“Discorsi su Mario Crucianelli”
per l’identikit del politico ideale
La figura del noto architetto sarà ricordata venerdì in un convegno
di Alessandra Pierini
Macerata sente la mancanza di Mario Crucianelli. A due anni dalla scomparsa, il 23 giugno 2008, gli amici ma anche i compagni di partito e gli avversari politici ne ricordano vivamente la figura e le caratteristiche. Il convegno “Discorsi su Mario Crucianelli” che, organizzato da “La Destra”, si svolgerà venerdì 25 giugno alle ore 17,45 presso la Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti, in quella Specola per il cui restauro il noto architetto si è speso con tutte le sue forze, non ha lo scopo di ricordarlo ma piuttosto quello di omaggiarlo, come sottolineato questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione. “E’ un atto dovuto da La Destra e dalla città di Macerata ad un uomo eclettico che ha spaziato su più fronti, ad un politico e ad un intellettuale stimato da più parti, sarà un ritratto veritiero dell’uomo” ha detto Pierpaolo Simonelli Paccacerqua, organizzatore del convegno ed amico di Mario Crucianelli.
“Questo convegno – ha aggiunto Evio Hermas Ercoli, moderatore dell’incontro – guarda al futuro più di quanto si possa pensare. Nella certezza che Crucianelli manca, l’obiettivo è chiarire l’identikit del politico che vorremmo. Onestà intellettuale, concretezza, non faziosità, trasversalità sono doti che aveva Mario e che i politici dovrebbero ritrovare, sono il sale di battaglie civili che oggi non è più possibile fare.”
Di Mario Crucianelli parleranno nel corso del convegno gli ex sindaci Carlo Ballesi, Carlo Cingolani, Gian Mario Maulo e Giorgio Meschini, l’attuale Sindaco del Comune di Macerata Romano Carancini, Giulio Conti, Silvano Iommi, Thamel Marini, Mauro Montali, Mauro Nocelli, Alessandro Savi, Ivano Tacconi e Franco Gazzani, il Presidente della Fondazione Carima di cui Crucianelli fu socio sin dalla nascita. “Sono stati invitati tutti coloro che hanno avuto con Mario un rapporto umano, oltre che politico. Sono rappresentati diversi schieramenti politici e si prevede un incontro scoppiettante” ci dice Simonelli Paccacerqua. “Se si riuscirà ad uscire dalla retorica” gli fa eco Ercoli.
“Mario Crucianelli – va avanti Simonelli Paccacerqua – è stato 20 anni consigliere dell’Msi, poi al mio fianco nella Destra di Popolo. Più volte si è candidato al Senato e ultimamente aveva aderito a La Destra di cui è stato Presidente onorario sino alla scomparsa. Uomo della città è stato uno degli ultimi grandi maceratesi e ha dato il suo apporto alla vita politica e sociale. Diceva che il sindaco ideale è quello che fa funzionare tutto alla perfezioe tanto che il cittadino neanche si accorge della sua presenza.”
Conclude il ritratto Evio Hermas Ercoli: “Mario era molto elegante, un dandy, indimenticabile il suo smoking bianco, indossato durante un’opera allo Sferisterio. Era un laico, non anticlericale, da consigliere non ha mai fatto mancare il suo voto al bene della città, indipendentemente dagli schieramenti politici.”
Aneddoti, dettagli ed episodi saranno svelati da quanti hanno avuto con lui un rapporto, umano prima di tutto.


Trovo divertente il passaggio alla Crozza/ Veltroni: “…gli amici ma anche i compagni di partito…”. E dire che tra di noi ci si definiva in maniera meno retorica con un saluto romano e con un semplice: CAMERATA! Dico ciò perché ho conosciuto molto bene Mario Crucianelli a partire dal 1970.
