Traffico di rifiuti pericolosi
fra Macerata e l’Abruzzo:
otto arresti e ventidue denunce
L'operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Lanciano
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di Roberto Scorcella
Disarticolata un’organizzazione criminale specializzata nel traffico illecito di rifiuti speciali con sede in Abruzzo a Lanciano e diramazioni in tutta Italia: 8 persone sono state arrestate, di cui sei ai domiciliari, è il bilancio di un’operazione del Noe nel cui ambito sono state denunciate altre 22 persone e che vede coinvolte 5 aziende che con la complicità di discariche, laboratori di analisi, ditte di trasporti impianti di smaltimento. E’ stato accertato l’illecito smaltimento di almeno 80 mila tonnellate di rifiuti per un giro d’affari di circa tre milioni di euro. Ma era un’attività che andava avanti da anni anche con “la complicità di pubblici ufficiali appartenenti alla locale polizia provinciale che rilasciavano attestazioni di comodo”. L’operazione battezzata ‘Spiderman’ è stata coordinata dalla procura della Repubblica del Tribunale di Lanciano, ed è stata condotta, dal Noe di Pescara del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente, coadiuvato dal comando compagnia carabinieri di Lanciano. Le indagini sono iniziate nel 2008; il gip presso il tribunale di Lanciano, concordando con le risultanze investigative e le richieste del pm, ha emesso 8 ordinanze di custodia cautelare, di cui 2 arresti in carcere e 6 arresti domiciliari che oggi i militari del Noe hanno eseguito. L’indagine – spiega il comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente – ha consentito la disarticolazione di un’organizzazione criminale costituita in Abruzzo, con altre diramazioni in ambito nazionale, dedita al traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi, che avveniva con la sistematica complicità di impianti di gestione rifiuti, trasportatori, intermediari, imprenditori, laboratori di analisi e compiacenti discariche. Fulcro delle attività illecite era un impianto di stoccaggio e selezione rifiuti operante nella zona industriale di Lanciano, regolarmente autorizzato alla gestione rifiuti. E’ stata inoltre – spiegano i militari – “riscontrata la complicità di Pubblici Ufficiali appartenenti alla locale Polizia Provinciale che rilasciavano attestazioni di comodo”. L’ organizzazione, nel complesso, poteva contare sulla complicità di un impianto di gestione rifiuti, stoccaggio e selezione, nella provincia di Macerata, la Macero Maceratese, 3 ditte di trasporto rifiuti, operanti sull’intero territorio nazionale; 3 laboratori analitici in Abruzzo; 2 impianti di smaltimento in Puglia e Abruzzo. Il traffico accertato è stato stimato in circa 80.000 tonnellate nei soli conferimenti verso le due discariche, con un lucro per l’organizzazione non inferiore ai 3 milioni di euro.
Queste le persone arrestate su ordine del Gip di Lanciano Francesca Del Villano Aceto: Giorgio Di Florio, di Lanciano, titolare di una discarica, Anna Linda Di Paolo, impiegata della stessa ditta, Andrea Fassone, suo consulente ambientale di Chieti, Vincenzo Cocca, di Spoltore (Pescara), Riccardo Di Mascio, di Francavilla al Mare (Chieti), Andrea Francesco Di Liberato, di Chieti, Fiorentino Giangiordano, di Roccascalegna (Chieti) e Antonio Tommaso Anglano, di San Giorgio Ionico (Taranto). L’unica che ha ottenuto gli arresti domiciliari è la Di Paolo. In base all’inchiesta coordinata dal Pm Rosaria Vecchi, nella discarica di Di Florio venivano assemblati rifiuti provenienti da più luoghi di tipologie diverse, anche pericolosi e speciali, e venivano poi trasferiti in una discarica di Taranto. Recentemente, nel corso di un controllo, un tir carico di rifiuti illegali era stato fermato e sequestrato a Termoli (Campobasso) mentre procedeva verso la Puglia.
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Sogni d’oro…
Ciò, tuttavia, è solo un mio parere