Mandria allo stato brado di Monte Gemmo,
il sindaco di Castelraimondo
firma l’ordinanza per il raduno

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Il sindaco di Castelraimondo,  Luigi Bonifazi,  ha emanato lo scorso 6 febbraio un’ordinanza per risolvere la situazione della mandria (composta da circa un centinaio di bovini e una settantina di cavalli, non tutti provvisti di targhetta di identificazione), che da tempo scorrazza allo stato brado tra i pascoli di Monte Gemmo, area ricompresa tra i comuni di Castelraimondo, Matelica, Esanatoglia, Pioraco e Fiuminata, di proprietà del 59enne matelicese Tranquillo Mosciatti ed altre quattro persone. Nell’ordinanza si specifica che nella zona i proprietari non hanno diritto di pascolo, in quanto sprovvisti dell’autorizzazione amministrativa da parte dei comuni e ciò causa l’indisponibilità della stessa per altri allevamenti. I proprietari non hanno provveduto da diversi anni a sottoporre gli animali alla necessaria profilassi sanitaria, volta a scongiurare il rischio di malattie come tubercolosi e brucellosi bovine, ovine e caprine che sono trasmissibili all’uomo e ad altri animali. Visti i motivi ricorrenti di igiene e sanità pubblica, nell’ordinanza il sindaco Bonifazi ordina che “per permettere al servizio sveterinario di effettuare le operazioni di profilassi sanitaria necessarie a scongiurare qualsivoglia pericolo di malattie”, di radunare i bovini entro il 10 marzo prossimoa lle 9 e gli equinbi il 12 marzo alle 9, presso la struttura di cattura esistente in località Prati di Monte Gemmo. Qualora i proprietari non provvedano, saranno passibili di denuncia ai sensi dell’articolo 650 del codice penale e si procederà d’ufficio a loro spese, anche attraverso il successivo sequestro giudiziario e la vendita dei capi di bestiame. Il responsabile dell’ordinanza è il tenente Paolo Paolucci, comandante della polizia municipale di Castelraimondo, incaricati dell’esecuzione oltre alla polizia municipale, sono il corpo forestale, carabinieri e polizia, il servizio veterinario dell’Asur zona territoriale 10. Nei confronti dei cinque allevatori matelicesi era già stata emessa dal sindaco Bonifazi un’ordinanza il 25 maggio del 2009, con l’ordine di radunare il bestiame il 10 e 15 giugno, mai ottemperata. L’ordinanza è stata affissa all’albo pretorio del comune.


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