Sento il dovere di intervenire su questa sorta di commemorazione di Mario Crucianelli, che è stato si mio amico, ma non certamente un politico ideale così come oggi si lascia intendere da quella Macerata finta perbenista e vestita da arlecchino di una presunta cultura di solidarietà. Non posso infatti non ricordare che Mario Crucianelli in consiglio comunale appellò i portatori di handicap come “storpi” con un intento altamente dispregiativo. Ero presente al fatto e su questo fu pure condannato dal tribunale di Macerata. Che oggi si faccia finta, aldilà dell’amicizia per la persona, che non sia successo nulla lascia intendere quale sia il vero livello della politica maceratese e aimè dei maceratesi stessi. Ricordo infatti che nessuno, e dico nessuno, chiese scusa ad Anna Menghi a cui Mario si riferì con quella frase disdicevole, solo la Vitaletti all’epoca espresse solidarietà ad Anna. Oggi poi un certo Tacconi consigliere dell’UDC, si permette pure di presentare una mozione per intitolare la Specola a Mario Crucianelli, Tacconi che si professa cristiano così come il suo partito che dice di richiamarsi a questi stessi valori, credo che farebbero bene a leggersi finalmente il Vangelo e scoprivi cosa significa solidarietà. Non mi resta che dire VERGOGNATEVI., ma tutti nessuno escluso. E ai presunti personaggi della destra maceratese dico, da persona che si è sempre professata tale ideologicamente parlando, che farebbero bene a nascondersi e a leggere un pò di più
quoto al 100% placido munafo. GRAZIE PER AVER RICORDATO UNA PERSONA PER QUELLO CHE E’… anzi PER QUELLO CHE ERA…
A mio avviso, insultare un disabile è come bestemmiare dentro la basilica di S.Pietro!
VERGOGNA!
Sarà che per essere Santi bisogna essere Morti, sarà la fortissima influenza di Santa Romana Chiesa, in Italia siamo molto propensi a santificare un pò chiunque…..
Il caso Craxi docet…. e speriamo di poter avviare presto la causa di beatificazione di…qualcun altro.
ricordarlo o no cambia poco, solo chi lo ha conoscuito BENE può trarre un giudizio positivo o negativo sul signor crucianelli. rimane secondo me l’assoluto rispetto per una persona che non è più fra noi. le diverse ideologie politiche che abbiamo non dovrebbero condizionarci in positivo o in negativo sul valutare le persone. sono d’accordo comunque che quella volta che ha insultato i disabili ha sbagliato , bisognerebbe vedere se ha chiesto scusa o se si è pentito di ciò che ha detto. buona serata a tutti.
come cittadina maceratese dico che c’è solo da VERGOGNARSI!
Sbbene Mario fosse molto distante dal mio ideale politico mi sembra, ma l’avevo già scritto tempo fa, che si stia cercando di fare una tempesta in un bicchiere d’acqua.
Che abbia sbagliato è fuor di dubbio.
Ma bisognerebbe riportare tutto nel contesto in cui l’accesa discussione è avvenuta.
Bisgnerebbe capire perchè è avvenuta, bisognerebbe comprendere appieno chi ha provocato chi, bisognerebbe cercare d capire il perchè e il percome Crucianeli abbia (erroneamente) “sbottato”.
Cerasi, ometto volutamente l’appellativo sign. per quello che ha scritto, il contesto era unico e chiaro, Crucianelli ha insultato gratuitamente e volutamente i disabili punto e basta!!! Si deve vergognare come tutti i maceratesi come lei di difendere chi è indifendibile. Detto questo può continuare a vomitare le parole che vuole ognuno si qualifica per quello che è. Io da persone come lei sono molto distante. Credo infatti che sia sano un pò di razismo culturale. E adesso faccia pure gli sproloqui che vuole
Io credo che per parlare di modelli o identikit di politico ideale si debba prima di tutto chiarire che NON PUO’ e NON DEVE far parte di questo modello di politico ideale l’attacco alla dignità delle persone, che purtroppo Crucianelli ha commesso in più e svariate occasioni.
In quella sede Mario Crucianelli sbottò quando l’allora Assessore Compagnucci intervenne per dichiare che la nostra mozione era giusta e che andava votata, come poi accadde puntualmente. Insultò pesantemente anche Placido, ma a lui chiese scusa!
Non volle mai farlo con me, sia a titolo personale che in merito alle persone che rappresento (sono Presidente Provinciale, e sono stata anche Presidente Regionale e Componente del Comitato centrale, dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili)!
Sono stata costretta a denunciarlo con il sostegno delle altre associazioni di disabili perchè nessun politico maceratese di qualisiasi schieramento politico, era intervenuto per condannare le sue parole, a parte la consigliera Vitaletti, come ha detto Placido.
Voglio precisare, anche se mi pare ovvio, che non si tratta di un giudizio sulla persona, ma sulla sua attività politica, quella che mi pare si voglia celebrare!!
@andrea
Le ideologie politiche vanno al di là del rispetto che si deve alle persone. Trovo che le parole da lui pronciate, che non definisco signore dato che la signorilità è altra cosa, sono state e sono tuttora gravi e gravose.
@cerasi
Gianfranco non condivido ciò che hai scritto perchè nessun contesto e nessuna reazione, neanche una sfuriata, giustifica un tale comportamento. Fermo restando poi che mai nessun pentimento vi fu successivamente. Potrebbe anche essersi pentito di tutto ciò, ma resta il fatto che non condivido la proprosta di Tacconi.
