“Il centrosinistra
sta tradendo la città,
il sindaco no”
L'intervento di Renato Pasqualetti
Scrive Renato Pasqualetti (circolo Pd di Macerata), già assessore provinciale:
Ero insieme ad altri a festeggiare la vittoria del Centro Sinistra e di Romano Carancini a piazza Cesare Battisti e, al di là dell’esultanza, avevo chiaro che i cittadini maceratesi, ed in particolare alcuni ceti sociali, ci avessero consegnato il diritto di governare Macerata, ma anche il dovere (!) di farlo.
Era il 12 aprile 2010. Sono trascorsi sei mesi e la classe dirigente del centro sinistra sembra che stia tradendo quel dovere, dimostrando di avere una logica completamente autoreferenziale, nella sbagliata convinzione che si possa mettere in discussione, con leggerezza e per questioni specifiche, il mandato generale di governare la città, che viene direttamente dai cittadini e che va onorato.
Riunioni in cui si litiga e si cacciano persone; mancanza di numero legale provocato dal gruppo di maggioranza relativa; incapacità di giungere a posizioni unitarie senza far esplodere sempre tutto a livello mediatico. Il centro sinistra ha il dovere di chiudere con tutto questo e di garantire la sua vittoria, che è quella dei cittadini che lo hanno votato.
E su questa strada, come dice chiaramente la legge sull’elezione diretta dei Sindaci, il punto di riferimento principale da garantire è proprio il Sindaco.
Cattivo carattere? Spigolosità? Scarsa comunicazione con partiti politici e gruppi? La questione vera mi sembra stare nell’autonomia dell’Amministrazione da alcuni raggruppamenti che per anni hanno legittimamente orientato la politica cittadina.
D’altronde Carancini lo aveva annunciato: “Comincia una nuova storia”; ben dovrebbero saperlo quelli che si spellavano le mani a piazza Battisti e si strappavano i capelli urlando: “Romano, Romano!”. Io di capelli ormai ne ho pochi e sono scarsamente incline a manifestazioni dì entusiasmo esteriore, ma pur non avendo sostenuto Carancini alle primarie, da quel momento ho avuto chiaro che quello era il mio Sindaco e che, attraverso lui, si doveva adempiere al dovere di Governare la città, che è una cosa più impegnativa del diritto di farlo.
Purtroppo in questa fase, da maggio a oggi, è mancato il Partito Democratico, che è quello di maggioranza relativa in città e nel Consiglio comunale. Per motivi oggettivi: tra gli altri perché il Segretario Ricotta è diventato anche Capogruppo in Consiglio, perché il Partito dopo la vittoria elettorale si è “rilassato”; perché si sta aspettando i Congressi provinciale e cittadino, ed anche perché persone autorevoli come Angelo Sciapichetti, che pure è intervenuto saggiamente sulla questione, non è riuscito a fare assolutamente nulla affinché la situazione non giungesse a questo punto di difficoltà.
E’ quindi indispensabile che dal prossimo Congresso della fine di ottobre esca un Partito che in questa situazione sappia guidare ed avere la barra dell’orientamento. Un Partito mai invasivo rispetto ai ruoli e le competenze, ma leale e contemporaneamente autorevole nei confronti del Sindaco e degli amministratori.
Un Partito garante della coerenza di tutti con il programma elettorale, che si confronti permanentemente con i consiglieri eletti nella sua lista e ne orienti le scelte. E’ legittimo, poi, che gli stessi possano avere anche riferimenti diversi dal Partito ma, laddove non ne riconoscessero più la guida, grazie alla mancanza del vincolo di mandato, possono anche uscire dal gruppo che al Partito democratico fa riferimento”.

“…laddove non ne riconoscessero più la guida, possono anche uscire dal gruppo che fa riferimento al partito democratico”. Queste parole mi pare di averle già sentite. Vuoi vedere che nascerà un FLI anche a sinistra? Hop FLI, o FLOP? Se son rose, avranno spine.
Veramente nel PD maceratese l’unico problema è che c’è ancora la vecchia classe dirigente della DC del PRI e del PCI.
Tutti li da più di 25-30 anni
Alcni di questi ex DC, ex PRI, ex PCI, che sono in politica DA SEMPRE, addirittura hanno iniziato quando non erano nemmeno sposati ed ora questi “nonni” hanno festeggiato il matrimonio dei nipotini.
Non sarebbe il caso che TUTTI questi EX si facciano da parte, prima di doverli accompagnare in Via Pancalducci???
Che dire.. “Il mio sindaco” è un’ uscita veramente toccante, oserei dire da telenovela
2 facce della stessa medaglia: INTERESSI ECONOMICI.
un paluso a Cerasi, ah quanto hai ragione!!!