Quella strana consonanza
tra Capponi e Casa Pound

Il commento
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di Giancarlo Liuti

“Dopo dieci anni di soprusi è venuta a mancare Macerata, brutalmente assassinata da un’amministrazione comunale senza scrupoli”. Così dicono i manifesti funebri che “Casa Pound” ha affisso sulle vetrine dei negozi del centro storico nelle prime ore del mattino di sabato scorso, quando era già scattato, per legge, il divieto di fare campagna elettorale. Nessun dubbio sul fatto che tale iniziativa sia stata escogitata – per i modi e soprattutto per i tempi – negli ambienti del centrodestra, il cui rispetto per le regole della convivenza civile – Berlusconi docet – è universalmente noto. Non a caso, del resto, il contenuto e il linguaggio di quel messaggio somigliavano alla propaganda che il centrodestra aveva messo in campo nell’ultimo mese, passando dall’affettuoso slogan iniziale “Macerata è nel cuore” a un ostile “Macerata fa schifo”, slogan non dichiarato ma ben intuibile fra le righe.

Ora è accaduto che, per ignoranza o per miseri pudori di parte, l’incursione di “Casa Pound” sia stata definita una scherzosa “goliardata”,
senza che nessuno si sia preso la briga di spiegare cos’è “Casa Pound” e qual è la sua matrice ideologica. Bene. Cerchiamo di colmare questa lacuna. “Noi siamo i fascisti del terzo millennio”, proclama Giuseppe Savuto, leader nazionale del movimento. E nel loro inno compare il verso “Legionari noi siam di Mussolini”. E Mussolini viene costantemente onorato con l’appellativo “il più grande statista del secolo”. E l’arredamento delle loro sedi comprende troneggianti busti di quel dittatore. E nei loro raduni fioccano saluti romani. Goliardi? No, fascisti. Semplicemente e autenticamente fascisti.

“Siamo la quarta provincia in Italia per qualità della vita, ci zavorra Macerata”. E ancora: “Visti i risultati del primo turno ho il dubbio che i maceratesi non si siano mai affacciati alla finestra o che non abbiano capito cosa proponiamo noi”. Queste cose le ha dette in campagna elettorale Franco Capponi, autorevole esponente del Popolo delle Libertà e presidente dell’Amministrazione provinciale. Macerata una “zavorra” che impedirebbe alla provincia di piazzarsi al primo posto assoluto in Italia per qualità della vita? Maceratesi incapaci di intendere e di volere? Maceratesi da interdire? Incredibile che Capponi nutra un simile disprezzo – e lo manifesti con argomenti a tal punto insensati – per una città che, in quanto capoluogo di provincia, lui stesso più d’ogni altra rappresenta. Incredibile che mostri una così scarsa sensibilità per i doveri di una carica istituzionale che, pur non vietandogli di esprimere giudizi politici, esige però uno stile ben diverso da quello delle livorose contumelie da comizio o, peggio, da bar. Incredibile? Beh, fino a un certo punto. Sappiamo infatti qual è – Berlusconi docet – la sensibilità che a vari livelli emerge dal centrodestra italiano nei confronti delle istituzioni.

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Come non rilevare, allora, una certa identità di linguaggio e perfino di idee fra “Casa Pound” e Franco Capponi? Le rispettive ascendenze politiche sono molto diverse, ma c’è qualcosa che le accomuna. Tutto ciò, intendiamoci, non inficia l’esito per tanti aspetti brillante dell’impegno di Fabio Pistarelli, al quale deve andare il riconoscimento di avere interpretato sentimenti assai diffusi fra i cittadini e di essersi battuto per una radicale prospettiva di cambiamento del governo della città. Né sono mancate, nel suo schieramento, posizioni apprezzabili per compostezza e anche per spessore culturale come quella di Gianni Menghi, coordinatore comunale del Pdl, a proposito del dibattito sul centro storico. Qui, sia chiaro, ci limitiamo a considerare un solo aspetto, speriamo marginale, del centrodestra maceratese, vale a dire la consonanza fra “Casa Pound” e Franco Capponi. Sappiamo che Romano Carancini ha vinto per centoventisei voti di scarto. Immaginiamo allora che tale consonanza abbia avuto la capacità di muovere, in un senso o nell’altro, centoventisette voti. Ebbene, siamo felici che questi centoventisette voti non abbiano determinato la vittoria del centrodestra o che ne abbiano determinato la sconfitta. E’ stato un soprassalto di dignità democratica e civile del quale siamo grati alla presunta “zavorra” e alla circostanza che i maceratesi, pur non sapendo affacciarsi alla finestra e pur essendo incapaci di intendere e di volere, qualcosa di buono ce l’hanno ancora, ed è il rifiuto degli spiriti disgregativi e degli eccessi di faziosità.

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L’articolo sui manifesti di Casa Pound e i commenti dei cittadini:

https://www.cronachemaceratesi.it/?p=19331



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