C’è solo da vergonarsi
Non ho conosciuto personalmente l’Arch. Crucianelli, se non attraverso una fugace presentazione con una rituale stretta di mano e per contatti diciamo trasversi, dunque non posso esprimermi sulle doti dell’uomo in questione. Però, se ora si parla di riconoscimenti del politico Crucianelli nei termini in cui la destra lo sta per celebrare, mi sento di dire che tutto ciò che di bene e utile possa aver fatto anche generosamente per la nostra comunità, questo rientra a pieno titolo nei tratti e nei parametri di chi si occupa attivamente del bene pubblico e perciò ritengo drasticamente superfluo dare enfasi a questi attributi che dovrebbero appartenere a chunque stia sulla scena politica.
Certo è, che alla stessa stregua, tanti altri uomini della nostra Repubblica meriterebbero per questo ampia lode, a partire dal Presidente Pertini all’On. Berlinguer, tanto per essere anch’io di parte, dei quali però si ha scarsa memoria, mentre come si è fatto di recente, ci si concentra sul riscatto della figura di Craxi, per dirne una. E’ strana la storia ed è strano l’essere umano. Sarà che la morte trascende tutto ed è talmente irriducibile che ogni altra imperfezione a suo confronto sembra trascurabile. Ma allora a che serve la memoria dei vivi? A spazzare via senza addebito, ogni gesto, ogni offesa che in vita sarebbero imperdonabili? L’attacco impietoso, gratuito e sprezzante rivolto da Crucianelli ad Anna Menghi, non lascia certo una bella memoria, non segna un encomiabile esempio di virtù, nè dell’uomo nè del politico Crucianelli, perchè quell’invettiva non si può relegare in nessun caso a una semplice caduta di stile da sotto quella veste elegante che gli era propria come è stato sottolineato, nè sminuire dietro un eccesso di passonalità provocato dall’animosità di un dibattito . Pronunciato come fu, in una sede istituzionale quale quella della sala consiliare, dove il rispetto verso i pari dev’essere il principio basilare delle relazioni civili , l’insulto risulta ancora oggi amplificato all’inverosimile; come d’altronde sembra inverosimile che tanti uomini di destra, si stiano spendendo per questa causa di reificazione delle qualità dello scomparso Mario Crucianelli.
@ Caro sig.Munafo,
io le continuo invece a dare del “sig”, al contrario di lei che non facendolo (e sottolinenado la cosa) ha gratuitamente offeso, poichè non mi abbasso al suo livello di provocazione.
Purtroppo constato che lei legge e comprende solo quel che vuol capire e che, ogni dove, cerca di fare del vittimismo, come in questo caso.
Io ho chiaramente scritto (se si prendesse solo la pena di leggere gli interventi altrui e non di interpretarli come gli fa comodo) che Mario ha sbagliato e che la sua reazione sia stata sbagliata.
Ho solo aggiunto che bisognerebbe discutere però anche in che contesto è nata la diatriba, perchè e percome Crucianelli ha così reagito, comprendere i motivi ed eventuali provocazioni se ne ne sono state.
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@Francina
Io ho partecipato a riunioni ed assemblee dove il commento rivolto da Crucianelli alla Menghi sarebbe stato solo una carezza rispetto agli appellativi ed hai commenti che ho sentito.
L’unica differenza è che Crucianelli ha offeso in pubblico, mentre altre volte si offende in privato (ed alle spallle) e nessuno (dei presenti) dice nulla.
Tra l’altro, come scrissi in un altro post mesi fa, non faccio l’ipocrita e non faccio finta di non sapere che offese pesantissime vengono elevate e rivolte (in pubblico e in privato) agli avversari politici, sportivi e di lavoro.
Non ho scritto da nessuna parte che giustifico quanto detto da Mario e mi sembra un tantino fuori luogo questa apologia del Crucianelli (anche perchè, credo, fosse ancora in vita non l’avrebbe permessa) che si stia cercando di fare post-mortem.
rispondo a francina:mi sembra di aver condannato nel mio semplice commento l’errore fatto da crucianelli, non l’ho certo difeso, volevo solo dire che tutti possono sbagliare, l’importante è rendersene conto e chiedere scusa. credo sia una prova di maturità e intelligenza. esprimo la mia piena solidarietà a chi è stato offeso.
Oh ragazzi, siamo pazzi?
