Confindustria:
“Provincia ko
con il ritorno alle urne”
Sentenza Lam
Da Confindustria Macerata:
Il nostro territorio ha bisogno di risposte concrete che possono arrivare solo da una guida amministrativa solida e certa. Le nostre imprese, i nostri collaboratori, gli altri protagonisti del mondo produttivo, in definitiva tutti i cittadini della Provincia di Macerata, attendono soluzioni veloci ed efficaci dei tanti problemi che ci affliggono: quelli dell’economia, della vita di tutti i giorni, del traffico, dell’ambiente, della salute, in definitiva tutte quelle competenze che spettano alla politica. Già è noto come il nostro Paese subisca le conseguenze di interminabili campagne elettorali, votazioni che si susseguono tra le politiche, le regionali, le amministrative e le europee, una volta che una amministrazione si insedia ecco che subito dopo un’altra va in scadenza con una filiera istituzionale che spesso si interrompe e con decisioni che invece di procedere spedite finiscono per bloccarsi in attesa degli esiti elettorali. Addirittura a Macerata questo quadro già complesso rischia di peggiorare ulteriormente nel caso in cui effettivamente si dovesse ritornare alle urne dopo un periodo di commissariamento della Provincia di Macerata. Confindustria Macerata non interviene perché preoccupata delle proprie questioni ancora aperte sui tavoli istituzionali, e tra questi c’è anche quello della Provincia, ma piuttosto si sente in dovere di lanciare un grido di allarme da condividere con tutti i cittadini maceratesi perché siamo certi che nessuno passerà indenne questo momento. Non certo l’economia che in un momento di crisi ha bisogno di indirizzi netti, non certo l’occupazione che necessita di interventi responsabili e di ammortizzatori sociali, non certo la vita quotidiana di tutti i cittadini che dalla casa, alla scuola, al traffico e alla salute non possono attendere per mesi il superamento di un eventuale vuoto amministrativo. In momenti come questi l’incertezza, la confusione, il vuoto politico, producono solo e soltanto danni al benessere di una comunità. Rischiamo di perdere ancora competitività, di scivolare indietro rispetto ad altri territori e questo nonostante la laboriosità dei nostri cittadini e al senso civico e democratico di ogni nostra comunità. Confindustria Macerata si aspetta che un senso di responsabilità alto e inattaccabile pervada ognuna delle persone o istituzioni che avranno voce in capitolo nella soluzione di questa vicenda che rischia di cancellare decenni di progresso e di benessere diffuso.
Nella foto: Franco Capponi con Nando Ottavi, presidente di Confindustria Macerata.

“E’ stato il Pd a costituirsi al Tar
contro la riammissione della Lam
E ora esultano per nuove elezioni?”
Il Coordinatore provinciale del PD Cavallaro nei suoi ragionamenti esopici mi sorprende. Infatti, ha sempre la giustificazione sbagliata per cose che nella realtà risultano all’opposto di come egli le presenta.
La sinistra nella realtà si era opposta davanti al TAR Marche alla riammissione in quanto la LAM metteva in evidenza la grave frattura politica del centro sinistra e i fallimenti del PD con i suoi alleati durante i cinque anni della giunta guidata da Silenzi. Basta leggere le dichiarazioni.
Oltre ad evidenziare pubblicamente le defezioni di tanti consiglieri provinciali (o addirittura ex assessori) dalle rispettive appartenenze partitiche nel centro sinistra, la LAM metteva il dito nella piaga dell’inconcludenza dell’amministrazione provinciale che stava terminando il suo mandato e all’esproprio di poteri nei confronti degli enti locali.
Se rileggiamo i motivi per i quali la LAM si presentava alle elezioni, ancora oggi in parte presenti nel sito internet, vediamo che al primo posto c’era la denuncia del fallimento del riequilibrio territoriale, la mancata attenzione alle aree interne, il mancato rilancio del turismo, la mancata promozione ambientale ed economica delle aree ad alta vocazione agroalimentare e alla produzione di nuove ricchezze con lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili.
L’attacco della LAM verso la Provincia e la Regione era riferito anche al blocco delle iniziative che Gentilucci, nella sua qualità di Presidente della Comunità Montana, aveva intrapreso per lo sfruttamento dell’energia eolica.
Altre attenzioni che Gentilucci avanzava erano il sostegno alle imprese e alla partecipazione della Provincia ad iniziative comunitarie via via attivate dall’UE a cui la Provincia non partecipava. Inoltre la LAM evidenziava la criticità dei servizi sociali rivolti alle categorie più deboli stante le difficoltà dell’allora attuazione nelle aree interne e c’era anche la richiesta di agevolazioni fiscali, come ad esempio le accise sulle energie per il riscaldamento, nei comuni montani.
