Strage di Bologna:
striscione di Forza Nuova
al terminal bus di Macerata
Per FN "la strage non fu fascista"
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La scorsa notte i militanti di Forza Nuova hanno appeso uno striscione con la scritta ‘Verità su Bologna: Ciavardini innocente” al Terminal bus di Macerata. Luigi Ciavardini è una delle tre persone condannate in via definitiva per la strage di Bologna, insieme a Francesca Mambro e Valerio Fioravanti. ”Se non possiamo fare nulla per ristabilire la verità a livello giudiziario – si legge in una nota di Fn -, dobbiamo far sapere ai nostri concittadini e alle vittime che attendono ancora giustizia che la strage non fu fascista e che Luigi Ciavardini condannato ingiustamente a 30 anni è innocente”.
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una mano frettolosa e comandata dagli impulsi del momento, ha scritto sul marmo inesattezze ciclopiche. Sarebbe ora fare chiarezza una volta per tutte. La verita’ e’ che una censura di comodo ha nascosto quello che si sospettava da tempo, ossia una vendetta nei confronti del nostro Paese, per le azioni intraprese nei confronti dell’OLP, vale a dire le prese di distanza a seguito dell’attentato all’aeroporto di Fiumicino e al successivo arresto dei suoi responsabili.i colpevoli sono da ricercare altrove,come per le altre stragi attribuite agli estremisti di destra….solo capri espiatori…vedi Freda &c…è una verità costruita per comodità di alcuni di sinistra e nel contempo scomoda perchè chiama in causa la politica estera italiana…pro palestinese!!!!
http://it.wikipedia.org/wiki/Ilich_Ram%C3%ADrez_S%C3%A1nchez
il responsabile è lo “sciacallo”…
forse la mano sarà stata anche frettolosa ma in 30 anni nessuno l’ha mai saputa smentire. è da un pò che ci sono governi di destra, ministri dell’interno e della difesa di destra, sindaci di bologna (la rossa) di destra e allora dov’è questa voglia di verità? perchè il governo delle libertà non si è presentato oggi a bologna?
Vorrei capire.
il fascista Freda è stato giudicato innocente (anche se per molti è colpevole) e bisogna rispettare la sentenza.
il fascista Ciavardini è stato giudicato colpevole (ma per pochi è innocente) e (quindi, perchè lo invocano quei pochi) bisogna rigettre la sentenza?????
Curiosa però la palla dell’attentato dell’OLP.
Ovviamente seguendo soltanto congetture si dice che sia colpa dei palestinesi che, in qualche modo, avrebbero voluta farcela pagare….
Peccato però che l’Italia in quel periodo era per i terroristi palestinesi un comodo porto di mare, dove venire a riposarsi, dove far transitare indisturbati rmi ed esplosivi.
Sarebero stati proprio cretini se “facevano casino a casa” quando -qui in Italia- per tutti i loro traffici e basi nessuno -ma proprio nessuno- gli rompeva le scatole, nemmeno per sbaglio.
Tra le altre cose, quando cercate di fare disinformazione cercate almeno di non scrivere cretinate abissali.
Ci sono state 2 stragi all’aeroporto di Fiumicino quella del 1973 e quella del 1985… Quindi secondo voi i palestinesi hanno compiuto l’attentato nel 1980 (sette anni dopo il primo attentato di Fiumicino e 5 prima del secondo) per ritorsione di cosa????
I servizi segreti francesi e americani collaborarono con quelli sudanesi per la cattura del terrorista, offrendo a questi numerosi vantaggi in cambio della sua cattura. Il governo sudanese, disturbato dagli atteggiamenti libertini di Carlos, lo consegnò agli agenti francesi nel 1994: questi lo portarono a Parigi, dove fu accusato dell’omicidio di due poliziotti e di Moukharbal (ucciso nel 1975). Venne incarcerato in attesa del processo, che cominciò il 2 dicembre 1997 e finì il 23: venne riconosciuto colpevole e condannato all’ergastolo.
