Nelle Marche
c’è un “tesoretto”
da 90 milioni di euro
Patto di stabilità
Sono state stimate in almeno 90 milioni di euro le risorse che nel 2009 gli enti locali della Marche (Province e Comuni oltre i 5 mila abitanti) non hanno investito per timore di non poter rispettare il Patto di stabilità interno. Lo ha riferito Roberto Petrucci, docente di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l’Università di Urbino, intervenendo al convegno che la Provincia di Macerata ha organizzato a Piediripa per un confronto tra esperti ed funzionari di enti locali sulla normativa vigente e sulle prospettive di evoluzione di tale misura di finanza pubblica.
Ogni ente – come ha spiegato il relatore – ha sottratto alle possibilità di investimenti o all’acquisto di beni e servizi somme più o meno rilevanti per garantirsi un margine di copertura in grado di dare la certezza al proprio Patto di stabilità e sommando tutte queste somme si arriva per le sole Marche ad una cifra assai prossima ai cento milioni di euro.
Proprio da questa considerazione, nel corso del convegno, che si è aperto con un intervento del vice commissario vicario della Provincia, Tiziana Tombesi – è stato ribadita l’opportunità di una “regionalizzazione” del Patto come sostenuto dalle associazioni delle Province e dei Comuni. La “regionalizzazione” permetterebbe un accordo compensativo tra enti della stessa Regione che eviterebbe la lasciare sul terreno enormi risorse, impiegandole più proficuamente a vantaggio dell’intero sistema economico.

L’altro relatore al convegno, Maurizio Delfino, della società di servizio agli enti locali Delfino & partners, si è soffermato sulla prospettive del cambiamento in vista nelle norme statali sul Patto di stabilità, accennando alle principali novità riguardanti i diversi e innovativi sistemi di calcolo, nonché all’attuazione del federalismo demaniale.
Nel corso del dibattito scaturito nella seconda parte del convegno – a cui hanno preso parte funzionari di enti locali del maceratese e della province vicine – è stata sottolineata la necessità da parte delle amministrazioni pubbliche territoriali di poter contare su risorse stabili nel lungo periodo, così da permettere una programmazione di medio e lungo termine degli investimenti.
