I tesori del museo
di Pievebovigliana

Alla scoperta del territorio

- caricamento letture

museo_pievebovigliana_1-300x199

di Eno Santecchia

Nel 1972 lo aveva descritto don Antonio Bittarelli nel suo libro “Pievebovigliana e il suo museo”, il volume “Pievebovigliana fra preistoria e medioevo” di Edwige Percossi Serenelli del 2002 descrive la sezione archeologica.

Si tratta del Museo Civico di Pievebovigliana, fondato nel 1936 da mons. Raffaele Campelli (1887- 1982) al quale è intitolato.

Il belfortese Campelli fu parroco di Pievebovigliana per diciassette anni, durante i quali riportò alla luce dai sotterranei della chiesa vecchi dipinti, raccolse oggetti significativi della cultura paesana e riunì i reperti ritrovati lungo il corso del torrente Fornace. Nel 1939 fu nominato vescovo di Cagli e Pergola, ma la sua opera proseguì, il museo fu spostato e ampliato a partire dal 1989.

Nell’ottobre 2006 è stata inaugurata la sezione Museo Storico del Territorio. Notevole è stato l’impegno dei due sindaci Pietro Rivelli e Sandro Luciani per sistemarlo e rinnovarlo; adesso occupa il secondo e il terzo piano del palazzo comunale.

museo_pievebovigliana_2-300x199

Tra le opere di rilievo spicca la tavola “Madonna di Loreto e Santi” attribuita al pittore caldarolese Simone De Magistris. Interessanti le sculture di San Sebastiano (XV sec.) in legno policromo di anonimo marchigiano e la Madonna di Costantinopoli (XVI sec.) della Scuola Umbra, già esposte nella mostra “Il Quattrocento a Camerino” del 2002. Utile per ricostruire il modo di viaggiare nei secoli scorsi la “Nuova Carta Geografica dello Stato Pontificio” con i tragitti e le fermate delle diligenze.

La raccolta Gino Marotta, importante esponente dell’arte italiana contemporanea, comprende opere donate dall’artista romano che vive e lavora una parte dell’anno a Pievebovigliana.

La sezione Maria Ciccotti (1911 – 1992) riguarda questa donna che tanto ha fatto per la riscoperta della tessitura a liccetti, tecnica risalente al XIV secolo. La Ciccotti è stata anche un’apprezzata xilografa, decoratrice e illustratrice di libri quali: “La Leggenda del bel Pecopino e della bella Baldura” (1932) di Victor Hugo, “La vedova scaltra” di Carlo Goldoni e “Sempre festa” di Tullio Colsalvatico.

La sezione dedicata all’archeologo “Valerio Cianfarani” è stata aperta nel 1999, raccoglie reperti recuperati durante gli scavi eseguiti negli anni Trenta e Novanta dello scorso secolo sul colle di San Savino, occupato tra il IV e il III secolo a. C. dai Galli Senoni. I reperti dell’età romana provengono invece da S. Giovanni dell’Isola.

museo_pievebovigliana_4-300x199

Importante l’iscrizione di Fiordimonte su calcare grigio, identificata dei Galli Senoni, una delle più antiche epigrafi celtiche in Italia. Il minuscolo vago di collana in pasta vitrea gialla di origine punica (IV sec. a. C.), sembra riportarmi piacevolmente al museo del Bardo di Tunisi.

Il 5 febbraio 2010 è andata in onda su RAITRE la puntata del programma di natura e scienza “Geo & Geo” di Sveva Sagramola con un servizio condotto dal naturalista Francesco Petretti e dedicato al museo e alle bellezze storico-artistiche e naturalistiche del territorio di Pievebovigliana.

Un confronto è d’obbligo. Pievebovigliana non ha un ricco parco archeologico come quello di Urbs Salvia, eppure il suo museo civico, oltre ad essere sistemato con grande cura e accogliente, è complessivamente molto più fornito del Museo Archeologico Statale di Urbisaglia. In quest’ultima cittadina, purtroppo, sin dai primi scavi del Settecento, i reperti hanno preso presto la via dei Musei Vaticani di Roma, del Museo Archeologico Oliveriano di Pesaro e di collezioni private.

Pievebovigliana bandiera arancione dal 2006, anno in cui ha ottenuto anche la certificazione ambientale EMAS, fa parte del circuito “Piccola Grande Italia” www.piccolagrandeitalia.it   Questo Comune più attivo di altri nell’ambito culturale e naturalistico riserba al viaggiatore accorto anche altre bellezze.

museo_pievebovigliana_5-300x199

In via Don Orione 10 si può visitare “Il Telaio della Pieve”, un laboratorio di tessitura a mano con disegni a liccetti con sei telai funzionanti. L’attività aperta nel 1942 da Maria Ciccotti è ora gestita dalla sig.ra Franca Caprodossi.

L’Oasi di Polverina (241 ettari), sul lato destro dell’omonimo lago, fa parte del sistema Retenatura di Legambiente, nel mese di maggio si festeggia la festa annuale. Vi si possono ammirare e fotografare l’airone cenerino, lo svasso maggiore, la garzetta e il cormorano. In primavera e in autunno è area di sosta per rapaci migratori quali il falco pescatore e di palude.

A Pontelatrave si può ammirare un ponte costruito su fondazioni romane (I sec. a.C.). È già iniziato il recupero e restauro di un’antica fornace a pozzo per laterizi, la cui origine risale al Settecento, che fu usata fino alla prima metà del Novecento. Seguirà il recupero di una gualchiera-tintoria della prima metà dell’Ottocento.

museo_pievebovigliana_3-199x300

museo_pievebovigliana_6-300x199


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X