Torna in libertà la mamma di Cingoli
arrestata dopo aver aggredito la vicepreside
E’ tornata in libertà Mariella Uggè., la donna di 42 anni arrestata dopo aver aggredito la vicepreside dell’Istituto alberghiero di Cingoli, e un carabiniere, intervenuto in sua difesa, per una nota disciplinare che un’insegnante della scuola aveva messo al figlio sedicenne.
La donna è comparsa oggi davanti al giudice Claudio Bonifazi nel processo per direttissima che la vede imputata per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Il difensore, l’avvocato Domenico Biasco, ha chiesto i termini a difesa e l’udienza è stata aggiornata al 26 febbraio. Il giudice ha convalidato l’arresto dell’imputata, ma ne ha disposto la scarcerazione.
L’episodio al centro dell’aggressione risale al 9 febbraio. Il figlio della donna era già stato sospeso per dieci giorni, e quella mattina era rientrato in classe per la prima volta. Durante le lezioni era stato rimproverato da una docente e si era chiuso in bagno, per protesta. Non riuscendo a farlo uscire fuori, la vice preside, aveva avvisato i carabinieri, arrivati a scuola contemporaneamente ai genitori dello studente. Il padre se l’era presa subito con la vice preside, per essersi rivolta alle forze di polizia, e poi, al culmine di una discussione molto accesa anche con l’insegnante che aveva firmato la nota, la Uggè aveva scaraventato a terra la Leoni, tentando di sbatterle la testa al suolo, e spintonando uno dei militari che tentavano di difenderla. Oggi in aula la madre dell’alunno si è scusata per una reazione così inconsulta, e ha spiegato che era esasperata per non aver avuto spiegazioni a suo dire chiare sui rimproveri mossi al figlio e sulla presenza dei carabinieri. “In pratica – ha riferito l’avvocato Biasco – la situazione è sfuggita di mano a tutti. D’altra parte il ragazzo era stato già sospeso per dieci giorni, e i genitori non avevano mancato di rimproverarlo”.
Il dirigente scolastico dell’Alberghiero, Elio Carfagna, del tutto solidale con la sua collaboratrice, ha detto che saranno gli organi dell’istituto a decidere se costituirsi parte civile. La scuola sta valutando anche se segnalare al Tribunale dei minori il comportamento dello studente, che dall’inizio dell’anno è già stato sospeso già quattro volte e soffre “di un forte disagio scolastico e sociale”.
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