Richiamo di Cavallaro
all’unità del Partito Democratico

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Da Mario Cavallaro (Partito Democratico) riceviamo:

Il Partito Democratico della provincia di Macerata ha avviato la macchina congressuale, insediando la commissione di garanzia che, sotto la presidenza di Teresa Lambertucci, che ha già svolto brillantemente lo stesso ruolo nelle precedenti primarie, vigilerà sul corretto andamento della competizione elettorale.

Ben tremilaottocentoventidue sono gli iscritti che parteciperanno alla consultazione con diritto di voto; ad essi potranno aggiungersi senza diritto di voto, ma con la possibilità di essere regolarmente eletti negli organismi del partito, anche i nuovi iscritti fino al momento della celebrazione delle assemblee territoriali.

Gli iscritti eleggeranno i direttivi ed i coordinatori di ben quarantasette circoli territoriali, praticamente in ogni comune salvo quelli espressione dei comuni montani più piccoli, che si sono associati, ed eleggeranno il segretario e l’assemblea provinciale, di centocinque componenti.

La scadenza del termine per la presentazione delle candidature alla segreteria provinciale è fissata per venerdì 24 settembre prossimo.

Ferve nel partito il dibattito, ma in un clima sereno e costruttivo, in quanto a Macerata sicuramente non vi sono grandi divergenze fra le varie anime, territoriali culturali e politiche che compongono un grande partito popolare e democratico come il PD.

Nel lasciare la segreteria provinciale anche per prestare ossequio alla deliberazione dell’assemblea nazionale, che ha sancito l’incompatibilità fra alcune importanti cariche elettive, fra cui quella di parlamentare e consigliere regionale, e gli incarichi di partito più impegnativi, desidero ringraziare gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori, i tanti amministratori e volontari che hanno contribuito al buon andamento del partito.

Avendo fin dalla fondazione del partito rivestito questo impartante incarico, ho molto apprezzato la qualità della dialettica interna, sempre misurata e rispettosa delle persone, la ricchezza dei contributi politici e culturali in un pluralismo che è, se sapientemente usato, una grande risorsa per un partito che non ha capi né padroni, ma trova nella sua base democratica la sua unica legittimazione e forza.

Proprio per questo nell’augurare al partito che il congresso sia una nuova occasione di approfondimento di temi programmatici importanti poiché potremo essere a breve chiamati ad appuntamenti elettorali non solo amministrativi come quelli comunali e provinciali e pur convinto che non vi sia nulla di traumatico nel confronto anche serrato fra più personalità ed idee, formulo un convinto auspicio rivolgendomi a tutti gli iscritti e a tutti i dirigenti ed amministratori, al fine di trovare una sintesi, nella consapevolezza che solo una forte carica unitaria, che ci chiedono con forza tutti i nostri militanti ed tutto il nostro elettorato, potrà consentire il raggiungimento del traguardo di un governo riformista delle comunità locali e del Paese per cui il PD è sorto.


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