Regione e Asur lavorano
per avviare lo studio
su Ccsvi e sclerosi multipla
Da Franco Gazzani, presidente della Fondazione Carima:
Lo scorso 5 giugno, promosso dalla nostra Fondazione, si è tenuto a Civitanova Marche un riuscitissimo convegno nazionale che ha dato conto dei clamorosi risultati avuti da una recente ricerca medica nel campo della sclerosi multipla.
Il convegno, che ha avuto un’importante eco anche sui media nazionali, oltre che consentire al Prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara e al Dott. Fabrizio Salvi dell’Ospedale Bellaria di Bologna di fare il punto sulla scoperta, è servito anche per dare notizia del fatto che la Regione Marche promuoverà a breve uno studio-ricerca su 240 pazienti finalizzato alla certificazione dei risultati che la scoperta del Prof. Zamboni ha finora ottenuto su un numero inferiore di casi.
Secondo le dichiarazioni dell’Assessore Regionale Sara Giannini e del Direttore Generale dell’ASUR Marche Dott. Piero Ciccarelli, lo studio potrà essere avviato quanto prima, non appena espletate tutte le procedure burocratico-amministrative indispensabili per la sua realizzazione clinica.
Per quanto sopra, anche alla luce del fatto che, in questi giorni, un numero crescente di persone interessate si sono rivolte agli uffici della nostra Fondazione per richiedere l’inserimento del proprio nominativo all’interno del protocollo di studio, informiamo che tale possibilità non compete al nostro Ente.
In effetti l’identificazione dei pazienti, che potranno essere sottoposti sia alla parte diagnostica che a quella interventistica dello studio, avverrà attraverso apposite modalità e precisi requisiti clinici previsti dallo studio stesso e comunque sulla base di valutazioni che verranno effettuate dal gruppo di lavoro clinico composto dai primari delle strutture sanitarie interessate, coordinato dalla stessa equipe medica composta dal Prof. Zamboni, dal Prof. Galeotti e dal Dott. Salvi.
Dunque, non appena la Regione Marche avrà avviato lo studio, sarà possibile da parte degli interessati che, volontariamente vorranno partecipare all’innovativa ricerca, rivolgersi alle strutture sanitarie ed ai relativi referenti medici che verranno appositamente identificati e che sarà nostra cura comunicare.

