L’Anffas Macerata a Roma
contro i tagli del Governo

I disabili chiederanno ai Parlamentari: "Facciamo cambio di indennità?"

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Il presidente dell'Anffas Macerata Mario Sperandini in una foto d'archivio con l'ex presidente della Provincia Giulio Silenzi

“La Manovra che il Parlamento sta per approvare è la peggiore aggressione, nella storia repubblicana, alle persone con disabilità e alle loro famiglie”. Questo il pensiero delle associazioni come l’Anffas, Associazione di Famiglie di Persone con Disabilità intellettiva e relazionale (14.000 soci, 180 associazioni locali, oltre 1000 centri gestiti in Italia) che domani scenderanno in piazza per la difesa dei loro diritti fortemente lesi dalle proposte del Governo sulla riduzione della spesa in materia di invalidità. All’inizio del mese di giugno il Governo ha approvato il decreto Legge n. 78 (“misure in materia di stabilizzazione finanziaria e di compatibilità economica”) dove, all’art. 10 (“riduzione della spesa sanitaria in materia di invalidità”), si prevedono modifiche alle attuali disposizioni in materia di accertamento delle invalidità civili e delle conseguenti misure di assistenza e previdenza previste dalle Legge. Tra le proposte, quella relativa all’innalzamento dal 74% (percentuale di invalidità) all’85% per godere dell’assegno mensile di assistenza. Su questa proposta le Associazioni hanno espresso forte contrarietà in quanto scarso o nullo sarebbe stato il contrasto al cosiddetto fenomeno dei “falsi invalidi”, mentre certe e devastanti sarebbero state le conseguenze per la vita di migliaia di persone già pesantemente discriminate ed escluse. In tal senso, le associazioni hanno indetto una manifestazione nazionale di protesta che si sarebbe dovuta svolgere il 2 luglio a Roma.

Dopo l’esame delle proposte presentate dalle Associazioni, un serrato confronto, e soprattutto dopo le rassicurazioni date dal Governo (On. G. Letta – sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) di introdurre modifiche, la manifestazione è stata annullata in segno di disponibilità e di fiducia nei confronti del Governo. Invece, gli emendamenti presentati dal Governo il 29 giugno, in Commissione Bilancio, non solo non hanno tenuto conto delle proposte delle Associazioni, ma sono risultati peggiorativi delle precedenti disposizioni, già contestate e respinte: Persiste nel nuovo testo l’innalzamento della percentuale di invalidità necessaria per la concessione dell’assegno mensile di assistenza agli invalidi civili parziali disoccupati ed indigenti, nonostante il risparmio dichiarato dallo stesso Ministero dell’economia sia risibile. La norma, se approvata, creerebbe una illegittima disparità fra gli invalidi civili: chi la “fortuna” di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una indennità del 74% avrà l’assegno mensile anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due o più patologie o menomazioni, la cui somma dà l’84%, non ha diritto a nulla. Ancora più devastante è l’intervento che modifica le condizioni medico-legali per l’accesso all’indennità di accompagnamento. I nuovi criteri sono irraggiungibili se non ci si trova in stato vegetativo. Ci saranno dei nuovi esclusi: persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che non sanno dove sono, chi sono, dove vanno.
Ma a quanto ammontano questi mirabolanti benefici economici di cui godono le persone con disabilità? L’assegno mensile di assistenza è concesso a chi è disoccupato e non ha un reddito superiore a € 4.408,95 (all’anno, ovviamente). Questa persona, disoccupata e sotto la soglia di povertà assoluta, merita un bell’assegno mensile pari a € 278,05 (tredicesima compresa), pari a 9,26 euro al giorno. Questo importo è identico alla favolosa e ambita pensione di invalidità civile che viene concessa a chi ha un’invalidità civile pari al 100%. Vale la pena porre in evidenza che questa somma è per pochi spiccioli superiore a quella che i Parlamentari ricevono per il solo rimborso delle spese telefoniche ( € 258,22 al mese). L’indennità di accompagnamento invece corrisponde a ben 480,00 euro al mese (senza tredicesima, perché non è prevista dalla Legge), contro i 5.486,58 euro al mese (netti) dell’indennità concessa ai Parlamentari, cui si aggiungono diaria, rimborsi spese, etc..Ricapitolando: se sono una persona invalida civile al 100%, disabile al punto di avere diritto anche all’indennità di accompagnamento, per vivere lo Stato mi dà la bellezza di € 758,05 al mese! A questo proposito i disabili oggi in piazza a Roma, chiederanno ai Parlamentari, che nei prossimi giorni discuteranno e approveranno la manovra finanziaria: “Facciamo cambio di indennità?” – dateci la vostra in cambio della nostra. Anfass da tempo richiede e invoca la revisione dell’intero sistema dell’accertamento dell’invalidità civile e stato di handicap e si schiera contro ogni forma di taglio indiscriminato e discriminatorio nei confronti di persone e famiglie che ormai si trovano sempre più sul baratro della vera e propria povertà ed esclusione sociale. Non è in questo modo che si combatte il fenomeno dei “falsi invalidi”, alimentato dalla cattiva politica, da medici compiacenti e da Commissioni di Accertamento conniventi che hanno prodotto questa situazione che toglie risorse al mondo della disabilità vera. L’Italia ha ratificato (Legge 3 marzo 2009, n. 18) la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, nella quale è sancito per ognuno il diritto fondamentale di potere vivere con dignità la propria vita: avere una famiglia, avere una casa, avere un’istruzione, avere la cura e l’assistenza necessarie. Avere un lavoro, se possibile, o in assenza di questo, avere un sostegno economico che contrasti la povertà. Questa manovra non solo contraddice la legge dello Stato, ma viola i diritti fondamentali dell’uomo.


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