Quando Civitanova era
la regina del pugilato
Intervista a Luigi Dari, presidente del Cluana Boxe
di Laura Boccanera
Era il 1923 quando due ex pugili dilettanti decidono di aprire dal nulla una palestra, per continuare con la loro passione e infondere nelle nuove generazioni il rispetto per la boxe. A quasi 90 anni dalla fondazione quella palestra si è trasformata fino a portare alla nascita della Cluana Boxe. L’attuale presidente Luigi Dari ripercorre la storia di una delle associazioni sportive di Civitanova più longeve e vive del panorama cittadino.
Come è cominciato tutto, quante glorie di questo sport sono transitate da qua?
Iniziò tutto con i primi praticanti, De Florio, Postacchini, Cognigni e Domenella, ma il nome più importante fu quello di Pietro Gaetani che durante la guerra viveva a Roma ed era bersagliere, un pugile di grande qualità, allievo e pupillo di Erminio Spalla. Con la fine della guerra Gaetani torna a Civitanova e riprende l’attività di pugile, costellata da molte vittorie. Solo la cocente sconfitta contro l’avversario Scortichini lo convinse a scendere dal ring ma non ad amare la boxe. Fondò la freccia d’oro da cui uscirono recchi i fratelli bigoni e rosati. L’esperienza della Freccia d’oro convogliò in Libertas fondata nel 1957 dove sono cresciuti pugili del calibro di Leonfanti e Cervellini, arrivati alle finali dei campionati italiani. Poi nel 62 la Libertas si sciolse ed è passando attraverso la Vevor che nacque la Nuova Cluana Boxe; al fianco di Gaetani passò Leonfanti e insieme allenarono pugili come i fratelli Marzialetti, Pagliarini, Rapagnani (campione d’Italia novizi), Mecozzi, i fratelli Emili e primo fra tutti Nicola Menchi, pugile di assoluto valore che conquistò la finale ai giochi del Mediterraneo e alla preolimpica per il Messico.
Erano gli anni d’oro? Come mai tutto questo interesse per la boxe a Civitanova?
Perchè si vinceva. Civitanova è stata una delle prime città in cui il pugilato ha avuto un ruolo rilevante: nel 1968 conquistammo il primo posto a squadre ai campionati italiani di Cecina ed era il periodo in cui venivano organizzate tante riunioni di successo alle quali assisteva sempre tantissimo pubblico, un tifo che diede la spinta a tanti ragazzi per fare il salto fra i professionisti. Qui si mise in evidenza il grintoso Emili che riuscì a conquistare per diverse volte il titolo italiano. Furono tutti questi campioni a far restare la boxe al centro dell’attenzione nazionale fino agli anni 80.
E oggi com’è la situazione della boxe locale?
Oggi ancora ci difendiamo – scherza – abbiamo dato vita a molti eventi nazionali ed internazionali, molti giovani anche oggi partendo da qui si affacciano al professionismo ad esempio Ottavio di Leo di Pesaro, Michele Focosi di Ancona e Sandon Carel, nipote del grande Patrizio Sumbo Kalambay detto Alì per le sue qualità. Nel 2000, con la collaborazione del numero 1 al mondo Salvatore Cherchi, abbiamo organizzato il titolo mondiale professionisti donne che ha visto protagonista Simona Galassi. Per l’estate stiamo poi organizzando l’incontro dilettantistico Boxe sotto le stelle giunto ormai alla 35esima edizione.
E come gli altri, anche questo, non dà segni di cedimento.
Foto gentilmente concesse da Ciro Lazzarini