Carlos è noto anche per aver avuto durante la detenzione una corrispondenza privata con il presidente venezuelano Hugo Chávez Frías. Chávez, piuttosto che negare o nascondere il fatto, ha addirittura mostrato le lettere in televisione.
Durante la sua carriera, svolta principalmente durante la Guerra Fredda, venne accusato in occidente di essere un’agente del KGB. Oggi è chiaro che non ebbe parte nel Massacro di Monaco (l’attacco agli atleti israeliani a Monaco nel 1972) o nel dirottamento del 1976 al volo Air France 193 a Entebbe. Altri attentati di matrice sconosciuta furono attribuiti a lui, ma anche le sue deposizioni relative ad operazioni inesistenti e non confermate rendono difficile sapere la verità sulla sua storia di terrorista.
Nel giugno 2003, Ramírez Sánchez pubblicò una collezione di scritti dal carcere, col titolo di Islam Rivoluzionario, dove cercò di spiegare e difendere le sue attività come parte di un conflitto di classe. Nel libro dichiara la sua ammirazione per Osama bin Laden e per i suoi attacchi agli Stati Uniti, e la sua ammirazione per l’opposizione di Saddam Hussein alle operazioni americane: il dittatore è definito “l’ultimo cavaliere arabo”.
Ramírez Sánchez si è sposato, nel 2001, con il suo avvocato, Isabelle Coutant-Peyre, che è dunque la sua terza moglie.
Dichiarazioni del giugno 2008 [modifica]
Carlos, nel giugno 2008, rilasciò alcune dichiarazioni all’agenzia di stampa ANSA riguardanti direttamente la storia e la politica italiana. Egli sostenne che, nonostante il divieto del governo, i servizi segreti italiani trattarono con esponenti delle Brigate Rosse il rilascio di Aldo Moro in cambio della scarcerazione di alcuni brigatisti. La trattativa fallì nella notte precedente al giorno dell’omicidio del leader politico democristiano. Carlos rilasciò dichiarazioni anche riguardo la strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980: scagionando fascisti e comunisti, egli dichiarò la responsabilità statunitense. Secondo la ricostruzione, “yankee, sionisti e strutture della Gladio” fecero brillare un ordigno al fine di distruggere un carico di armi trasportato da palestinesi o da esponenti dell’FPLP: lo scopo era quello di far ricadere su questi ultimi la responsabilità dell’attentato. Questa dichiarazione resta comunque molto discutibile e fumosa, specialmente quando minimizza sulla vicenda che un «compagno tedesco» fosse a Bologna il giorno dell’attentato e che pochi istanti prima dell’esplosione era uscito dalla stazione. Il nome del compagno è quello di Thomas Kram, che fra l’1 e il 2 agosto 1980 aveva pernottato a Bologna all’Hotel Centrale, stanza 21, registrandosi dopo la mezzanotte con un documento (patente n. 20344) diverso da quello (carta d’identità n. G7008331) esibito il giorno prima alla polizia di frontiera di Chiasso.
Questa dichiarazione resta comunque molto discutibile e fumosa….. Appunto.
@cerasi:QUESTA é LA VS: verità storica???
Paolo Bolognesi: Fioravanti, Mambro e Ciavardini quasi impuniti Una quasi totale impunità a favore di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, condannati come esecutori materiali della strage alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. Lo ha sostenuto Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime, nel discorso per il trentennale dell’attentato. «Non lo scoppio di una caldaia – afferma il presidente dell’associazione – non terroristi internazionali maldestri, che senza volere hanno dimenticato una bomba alla stazione. Non i libici, non i palestinesi, ma neofascisti, servizi segreti, banda della Magliana e loggia massonica P2» sono colpevoli della strage, «tutti assolutamente interessati ed alleati per impedire l’accertamento della verità. È un dato sia storico che giudiziario, è un dato che i mandanti e gli ispiratori politici della strage alla stazione, che su quell’attentato hanno costruito e rafforzato le proprie posizioni di potere, non si possono permettere che venga divulgato. Assicurare l’impunità agli autori di quell’orrendo crimine è un obbligo per chi ha armato la loro mano: libertà in cambio di omertà. in questo modo si spiegano gli incredibili benefici concessi a Mambro, Fioravanti e Ciavardini che denunciamo da anni». Ovvero, elenca Bolognesi, i due anni di detenzione (su 30) scontati da Ciavardini e i «due mesi per ogni morte causata» passati in carcere da Mambro e Fioravanti, nonostante fossero «condannati complessivamente a 14 ergastoli per strage e 12 omicidi e a più di 200 anni di carcere per reati minori».
