Sel: Calzolaio, Giordano e Graziani
“per il lavoro di tutti
contro i privilegi di pochi”
di Alessandra Pierini
Sinistra Ecologia e Libertà inizia parlando di lavoro e problemi concreti per arrivare inevitabilmente a discutere del tema ormai ricorrente della posizione assunta dall’Udc in Regione e dell’uscita dalla coalizione della sinistra non moderata.
All’incontro dal titolo “Per il lavoro di tutti contro i privilegi di pochi” che si è svolto questa mattina in centro storico sono intervenuti Franco Giordano e Valerio Calzolaio del Comitato scientifico nazionale SEL e Carlo Alberto Graziani – Docente di Diritto Privato, candidato alle elezioni regionali con SEL.
E’ stato Valerio Calzolaio ad introdurre il tema del lavoro, in questi giorni particolarmente sentito, anche per lo sciopero indetto ieri dalla Cigil e la manifestazione di oggi che sono serviti a sottolineare il malessere degli italiani sulla questione. “Il problema è che in un momento di grande crisi – ha detto Giordano – il Governo non pensa a difendere il lavoro ma si preoccupa di cancellare i diritti dei lavoratori. E’ allora necessario costruire un’alternativa politica, culturale e morale.”
Carlo Alberto Graziani ha presentato in punti gli obiettivi fondamentali del suo impegno come candidato consigliere della Regione Marche. Linee guida sono la difesa delle fasce più deboli, la garanzia del lavoro ai giovani, la salvaguardia del paesaggio e la creazione di un sistema di aree protette il potenziamento delle nuove forme di energia e il risparmio energetico. Da professore universitario, Graziani non può trascurare l’accordo tra gli Atenei stipulato di recente in rovincia di Macerata: “Il mio timore è che l’accordo sia solo difensivo – ha precisato – soprattutto l’ateneo di Camerino lo coglie in quest’ottica. Ritengo invece che la nostra prospettiva debba essere l’Università delle Marche e in questo senso è mancato finora il coinvolgimento della Regione .”
E’ a questo punto che Calzolaio, dopo aver ricordato l’appoggio di Sel al candidato Romano Carancini per il Comune di Macerata, richiama l’attenzione sulla posizione dell’Udc e di conseguenza sulle scelte fatte dal governatore Spacca: “La nostra critica non è rivolta tanto all’Udc che è un partito libero di fare le sue scelte. La responsabilità è invece di chi ha guidato la coalizione di governo fino ad oggi e del Pd delle Marche che non è stato coerente. Consigliamo pertanto agli elettori di sinistra di dare un segnale forte contro la deriva centrista e moderata e di fare una scelta che penalizzi l’Udc.”
A tal proposito Franco Giordano ha tracciato delle similitudini tra le Marche e la Puglia di Vendola: “Come è accaduto in Puglia, si decide nelle stanze romane con una logica da prima repubblica qual è la strada da prendere, indipendentemente dalla volontà degli elettori. Casini dice che le Marche saranno il laboratorio politico, ma non possiamo accettare che siano il laboratorio di politiche romane. Non possiamo accettare la discriminazione politica, nè i veti, nè l’imposizione dei programmi, senza un reale confronto sui punti programmatici.” Molto dura la conclusione di Graziani: “Meglio perdere le elezioni che perdere l’anima”.
Carlo Alberto Graziani ha presentato in punti gli obiettivi fondamentali del suo impegno come candidato consigliere della Regione Marche. Linee guida sono la difesa delle fasce più deboli, la garanzia del lavoro ai giovani, la salvaguardia del paesaggio e la creazione di un sistema di aree protette il potenziamento delle nuove forme di energia e il risparmio energetico. Da professore universitario, Graziani non può trascurare l’accordo tra gli Atenei stipulato di recente in rovincia di Macerata: “Il mio timore è che l’accordo sia solo difensivo – ha precisato – soprattutto l’ateneo di Camerino lo coglie in quest’ottica. Ritengo invece che la nostra prospettiva debba essere l’Università delle Marche e in questo senso è mancato finora il coinvolgimento della Regione .”
E’ a questo punto che Calzolaio, dopo aver ricordato l’appoggio di Sel al candidato Romano Carancini per il Comune di Macerata, richiama l’attenzione sulla posizione dell’Udc e di conseguenza sulle scelte fatte dal governatore Spacca: “La nostra critica non è rivolta tanto all’Udc che è un partito libero di fare le sue scelte. La responsabilità è invece di chi ha guidato la coalizione di governo fino ad oggi e del Pd delle Marche che non è stato coerente. Consigliamo pertanto agli elettori di sinistra di dare un segnale forte contro la deriva centrista e moderata e di fare una scelta che penalizzi l’Udc.”
A tal proposito Franco Giordano ha tracciato delle similitudini tra le Marche e la Puglia di Vendola: “Come è accaduto in Puglia, si decide nelle stanze romane con una logica da prima repubblica qual è la strada da prendere, indipendentemente dalla volontà degli elettori. Casini dice che le Marche saranno il laboratorio politico, ma non possiamo accettare che siano il laboratorio di politiche romane. Non possiamo accettare la discriminazione politica, nè i veti, nè l’imposizione dei programmi, senza un reale confronto sui punti programmatici.” Molto dura la conclusione di Graziani: “Meglio perdere le elezioni che perdere l’anima”.
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