Lo stalking indossa anche la divisa
Denunciato un agente a Civitanova
Era arrivato a minacciare di morte una vigilessa
di Roberto Scorcella
Ancora un caso di stalking. Ancora molestie verso una donna, soltanto che stavolta i protagonisti sono piuttosto particolari: entrambi, due quarantenni separati, infatti, indossano una divisa. L’uomo, il molestatore, deve essere rimasto particolarmente colpito dalla sua “collega” dopo averla notata probabilmente mentre lei stava svolgendo un servizio su strada. Ma non è mai uscito allo scoperto. Ha cominciato a manifestare il suo interesse, divenuto con il passare dei giorni morboso, molestando costantemente la donna. Che, preoccupata, si è rivolta ai carabinieri della Stazione di Civitanova Marche presentando una denuncia per atti persecutori ad opera di ignoti. La vittima non riusciva a capacitarsi delle continue telefonate che riceveva, spesso di notte. Dall’altra parte l’interlocutore non parlava, oppure riattaccava subito o, addirittura, giungeva a minacciarla.
Sconvolta, la donna non riusciva assolutamente a capire chi potesse essere il molestatore e così si è affidata a un sottufficiale dei carabinieri civitanovesi che, infondendole fiducia, l’ha rassicurata sul fatto che sarebbero giunti presto all’identificazione dello “stalker”, avvalendosi delle moderne tecniche investigative. Circa un mese di accertamenti incrociati con le compagnie telefoniche e di mappatura delle cabine telefoniche da cui provenivano le telefonate persecutorie hanno fatto scoprire agli investigatori che l’autore delle molestie utilizzava sempre posti telefonici pubblici diversi, disseminati in svariati centri della provincia di Macerata, Ascoli Piceno e Ancona. Sembrava addirittura che lo “stalker”, in ogni luogo si trovasse, ne volesse “approfittare” per entrare in cabine telefoniche e formulare il numero della malcapitata. Quando si è spinto fino a minacciare di morte la malcapitata, la preoccupazione è inevitabilmente salita in maniera vertiginosa. Temendo di trovarsi di fronte a una persona disposta a tutto e che, quindi, potesse passare effettivamente alle vie di fatto, i carabinieri hanno dato una ulteriore accelerazione alle indagini. Per 24 ore hanno custodito il telefono cellulare della donna negli uffici della caserma di via Carnia, monitorando in tempo reale tutte le chiamate. Ad ogni telefonata hanno effettuato riscontri immediati nelle cabine telefoniche di provenienza fino a quando è arrivata la sorpresa: quel persecutore vestiva la divisa come la donna, anche se di un’altra amministrazione statale. Dopo essere stato identificato, dunque, l’agente è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata per atti persecutori – stalking.

il potere della divisa!!!!!
ma li volete cacciare da questi posti di potere
La minaccia di morte e resta a piede libero?
Ma se il molestatore è andato fuoi di testa non potrebbe essere pericoloso?
Avete letto si che l’uomo che ha ucciso le 2 donne nel aveva ben 7 denuncie per stalking ( http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201007articoli/56349girata.asp ) ma girava a piede libero???