Gli imprenditori calzaturieri
lavorano per la ripresa

Da domani le imprese locali protagoniste del Micam

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FieraMilano
Se è vero che l’economia è in forte affanno,  è anche vero che la grinta degli imprenditori calzaturieri   della provincia non è venuta meno –le imprese locali, alle prese da molte settimane, con campioni, nuovi progetti e innovazioni stilistiche, presenteranno al MICAM, la piu’ importante fiera delle calzature al Mondo, le loro migliori idee
Nei quartieri fieristici di RHO, il MICAM – MODACALZATURA di MILANO ospiterà da domani 2 Marzo al 5 Marzo, oltre 1500 calzaturifici, di cui  circa 100 provenienti dalla provincia di Macerata con marchi fra i piu’ importanti al mondo,  che presenteranno le tendenze della moda nelle calzature con le collezioni autunno/inverno 2010/2011
Cleto Sagripanti (nella foto), presidente della Sezione Imprenditori Calzaturieri di Confindustria Macerata e Componente della Giunta ANCI, Associazione nazionale Calzaturifici Italiani, nonostante il calo dell’export di oltre il 12% e i tanti segnali di preoccupazione, è moderatamente fiducioso per quelli che saranno i risultati della fiera – come imprenditori dobbiamo per forza essere ottimisti, anche se purtroppo ancora troppe sono le difficoltà che le imprese locali sono costrette ad affrontare, rischiando per questo di perdere di vista, alcune volte, il proprio core-business.
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Per favorire la ripresa credo sia  necessario attivare delle iniziative concrete per  promuovere le aggregazioni e realizzare un piano industriale serio, capace  di salvare il distretto; Bisogna  certamente gestire in modo intelligente anche la delocalizzazione –   chi dice che è contro e poi la fa di nascosto,  distrugge veramente il distretto.
Abbiamo bisogno- ribadisce inoltre Sagripanti – di risorse umane qualificate per presidiare i mercati globali e garantire la qualità che il nostro made in italy richiede; purtroppo permane ancora il paradosso per cui da una parte si cerca lavoro e, dall’altra, le aziende che non riescono a trovare personale adeguato alle proprie necessità per rispondere ad una domanda di calzature di qualità e con contenuti di innovazione e design sempre più ricercati.
Se tutto ciò viene sommato ad un costo globale del lavoro ancora non in linea  con quello dei paesi piu’ avanzati, e a difficoltà infrastrutturali e logistiche mai risolte, pensiamo alla viabilità, alla  carenza di voli all’aeroporto di Falconara, vediamo che la situazione e’ purtroppo sconfortante mentre osserviamo disarmati la  vertiginosa crescita dei nostri competitori su tutti i mercati.
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E’ questo un grido di allarme che ancora può essere colto; il nostro settore  mantiene ancora la propria ossatura, ed il made in Italy  insieme alla nostra perseveranza sono ancora dei vantaggi competitivi che pero’ debbono essere supportati con convinzione soprattutto dalle istituzioni ai massimi livelli.
Molti dicono, e da molti anni, che il nostro è un settore maturo – io credo invece che abbia ancora molte frecce al proprio arco, e questo e’ confermato  dalle tante eccellenze produttive – che qualificano l’intero Made in Italy –  presenti in particolar modo proprio nella nostra provincia; può essere ma non vedo, purtroppo anche come semplice cittadino, strade diverse nella nostra provincia – i nuovi settori  che debbono assicurare il futuro dei nostri figli dove sono?, mi sembra siano piu’ in crisi di noi….!
Se vogliamo garantirci  per il futuro gli standard di vita a cui siamo abituati nel nostro territorio, credo che ancora per diverso tempo dobbiamo investite sulla manifattura e sulle calzature; noi imprenditori  lo stiamo facendo, abbiamo  nel nostro DNA ancora quella forza di proposizione ed adattamento ai mutati  scenari indispensabile per affrontare le nuove sfide, ma è bene che anche le istituzioni ci seguano con chiarezza e senza demagogie.
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