Philippe Daverio:
“Rifare le Marche è possibile”

La serata di Villa Buonaccorsi

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È stata una serata di grande charme e cultura quella di venerdì a Villa Buonaccorsi per dare il via al progetto “Rifare le Marche”, piano che prevede la demolizione e la ricostruzione di cinque siti paesaggistici e residenziali realizzati dalle società La Fortezza e Città Ideale, presiedute da Pietro Lanari, fautore dell’iniziativa con la direzione artistica di Evio Hermas Ercoli.
All’interno del piano “Rifare le Marche” sono inseriti cinque progetti da Senigallia a Potenza Picena che puntano a “curare il bello”: fra questi anche il nuovo resort che sorgerà a Marcelli al posto dell’ex Santa Cristiana (box a fianco) e “Il borgo delle torri” nell’area ex-Sacelit di Senigallia
Numerosissimo il parterre degli ospiti a cominciare dal mondo della cultura con Franco Malgrande, direttore tecnico della Scala di Milano, Piero Cesanelli, patron di Musicultura, Paolo Notari, presentatore RAI. La schiera più nutrita è stata di certo quella del mondo bancario. Impossibile allo stesso modo contare tutti i presenti del mondo dell’economia. Folto anche il parterre dei Sindaci, da quello di Potenza Picena Sergio Paolucci che ha regalato a Lanari una pubblicazione sulla sua città a quello di Macerata Romano Carancini accompagnato dalla moglie e dall’assessore Stefania Monteverde e poi i sindaci di Numana Marzio Carletti e quello di Senigallia Maurizio Mangialardi. Infine la prima cittadina di Porto Recanati Rosanna Ubaldi al tavolo di Domenico Guzzini con Paola Rubini e di Marina Guzzini con l’avvocato Paolo Maggini.
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Dopo il catering a cura di Aurora e Andrea Gazzani e del loro chef Alessandro Gnocchini, sono saliti sul palco i due ospiti, ovvero Philippe Daverio e Paolo Portoghesi per dare vita ad una vera e propria lectio magistralis sulla “Cura del Bello”. Partenza spiazzante con il primo ad affermare che “la bellezza non si può definire”, e Portoghesi a ribadire che “magari è la bruttezza a mettere tutti d’accordo”. Poi un richiamo all’etica “sul bene che deriva dalla bellezza e sul male che scaturisce dal suo contrario si deve fondare l’azione dei committenti che, come Lanari, basano i propri progetti sulla ricerca estetica”.
Conclusione affidata alla comune necessità di demolire ciò che di brutto è stato costruito nel recente passato. “Quello che manca all’epoca odierna – ha riassunto Daverio – è una committenza culturalmente preparata: l’Italia ha bisogno di ricostituire le élite. Rifare le Marche è un progetto possibile: basta preparare chi ci governa e premiare chi demolisce per poi ricostruire meglio”.
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