La Fortezza, coach Padovano è felice:
“Mi sento artefice di questa scalata”

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di Mauro Nardi

Ha senza ombra di dubbio scritto una pagina importante dell’U.S. Basket Recanati, prima come giocatore e successivamente come allenatore. Massimo Padovano (nella foto) non ha avuto la fortuna di vincere un campionato ma ha sicuramente gettato le basi per la scalata, abituando l’ambiente leopardiano a stagioni di alta classifica. “Ricordo ancora la finale persa in gara cinque contro il Lugo di Romagna – dice l’ex tecnico di quella che all’epoca era targata Larms Recanati e che oggi si ritrova in A / Dilettanti – l’anno prima l’avventura nei play off terminò in semifinale contro l’Acmar Ravenna ed era la prima volta che la società si giocava il pass per la storica promozione in serie B / Dilettanti. La squadra non era certo la favorita numero uno, sulla carta c’erano realtà meglio attrezzate ma a fare la differenza lo spirito di un gruppo eccezionale, probabilmente lo stesso di quello che oggi ha portato la società alla A / Dilettanti, anche se con mezzi sicuramente superiori rispetto al passato”. Massimo Padovano ha guidato l’U.S. Basket Recanati per due stagioni, dal 2003 al 2005, oltre ad aver indossato la casacca giallo – verde agli inizi e agli sgoccioli di una brillante carriera agonistica. “Anni sicuramente importanti che porterò sempre nel cuore – continua l’ex allenatore che nelle Marche ha anche guidato il Porto Sant’Elpidio Basket – trovare la squadra nel terzo gradino della pallacanestro nazionale mi riempie di gioia, anche perchè in piccola parte mi sento artefice di questa strepitosa scalata. Sono contento perchè a Recanati ho ancora tanti amici, iniziando dagli storici dirigenti Zazzini e Garofolo che possono finalmente festeggiare una promozione meritata, frutto di un lavoro serio, di un progetto ambizioso e di un investimento importante sotto il profilo umano ed economico. Maurizio Marsigliani ha fatto il resto, gestendo al meglio un organico condito da tante prime donne, riuscendo a carpire il meglio da ogni singolo giocatore. Non era facile e i complimenti sono d’obbligo”.



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