Picchia un clandestino
e per paura
si fa ferire dal fratello

Pakistano in prognosi riservata

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Disperazione, paura, violenza: così può essere riassunta una tremenda storia che ha avuto come protagonisti tre pakistani, due regolari che lavorano da sette in un allevamento di bufale di Mogliano e un loro conoscente clandestino in Italia da pochi giorni.
Proprio il clandestino, E. M., 23 anni, era stato assunto in nero come badante di un anziano ma, dopo che a suo carico era stata presentata una denuncia per truffa, la Questura gli aveva negato il permesso di soggiorno. Così ha raggiunto i suoi conterranei e amici M. A., e S. A., due fratelli di circa 30 anni, nell’allevamento di Mogliano.

Secondo una prima ricostruzione, il 23enne ha chiesto un aiuto per essere assunto anche lui, ma M. A., temendo che il datore di lavoro scoprisse un clandestino in azienda e che la cosa potesse avere conseguenze negative anche per lui e per il fratello, ha avuto una reazione violenta. Prima lo ha preso a male parole e poi, spalleggiato dal fratello, lo ha percosso con violenza con una canna di plastica utilizzata per tenere a bada le mandria, procurandogli un taglio largo sette centimetri tra il collo e la spalla.
Ad intervenire è stato il proprietario dell’allevamento che ha fatto portare in ospedale il ferito. M. A., a questo punto, terrorizzato di essere denunciato per l’aggressione, ha escogitato un piano pazzesco: ha chiesto al fratello di procurargli una profonda ferita alla schiena, con un chiodo. Ma il fratello ha colpito in maniera talmente forte da procurargli una vasta lesione che ne ha causato il ricovero in prognosi riservata. E’ stato denunciato a piede libero per lesioni personali dolose, simulazione di reato e calunnia, in concorso con il fratello.


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