Capponi: “Credo più
nella Provvidenza
che nella giustizia”

PELLEGRINAGGIO - I commenti
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Romano Mari e Angelo Sciapichetti

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di Beatrice Cammertoni
Sono arrivati da tutta Italia fin dalle prime ore del pomeriggio: l’esercito dei pellegrini della trentaduesima traversata Macerata-Loreto è tornato anche quest’anno ad affollare l’Helvia Recina e ad animarlo con canti e preghiere. Moltissime come di consueto le provenienze, come testimoniano i numerosi cartelloni che spiccano dalla folla. Pronti a mettersi in marcia, i fedeli sono stati salutati dalle autorità religiose e politiche che hanno aperto la cerimonia iniziale. Quella di quest’anno è stata la prima volta sul palco con il tricolore di Romano Carancini, neo-eletto Sindaco. Il debutto di Carancini è stato caratterizzato da un intervento molto partecipato e incoraggiante: “Ci ritroviamo in questo momento di festa ma anche di riflessione, rincontrandoci ma anche trovandoci di fronte occhi nuovi ma carichi dei nostri stessi valori in questo cammino. Le nostre speranze sono verso un mondo diverso, una società diversa, un modo di rapportarsi diverso, accettandoci l’un l’altro. Questo bellissimo cammino è anche molto faticoso, ma la sofferenza ci porterà domani mattina a ritrovare la stessa gioia di stasera a Loreto.”
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Il sindaco Carancini e il presidente Capponi

Dopo aver incontrato il Papa, infatti, per il Sindaco quello di oggi è un altro momento di forte emozione, che non perde ininterrottamente oramai da anni: “E’ un percorso che faccio per riflettere, nella notte si pensano tante cose nonostante la fatica”. Presente anche Franco Capponi, che l’anno scorso, a pochi giorni dall’elezione, aveva compiuto il pellegrinaggio accompagnato dal vice presidente Pettinari e dal Sindaco di Treia Santalucia: “E’ una delle più belle manifestazioni a cui possiamo prendere parte in questo momento di difficoltà. Credo nella Provvidenza ed è per questo che lavoro, anzi, credo più nella Provvidenza che nella giustizia. Questa sera mi metterò in cammino e andrò avanti fino a quando mi sarà possibile”
Doppio ruolo per Romano Mari, che ha presenziato la cerimonia come presidente del Consiglio ma che più tardi presterà servizio come medico a Chiarino: “E’ una cosa meravigliosa, uno slancio di fedeltà soprattutto dei giovani.”
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Sara e Gabriele da Macerata

I veri protagonisti della serata sono loro, i pellegrini. Anche quest’anno il lungo serpentone partito dall’Helvia Recina è stato un mosaico ricchissimo di esperienze e di storie toccanti: come di consueto, l’atmosfera che si respira tra i fedeli è unica. Reduci da un già faticoso viaggio in pullman, in fila sotto l’ultimo sole per confessarsi negli appositi spazi predisposti lungo il prato e preoccupati per l’impegnativo cammino della nottata, non sono mancati nel far salire anche quest’anno la stima delle presenze a cifre altissime.
Giovanissimi ma per nulla spaventati dalla fatica, Sara e Gabriele, maceratesi di 16 e 17 anni, sono tornati anche quest’anno a ripetere un’esperienze che in passato ha lasciato un segno profondo: “L’altra volta è stata faticosissima, ma l’arrivo a Loreto ripaga e da un enorme soddisfazione. I nostri amici, però, questa volta non se la sono sentita. Noi siamo tornati invece, anche perché dopo l’ultimo pellegrinaggio, la carica che avevamo ci ha aiutato anche negli esami e nelle prove che abbiamo affrontato”. Di Rovereto sono invece Lucia, Mauro, Patrizia e Luigi, che sono di nuovo a Macerata perché: “Oltre ad essere una forte emozione, c’è sempre qualcosa per cui ringraziare”.
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Gruppo di pellegrini da Bergamo

Il numerosissimo gruppo bergamasco, composto di quasi 120 persone è arrivato nel pomeriggio dopo aver percorso 500 km di caldo e viaggio in pullman. Leonardo, che ripete per la quinta volta il pellegrinaggio, ha
convinto suocero ed amici ad accompagnarlo: “E’ l’unica esperienza veramente stancante che vale la pena vivere. Ognuno è venuto con le sue motivazioni, le ultime persone che gli anni scorsi hanno accolto il nostro invito oggi sono sposate.”
Ha convinto due amiche “principianti” anche Antonietta, da Varese, che si fa accompagnare per quella che per lei invece è la seconda traversata: “Sono qui per devozione, per ringraziare e per chiedere. Il pellegrinaggio è sempre un’esperienza bellissima”. Da Concordia, in provincia di Venezia arrivano Lori, Elisa, Rosi e Francesca. Sei ore anche per loro di viaggio e tanta preoccupazione per la lunga strada da percorrere. Piera da Monsano ci racconta: “Per me quella di stasera sarà la seconda volta a Loreto. Questa sera avevo un impegno, ma sono qui, senza disdire l’invito perché è scattato in me qualcosa che non so spiegare. Forse sarà per l’incidente che mio figlio ha avuto  con lo scooter due giorni fa.
Da Castelraimondo arriva invece un gruppo di Alpini della Valpotenza. Presenti con l’uniforme d’ordinanza dalle prime file alla cerimonia, nonostante a causa dell’età avanzata alcuni di loro non abbiano potuto intraprendere il percorso.
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Gruppo Alpini Valpotenza, da Castelfidardo

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Pellegrini provenienti da Bergamo

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Gruppo di pellegrini provenienti da Rovereto

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Sara e Gabriele da Macerata

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Gruppo proveniente da Concordia



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