Si rivolge al Ministro Brunetta
per poter scrivere
ai consiglieri comunali

Curioso caso a Civitanova

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Paolo Proietti

di Laura Boccanera

Chissà  se un contemporaneo Kafka, vissuto oggi a Civitanova, avrebbe raccontato la storia di Paolo Prioretti,  intraprendente coordinatore provinciale per le famiglie numerose, rimasto invischiato suo malgrado in una storia di ordinaria burocratica follia. Tutto comincia con la necessità di recapitare un documento ai consiglieri comunali al fine di sollecitare la costituzione della Consulta per la famiglia, un organismo previsto dallo statuto comunale che sta molto a cuore all’associazione in quanto ha valore consultivo sulla programmazione del Comune, non solo in merito ai fondi assistenziali, ma opera in uno scenario più ampio che spazia dall’urbanistica ai lavori pubblici. <<Avevo pensato di usare la PEC, – dice Prioretti – ma non del tutto sicuro delle conseguenze, ho preparato 31 lettere personali con tanto di etichetta adesiva “nominativo consigliere – SEDE” e sono andato in Comune per protocollarle. L’Ufficio Protocollo mi comunica che non può. Si possono protocollare, e consegnare, solo le lettere al sindaco ed agli assessori. Per raggiungere i Consiglieri Comunali occorre rivolgersi ai messi comunali>>. Così tranquillo e fiducioso dell’indicazione, va all’Ufficio dei messi comunali, ma qui gli viene detto che non è possibile farsi carico di una spedizione “privata”. Stessa risposta dal segretario. Non c’è nessuna cassetta della posta né tanto meno è possibile la consegna a mano. E’ così che esasperato, ma non domo, Prioretti decide di rivolgersi al Ministro Renato Brunetta tramite la Linea Amica. Qui un avvocato, informato sui fatti, risponde che la vicenda ha dell’incredibile e del paradossale, sostenendo un errore da parte dell’amministrazione. Alla fine, forse, sembra che la lettera, tramite segreteria del sindaco, sia stata protocollata e che il vice sindaco abbia dato la propria disponibilità per un incontro. Intanto però della Consulta, alle prese con lettere e francobolli, ancora non c’è traccia…


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