Avete dimenticato che Mario era nato a Pollenza il giorno della presa di Roma e non solo, cioè il 20 settembre 1933. Quindi era un uomo del suo tempo e si era fatto da solo. Era simpatico proprio per le sue guasconate, un po’ come quel Grillo che non vi scandalizza più di tanto quando dà dello psiconano al Presidente del consiglio.
Alla simpatica e curiosa Tamara offro un aneddoto su Mario risalente al 1972:
…stavamo a cena alla Trattoria la Beppa di Firenze, lì a due passi dal Ponte San Nicolò, quando all’improvviso arrivò a questuare Capinera, un interprete di canzoni fiorentine con tanto di mandolino. Allora Mario Crucianelli gli disse: «Ti dò duemila lire se ci canti Giovinezza». Nel terrazzo del locale tipico scoppiò un putiferio.
Quindi ritengo Mario un personaggio vivo, forse anche più di coloro che lo commemorano e di coloro che lo denigrano per una battuta sicuramente infelice.
A Gabor e a tutti quelli che giustificano Mario Crucianelli li invito a ripetere le loro considerazioni direttamente alle persone disabili.
Gabor, ma lo so, anche per racconti diretti, che era persona corretta, stimata, schietta e che aveva uno dei quei temperamenti che o si fanno amare o detestare senza vie di mezzo. Infatti è proprio questo il punto. Lasciamo che ognuno abbia i suoi ricordi buoni o meno buoni della persona, senza celebrazioni ufficiali, anche perchè è prematuro. Alcune memorie sono ancore vive e dolenti, come quella di Anna Menghi e di tutti coloro che con lei hanno subito un’ offesa difficile da rimuovere.
Cesare Pavese ha scritto: ogni volta che un uomo bestemmia, è come se desse un altro colpo di martello sui chiodi conficcati nelle mani e nei piedi del Cristo sulla Croce.
Hai perfettamente ragione su Grillo. Tu mi insegni…questioni di estetica moderna.
qualora capito non si fosse
o bellagente a ricordare quì siamo
un uomo che pagò le tutte le tasse
le cui virtù spesso dimentichiamo
tutti concentrati su quel motto
che spesso di nascosto ci diciamo
però su quel ceppo senza croce
invidia e ipocrisia non riposa
bugia e maldicenza non han pace
e da chi vien questa boria livorosa
omucoli vestiti a caporali
che a vessilo han banderuol ventosa
nel parlar certo più formali
attenti al politicar corretto
ad affermar principi in tribunali
gente che mai trascinò carretto
che sol col verbo han dimestchezza
a cui niente batte dentro al petto
Lui pagò sempre e la sua ricchezza
mal celata dal sigaro tra i denti
lo sppiam era la giovinezza
orsù dunque cari i miei potenti
ergiam statue ed accendiamo fuochi
che i maceratesi son ancor tanti
MA AD ESSER OMINI SON RIMASTI IN POCHI
qualora capito non si fosse
o bellagente a ricordare quì siamo
un uomo che pagò le tutte le tasse
le cui virtù spesso dimentichiamo
tutti concentrati su quel motto
che spesso di nascosto ci diciamo
però su quel ceppo senza croce
invidia e ipocrisia non riposa
bugia e maldicenza non han pace
e da chi vien questa boria livorosa
omucoli vestiti a caporali
che a vessilo han banderuol ventosa
nel parlar certo più formali
attenti al politicar corretto
ad affermar principi in tribunali
gente che mai trascinò carretto
che sol col verbo han dimestchezza
a cui niente batte dentro al petto
Lui pagò sempre e la sua ricchezza
mal celata dal sigaro tra i denti
lo sppiam era la giovinezza
orsù dunque cari i miei potenti
ergiam statue ed accendiamo fuochi
che i maceratesi son ancor tanti
MA AD ESSER UOMINI SON SEMPRE TROPPO POCHI
(Per mio rango e per mie credenze
d’abbracciar il suo pensier non m’è concesso
ma all’udir tante maldicenze
di dir la mia mi sia concesso!)
Gregorio Magno… anzi Magnifico
vorrei commentare questa strofa:
gente che mai trascinò carretto
che sol col verbo han dimestchezza
a cui niente batte dentro al petto
lei che carretto trascina? anche lei sembra aver dimestichezza col verbo, parla anche per lei dunque. terzo, che ne sa lei che batte nel cuore degli altri?
Ma facciamola finita con questa retorica fascista! Senza nulla togliere e nulla aggiungere alla memoria di Mario Crucianelli, lasciatelo riposare in pace , cari maestri del revisionismo. Fategli un monumento, fategli dire Messe, ma per favore, pensate ad adoperarvi in qualcosa di più concreto per il futuro di Macerata senza ripiegarvi sempre con vizio nel passato, -fino al lontano passato dell’Impero – e nelle idolatrie.