@Petroselli
Comprendo benissimo che, quando non si hanno le pezze di appoggio, si è costretti ad arrampicarsi sugli specchi e, spesso, a contrabbandare semplici ragionamenti astrusi come verità rivelate.
Però vorrrei riprendere quanto detto prima.
All’inizio sostenevi che la bomba ce l’avessero messa i palestinesi per “punire” i colpevoli degli arresti a Fiumicino, seguito dell’attentanto.
PREGASI NOTARE LE DATE:
La bomba è del 2 agosto 1980
Gli atentati a Fiumicino (di cui tra l’altro, il primo, i colpevoli sono scappati tutti e restati tutti sconosciuti) sono del 17 dicembre 1973 e del 27 dicembre 1985.
Quindi nel primo caso i palestinesi avrebbero punito (sebbene nessuno dei terroristi sia mai stato arrestato) con ben 7 ANNI DI RITARDO.
Nel secondo caso i terroristi (che con la boccia di cristallo avevano visto il futuro) avrebbero punito PREVENTIVAMENTE con 5 ANNI DI ANTICIPO.
Questa vostra ricostruzione è quindi una cavolata abissale, ma che vi serve per costruire sopra (senza alcun documento, ma facendo solo congetture) un teorema in cui ovvamente dimostrate tutto ed il contrario di tutto.
Così come appare ridicolo il tentativo di santificare quei “bravi ragazzi” di Freda e Ventura (e Zorzi) che hanno (anche non menzionando la Strage di Piazza Fontana) una storia personale di eversione lunga quanto una quaresima
Franco Freda
Esponente della destra neofascista italiana, coinvolto e poi assolto nel processo per la strage di piazza Fontana e condannato a 15 anni di reclusione per associazione sovversiva.
Nel 2005 la Cassazione dichiarò la sua responsabilità nella strage di piazza Fontana, senza poterne modificare la posizione giuridica.
Giovanni Ventura
Ventura viene condannato definitivamente per associazione sovversiva in relazione agli attentati della primavera-estate del 1969: le due bombe a Milano del 25 aprile 1969 e le bombe sui treni del 9 agosto 1969.
Nel 1973, dopo l’arresto, Ventura confessa il suo ruolo nei 21 attentati del 1969, negando solo la strage di Piazza Fontana.
I PM di Milano scoprono che Ventura riferiva a Guido Giannettini, agente del SID fuggito all’estero.
Coinvolto nella vicenda giudiziaria relativa alla strage di piazza Fontana, viene alla fine assolto in appello per incompletezza delle prove.
Nel giugno 2005, al termine dell’ultimo processo su piazza Fontana, riaperto negli anni ’90 a Milano per trovare i complici di Freda e Ventura, la Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di Freda e Ventura in ordine alla strage.
Secondo la Corte, l’eccidio del 12 dicembre 1969 fu organizzato da “un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo” e “capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura”.
Il giudizio ha valore di sola condanna morale e storica, in quanto i due imputati sono già stati assolti irrevocabilmente dalla corte d’assise d’appello di Bari, che li ha condannati solo per le bombe sui treni.
Delfo Zorzi
Il 9 ottobre 1968, con Giampietro Mariga e Martino Siciliano, prese parte all’assalto della sede del Partito Comunista Italiano di Campalto a Mestre.
Il 17 novembre del 1968 fu arrestato con Giampietro Mariga perché sorpreso dalla polizia in possesso di un mitra, un elmetto, una tuta mimetica e una piccola quantità di esplosivo.
