Carancini e Ricotta
d’amore e d’accordo
alla Festa Democratica
Un Pd unito (in pubblico)
di Alessandra Pierini
«Tra l’amministrazione comunale e il Pd non ci sono dissapori e il dibattito, segno di democrazia, non deve essere confuso con conflitti e divisioni». E’ iniziata con queste parole di Narciso Ricotta, coordinatore comunale e capogruppo in consiglio del partito la Festa Democratica. La reciproca dichiarazione d’amore tra Ricotta e il Sindaco Romano Carancini è andata in scena nella centralissima Piazza Cesare Battisti, di fronte a, consiglieri, assessori, componenti e simpatizzanti del partito di centro sinistra. «Abbiamo dato massima autonomia al Sindaco nella scelta della Giunta e questo è un segnale di fiducia. Noi siamo uniti come partito e come gruppo consigliare – ha continuato Ricotta – chi spera in qualcosa di diverso rimarrà deluso.» Carancini ha confermato: «Ci sono tra di noi delle identità di vedute, il dibattito e il confronto non devono trarre in inganno.» Ha poi continuato illustrando quanto fatto finora: « Il mio slogan “una nuova storia” viene quotidianamente richiamato perciò il messaggio è passato. La nuova storia è un rapporto diverso con la città. I giorni che verranno saranno difficilissimi sia per la crisi globale sia perché ogni anno si parla di nuovi tagli. Vi dico che il 2011 sarà da questo punto di vista un anno terribile, occorrerà risparmiare risorse per destinarle alle priorità. Noi ci siamo già misurati con delle grandi difficoltà e abbiamo risposto prontamente con la riduzione dei costi, con un fondo anticrisi di 120.000 euro, mantenendo il livello di spesa per le mense, destinando ulteriori 100.000 euro alle scuole e destinando fondi per sostenere le famiglie che pagano l’affitto. Abbiamo dimostrato anche che il dialogo con gli enti e le istituzioni è possibile: abbiamo riaperto un dialogo con la Fondazione Carima e ci confrontiamo costantemente con la Camera di Commercio. La mia Giunta è fatta di persone straordinarie. Dateci il tempo di misurarci con le questioni importanti e vedrete i risultati.»
Il Sindaco ha focalizzato l’attenzione anche sul suap Giorgini: «Noi diremo no alla Giorgini. Il centrodestra e il Pdl non sono stati fin qui ancora in grado di dire una sola parola sulla questione, ne sollecito la partecipazione e mi auguro che i rappresentanti dicano finalmente come la pensano.»
Carancini ha dato anche indicazioni e suggerimenti in vista delle prossime elezioni provinciali: «Il modo per riavvicinare la gente è evitare personalismi, smettere di sentisti ex popolari o ex Ds e misurarsi sul futuro, senza rivendicazioni o divisioni. Abbiamo vinto in due comuni difficili, Recanati e Macerata. Il punto in comune in queste due realtà è stata la partecipazione, soprattutto attraverso le primarie che il nostro partito deve utilizzare come strumento che ci contraddistingue.» Presenti anche il vicesindaco Irene Manzi e gli assessori Marco Blunno e Alferio Canesin.



Presumibilmente il Sindaco non si è accorto che, spesso, “la nuova storia” viene chiamata in causa perchè:
a) ancora non è iniziata
b) non si sa quando potrà iniziare, con i pupari in giro
c) assomiglia, per troppi versi, alla vecchia
d) in chiave ironica.
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Per quanto riguarda i dissapori e le non identità di vedute non posso che dare perfettamente ragione a Ricotta.
Con pochissime parole ha perfettamente fotografato la situazione esistente.
Infatti i contrasti non ci sono tra Sindaco e Pd (inteso come Partito), ma tra buona parte del gruppo consigliare Pd e Sindaco.
Non a caso le resistenze, richieste di approfondimento e tentativi di perdite di tempo vengono da alcuni Consiglieri del Pd, non certo dal Partito.
Dio ci scampi dai partiti dell’amore! Abbiamo visto che fine hanno fatto i due vecchi amanti al governo. Poi la parola amore anche se in politica, fa pensare ai possibili tradimenti, ai dubbi, le bugie, le gelosie, le pene , i tormenti, le facili esaltazioni, le delusioni, il chiodo scaccia chiodo…..e che nessun odio e risentimento è mai così profondo, come quello tra due ex finito il loro idillio.
No no per carità, niente “relazioni amorose” tra gli scranni. Meglio una sana amicizia o avversarietà, sempre.
Oddio, speriamo che la Pierini abbia mal sintetizzato nel titolo dell’articolo. Altrimenti rivedo vecchie storie e nuove ragnatele per Carancini.