E soprattuto è ora che impariate, che a nessuno è concesso tutto…. in democrazia.
Non era mia intenzione fare l’agiografo di Mario Crucianelli bensì volevo solo far capire che quella generazione era nata con problemi diversi e non conosceva gli eufemismi e la buona creanza. Infatti era costume infierire sui difetti fisici (lu cioppu de lu callarà). A me davano del quattrocchi e quando andava male del guercio. Ora sono solo un ipovedente.
Brava Tamara! Facciamola finita con la retorica fascista, con quella antifascista, con quella resistenziale, con quella della liberazione (vedrai che barba il prossimo 30 giugno!), con quella costituzionale, con quella risorgimentale (vedrai che noia con Roma capitale!) e anche con le infinite giornate della memoria, del ricordo etc.. Perchè questi discorsi retorici non interessano più a nessuno. I giovani sono lontani anni luce tanto che Il saggio sulle foibe è stato gettonato da appena lo 0,2% dei maturandi.
Ma tutto questo non ha nulla a vedere con l’uscita infelice del compianto ardito Mario Crucianelli. Comunque non essendo uno speculatore domani andrò al Buonaccorsi per cavalli, carrozze ed amazzoni.
Sì ! -:))) basta con le retoriche, tutte comprese… eccetto quella sulla Costituzione, perchè se la retorica è l’arte della persuasione, non sono mica convinta che tanti siano ancora persuasi dell’importanza della nostra Costituzione…
Volutamente non sono intervenuta su questo argomento perchè non mi ritrovo d’accordo nè con l’articolo nè con alcuni interventi successivi, ma a questo punto mi sento in dovere di dire la mia idea.
Primo = Per quel poco che la mia famiglia ha conosciuto Crucianelli non mi pare sia stato affatto quello “stinco” di santo che si vuole far credere, anzi, mi pare sia stata una persona che raggiungeva molto spesso, troppo spesso, quello che voleva con la prepotenza.
Secondo = Non voglio giudicare il triste “operato” di Crucianelli, perchè mi piacerebbe prima sapere in che contesto e con quale cattiva intenzione, sia stato fatto, soprattutto se le brutte parole sono “scappate” involontariamente o con il preciso intento di offendere.
Terzo = Per ogni argomento si mette di mezzo la politica e, secondo me, troppo spesso si perde il vero senso delle cose. Questo perchè credo che, pur condannando quanto lui ha detto con tutta me stessa, reputo molto più grave di ciò che ha detto, ciò che NON HA DETTO.
Lui non ha MAI chiesto scusa ad Anna e da qui si vede il vero “signore” che Crucianelli ha dimostrato di non essere!
Tutti possono sbagliare ma pochi hanno l’intelligenza e il coraggio di chiedere scusa e tornare sui propri passi.
Questo è il vero affronto alla persona e a tutti coloro che chiamiamo “disabili” o “diversamente abili” che altro non è che un difetto fisico come un neo o l’alluce storto o le orecchie a sventola!
Invece non bisogna dimenticare che anche loro sono fatti di anima e cuore, di sensibilità e di onore e vanno rispettati alla stessa identica maniera di chiunque altro!
Poi dell’ identikit dell’uomo politico ideale me ne sbatto!
Ognuno è libero di essre di destra o di sinistra, cristiano o ateo, intelligente o scemo, bello o storto MA TUTTI VANNO RISPETTATI PRIMA DI TUTTO COME ESSERI UMANI!!!!
Non voglio entrare in polemica con nessuno; l’uomo è talmente sfaccettato che dare giudizi univoci e universali è impossibile; ognuno coglie quello che vuole. E’ ovvio che Mario non era uno stinco di santo, ma non voleva esserlo; non era amato da tutti e non voleva esserlo. Non era un campione di politically correctness, ma non voleva esserlo. Mario non era uno che pensava più di tanto a quello che diceva, cuore e bocca erano in presa diretta, e non sempre è un bene. E se anche si fosse intimemente pentito di qualcosa detto o fatto, difficilmente l’avrebbe ammesso con gli altri… Ha fatto errori? Ha detto cose che altri avrebbero evitato? Certo, ma lui era così; prendere o lasciare. In fondo sarebbe definibile come Braccio di Ferro: QUEL RISSSOSO, IRASCIBILE, CARISSIMO MARIO CRUCIANELLI…