tutti i cittadini in un movimento turistico nostrano che li porti a riscoprire i nostri sapori.»
L’incontro si svolgerà a Monte San Martino, piccolo centro ai confini della provincia, attivo nella valorizzazione delle proprie risorse come ha spiegato il sindaco Valeriano Ghezzi: «Far conoscere la mela rosa è per noi un modo per riqualificare il territorio. Facciamo parte del Consorzio di tutela della mela rosa e sosteniamo questa iniziativa che è una vetrina per tutto il nostro territorio.»
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Appassionato l’intervento del presidente del Consorzio di tutela della Mela Rosa, Vittorio Giorgi: «La mela rosa ha il gusto di una volta. Nel nostro territorio ci sono 5000 piante  in totale per una produzione annua di 1500 quintali. L’Assam ha anche sviluppato un progetto di recupero e conservazione del germoplasma del melo marchigiano e ha attuato un progetto di caratterizzazione per la valorizzazione di alcuni ecotipi di mele storicamente presenti nel territorio, tra questi c’è la mela rosa. A Monte San Martino abbiamo trovato 3 giovani agricoltori che si impegnano moltissimo e ottengono buoni risultati.»
La mela rosa viene sempre più diffusa e apprezzata e viene usata nei modi più vari: «La Regione sta inserendo la mela rosa nelle mense scolastiche, c’è un produttore che sta producendo birra con questo tipo di mela e la sua buccia viene utilizzata in campo estetico contro l’invecchiamento.» insomma della Mela rosa non si butta via niente e i produttori stabiliscono con il frutto un legame viscerale, come racconta uno di questi Alfonso Peretti: «La Mela ha un legame con la nostra gente e ha un valore aggiunto legato alla sua lunga storia. Molti produttori, in passato, hanno abbandonato l’attività e ad esempio si sono buttati nel calzaturiero. Oggi ritornano sui loro passi. Mi ha telefonato un signore anziano che era disposto a tutto per avere  30 chili di mele rosa perché gli ricordavano il suo passato. Sono convinto che se avessimo gli strumenti e l’organizzazione, la nostra produzione di mele non avrebbe nulla da invidiare a quelle del Trentino.»
Presenti anche Simone Ansovini, vice presidente della Comunità Montana dei Monti Azzurri e Enrica Bonvecchi, dirigente del settore Agricoltura della Provincia di Macerata.


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