Zorzi è stato indagato e rinviato a giudizio per la Strage di Piazza della Loggia a Brescia, processo nel quale è tuttora imputato.
Il pentito Martino Siciliano, teste chiave nei processi per le stragi di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia, ad oggi latitante, avrebbe scagionato Delfo Zorzi da ogni accusa e sarebbe stato pagato nel 1994 con 6 mila marchi tedeschi dell’epoca (non si sa a che titolo) provenienti da un conto svizzero riconducibile alla Fininvest/Mediaset.
franco freda,da me conosciuto personalmente ad una cena a morrovalle,non è mai stato santificato da me…a mio parere non ha le capacità di fare ciò che gli hanno attribuito…è solo un “pazzo” teorico….usato dai servizi segreti per coprire altri
Sarei curioso di sapere cosa ha da rispondere il Petroselli alle precisazioni ed osservazioni fatte da Gianfranco Cerasi nel suo ultimo commento. Aspettiamo.
La convinta asserzione, maturata a tavola, al di là di ogni ragionevole dubbio “….non ha le capacità di fare ciò che gli hanno attribuito…è solo un “pazzo” teorico….usato dai servizi segreti per coprire altri” poteva raccontarlo al giudice visto che sembra un vero peccato (per lui) che il tale sia finito, seppure per poco, in galera.
L’accertamento della verità sarebbe stato più rapido e magari ci scappava Freda scagionato da ogni addebito, come vorrebbero i camerati.
la strategia della tensione,le scorrettezze delle istituzioni,dei servizi segreti deviati e non sono storia,realtà.non credo chE NE cERASI…TANTOMENO IO POSSIAMO CHIARIRE
ripeto ho avuto modo,con un discusso legale maceratese,di conoscere personalmente il terrorista di destra Freda….se lui è l’autore di tutto io sono Adolf…
non dimentichiamo senzani,negri,curcio&c…li abbiamo anche pagati
e voi dimenticate!!!
“Nessuno vuole parlare dei legami tra P2 e Mossad illustrati da un protagonista diretto: l’ex spia israeliana Victor Ostrowsky”. È il commento del leader di Forza Nuova Roberto Fiore che all’epoca venne coinvolto nelle prime indagini sulla strage del 2 di agosto. “Si è spesso detto che fondamentale è il ruolo della P2 in questi drammatici eventi. Lo è certamente per il depistaggio e per il ruolo egemonico che esercitò in quei mesi in una serie di gravi e sanguinosi accadimenti. Ebbene c’è un elemento che collega la P2 al Mossad. Questo elemento è descritto nel libro di Victor Ostrowski ‘The other side of deception’. In questo libro Ostrowski, colonnello del Mossad, racconta di aver fatto un trasporto di armi in Italia con l’ aiuto di esponenti della P2 all’inizio del 1980: questo racconto fatto en passant, per noi che sappiamo cosa avvenne nell’ agosto di quell’anno, ha un’ importanza fondamentale”. Aggiunge Fiore: “Tutto era stato preparato prima della strage e pertanto gli organizzatori di questa criminale farsa, cioè i depistaggi attuati dai servizi segreti su Ustica e Bologna, dovevano sapere che qualcosa era imminente. Alla riunione, tenutasi all’ aeroporto di Parigi, in cui si decidono i dettagli di quel complotto, partecipa Michael Ledeen, a quei tempi capo della CIA in Italia, oggi importantissimo esponente neoconservative americano, strenuo difensore di Israele ( è dotato di doppia cittadinanza americana e israeliana ). Di Ledeen, per questo suo operare fu chiesta l’ immediata espulsione, come “persona non grata” da parte del Capo dei servizi Italiani Ammiraglio Martini. Nessuno ne chiese l’ arresto perché avrebbe implicato il coinvolgimento nell’ inchiesta della strage di uno o forse due servizi segreti ‘amici’ dell’ italia ed oggi questo signore viene invitato a Porta a Porta o a radio Radicale in qualita’ di attento politologo”.