Giampaoli risponde ai lettori di CM:
“Vi spiego come funziona il Cosmari”

Il direttore del Consorzio interviene sulla questione rifiuti

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di Alessandra Pierini

La questione rifiuti è complessa e coinvolge diversi soggetti e fattori, non sempre è facile entrare nelle dinamiche legate alla questione. Nei giorni scorsi i lettori di Cronache Maceratesi si sono posti diversi interrogativi sulla gestione dei rifiuti. I lettori hanno domandato ad esempio se esiste un sistema di certificazione della raccolta differenziata. “Esiste una certificazione dei risultati della raccolta differenziata, anzi ne esistono diverse.” Lo fa presente Giuseppe Giampaoli, direttore del Cosmari che interviene nel dibattito relativo alla questione dei rifiuti e all’aumento delle tariffe per i Comuni meno “virtuosi” per precisare degli aspetti tecnici importanti. “I dati relativi alla raccolta differenziata vengono raccolti innanzitutto da Legambiente che organizza ogni anno il concorso Comuni ricicloni.” In effetti l’iniziativa, che premia comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti, tiene conto di tre categorie per l’aggiudicazione dei premi: migliore raccolta differenziata (definita attraverso il punteggio raggiunto sulla base dell’indice di gestione), maggior percentuale di raccolta differenziata complessiva (costituita dalla somma di quelle relative ai diversi materiali) e migliore raccolta differenziata delle singole principali frazioni merceologiche oggetto di raccolte separate. “In secondo luogo – va avanti Giampaoli – c’è la certificazione ORSo, l’osservatorio dei rifiuti sovraregionale, adottato dall’ARPAM e  frutto dell’elaborazione di ARPA Lombardia ed ARPA Veneto, utilizzato anche nelle Marche e dal Cosmari.” ORSo è un sistema informatico che permette ai Comuni di inserire, in apposite schede, oltre ad informazioni generali e sui costi, anche dati relativi a quantitativi, modalità di raccolta, soggetti che effettuano raccolta e trasporto e impianti di destinazione. I dati raccolti permettono di calcolare la percentuale di raccolta differenziata. “C’è poi la certificazione Emas – precisa Giampaoli  – e per finire i rifiuti raccolti vengono controllati dai consorzi nazionali ai quali inviamo i materiali da recuperare.”
E’ la raccolta differenziata l’elemento che ha fatto la differenza nello stabilire le tariffe che i Comuni maceratesi dovranno pagare nel 2010 e che ha penalizzato Macerata, Pollenza e Cingoli, i quali hanno dei contratti con la Smea: “La raccolta differenziata non è una prerogativa del Cosmari – spiega Giampaoli – si è visto che il porta a porta è determinante per ottenere buoni risultati. Chi in passato ha speso di più per avviarla, oggi si trova molto meglio. Non è colpa di nessuno se non c’è un accordo tra Cosmari e Smea sul porta a porta che tra l’altro non è un’esclusiva del Cosmari. L’importante è che i Comuni comincino ad applicarlo, il Cosmari può dare una mano ma poi che lo facciano altre società non è un problema.”

Molti si sono anche chiesti  cosa effettivamente viene recuperato e cosa incenerito. A tal proposito Giampaoli è tassativo: “Nulla della raccolta differenziata passa dal camino del Cosmari, nell’inceneritore vanno solamente gli scarti della raccolta indifferenziata. Lo conferma il fatto che il camino del Cosmari ha mantenuto negli anni sempre la stessa potenzialità di 20.000 tonnellate annue. La differenziata serve a recuperare rifiuti e materiali e il Cosmari dà la massima garanzia su ciò che viene recuperato.”
Altro interrogativo è su  cosa viene indirizzato alla discarica di Fermo. “A Fermo  – ci dice Giampaoli – vanno gli scarti dell’indifferenziato, la spazzatura stradale e gli spiaggiati per un totale di oltre 4.000 tonnellate annue, mentre a Morrovalle finire la frazione organica stabilizzata.”
La questione rifiuti solleva una serie di problematiche da risolvere e  di decisioni da prendere per una corretta gestione. Fondamentale sarà la presa di coscienza da parte del cittadino che ognuno di noi è produttore di rifiuti e quindi civicamente responsabile dello smaltimento e recupero  dei materiali. Sarebbe solo un primo passo ma potrebbe ridurre il distacco tra singolo individuo e problema rifiuti che nella maggiorparte delle case viene sollevato solo nel momento dell’arrivo della “bolletta” da pagare.



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