C’era anche la richiesta di far affluire le poche risorse comunitarie per le aree interne a vantaggio dei servizi indispensabili per le comunità locali (asili nido, mense e trasporti scolastici) e politiche di riequilibrio territoriale contro l’impostazione generale della politica regionale volta a favorire i grandi centri a cui questi anni sono state rivolte risorse per l’edilizia abitativa pubblica.
Tutto questo era quanto la sinistra temeva e proprio per questo la sinistra si era opposta davanti al TAR e altre sedi istituzionali e non per cercare di scongiurare la presenza alle elezioni della Lista LAM .
Cavallaro ribalta la vera ragione della costituzione del PD davanti al TAR per evitare la riammissione della LAM nascondendola sotto l’ampio concetto del “rispetto delle regole”, arrivando persino a sostenere che dalla presenza della LAM alle elezioni la coalizione di centro sinistra ne avrebbe guadagnato.
Bene, in questo anno la Giunta provinciale ha governato facendosi carico dei problemi di cui Gentilucci nella primavera del 2009 si lamentava.
C’è un progetto per la concentrazione di risorse volte a valorizzare le aree interne attraverso le misure del GAL da coniugare con risorse proprie della Provincia e della Regione. E’ stato trasferito, come Gentilucci ben sa, per aver firmato la relativa convenzione, il servizio di taxi sociale e di supporto agli anziani alle Comunità Montane erogando fondi e mezzi proprio nella convinzione che l’Ente montano in quelle zone è più vicino ai bisogni del cittadino e può interagire con il volontariato del territorio. Il centro destra che guida la Provincia ha coinvolto i comuni in nuovi progetti esaltando il ruolo della Conferenza delle autonomie Locali, coinvolgendoli su iniziative innovative come ad esempio il Covenant of Majors per realizzare investimenti su immobili pubblici volti al risparmio energetico e all’autoproduzione di energie rinnovabili. Sono state investite le risorse del fondo sociale europeo per la creazione di nuove imprese e anche per la realizzazione di politiche attive del lavoro con la previsione di progetti di ricerca in grado di coinvolgere sinergicamente giovani laureati e imprese locali nel raggiungimento di migliori obiettivi.
E’ stato anche deciso che i piccoli comuni, sia montani che non, siano sostenuti con risorse della Provincia per quegli interventi di emergenza a cui non possono far fronte con risorse proprie.
Ecco allora che di fronte a tale situazione, al richiamo alla responsabilità, ai costi per andare a nuove elezioni ( circa un milione e mezzo di euro che in caso di ballottaggio salirebbero a circa due milioni di euro) Gentilucci dovrebbe convincersi a compiere un gesto responsabile anche verso i comuni montani a lui e a noi tanto cari.
Non mi sembra che Cavallaro stia perseguendo obiettivi a vantaggio della comunità bensì volti a sconvolgere il risultato elettorale democraticamente conseguito lo scorso anno da Capponi e dalla coalizione di centro destra.
I risultati di trasparenza e gli impegni dell’Amministrazione provinciale di questo anno sono sotto gli occhi di tutti. L’accordo per le Università, votato all’unanimità da tutto il Consiglio Provinciale è di fatto un falso problema. Non dipende dalla Provincia modificarlo, pur se grazie all’interessamento proprio della Provincia, è stato possibile darne un’interpretazione che esclude ogni pericolo per la Facoltà di Veterinaria di Matelica e di Scienze Giuridiche a Camerino.
Il Coordinatore provinciale del PD è chiaro: vuole le elezioni.
Noi confidiamo sempre nell’intelligenza e nella capacità di totale discernimento delle situazioni da parte degli elettori qualora l’evenienza delle elezioni si dovesse verificare per irresponsabilità di qualcuno.
……..da quanto “si vocifera” il Coordinatore provinciale del PD vuole le elezioni perchè intenderà presentare la propria candidatura alla Presidenza….! Molti sostengono che, visto il suo intervento molto articolato ed applaudito in massa al “cinema Betti di Camerino” in occasione dell’incontro promosso dal Comitato in difesa dell’Ateneo Camerte, lo voteranno tutti i Camerti unitamente ai sostenitori della LAM. Io non ci credo! Più fatti (anche se ora non valgono e contano …) per gli elettori e cittadini e meno chiacchiere!
Bravo Ermanno