Pasqualetti: “Evitiamo la mattanza
della cultura marchigiana”

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Da, Renato Pasqualetti, presidente Fondazione Orchestra Regionale delle Marche riceviamo:

Se per il FUS 2011 fosse confermata la previsione di un taglio intorno al 30%, si raggiungerebbe il livello più basso del sostegno della politica allo spettacolo dal vivo. A questo nelle Marche si aggiungerebbe un taglio di circa il 65% determinato da minori trasferimenti per circa 148 milioni di euro da parte del Governo alla nostra Regione. Questa situazione può comportare non un generico grido di allarme ma la morte di alcuni storici eventi culturali e la perdita di centinaia di posti di lavoro.

Stando così le cose, è veramente incredibile come alcuni esponenti del centro destra – in Ancona come a Macerata – facciano i primi della classe invece di adoperarsi nei confronti del loro (!) Governo per evitare questa vera e propria “mattanza” della cultura marchigiana.

Ciò detto è  del tutto evidente che i Soggetti dello spettacolo dal vivo delle Marche, e gli Enti ed i privati che li sostengono, debbano adoperarsi intelligentemente per far fronte a questa inedita e drammatica situazione.

La prima cosa da sottolineare, anche prendendo a riferimento l’importante proposta che  è venuta dall’Assessore regionale Pietro Marcolini, è la necessità di non dividersi, magari andando uno alla volta con il cappello in mano fuori della porta del Dipartimento dello Spettacolo. Dobbiamo, invece, “fare squadra” e dar vita ad un “progetto di primario interesse regionale”, che guardi allo spettacolo dal vivo delle Marche come ad un vero e proprio Sistema.

In questo senso è  fondamentale anche la costruzione di un organismo che, senza minimamente togliere identità e autonomia ai vari soggetti, li accompagni in un processo di crescita e lavori anche per possibili risparmi.

Un progetto in cui siano chiari i terreni su cui si deve muovere la cultura e in particolare lo spettacolo dal vivo marchigiano, dimostrando che lo stesso è parte integrante del welfare e importante componente dello sviluppo economico.

Crescita civile e culturale dell’insieme della società ed in particolar modo delle giovani generazioni; contributo alla coesione sociale e all’incontro tra popoli e comunità.

Nuova e buona occupazione dei giovani marchigiani ed in particolar modo di quelli dei Conservatori e delle Accademie di Belle Arti; lavoro e reddito per centinaia di lavoratori dello spettacolo e per numerose imprese marchigiane; crescita dell’economia dell’indotto che sta attorno alla produzione e alla distribuzione degli spettacoli, e forte contributo al settore del turismo.

La politica può, anzi deve assicurare l’esistenza del sistema spettacolo dal vivo delle Marche, premiando i soggetti che sono capaci di stare insieme e che, sui terreni indicati, dimostrino di saper fare l’uso migliore dei contributi ricevuti.

Renato Pasqualetti

Presidente Fondazione Orchestra Regionale delle Marche


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