Pierino, un barman
al centro della vita politica
Il personaggio
di Alessandra Pierini
Il Bar Pierino è diventato negli ultimi anni il vero centro della politica cittadina, andando così a sostituire la funzione che per secoli è stata ricoperta dalla piazza. Oltre ad ospitare il chiacchiericcio tra i cittadini e gli incontri tra esponenti di vari partiti e forze politiche, ha conquistato il ruolo di luogo privilegiato per conferenze stampa e confronto politico. Pierino, come è nella sua indole di persona discreta e sempre molto opportuna, si schermisce dalla grande importanza di cui si sente investito e considera questa situazione molto naturale.
Pierino, il suo bar è diventato centro della politica cittadina. Da cosa dipende secondo lei?
“E’ nato tutto per caso qualche anno fa in occasione delle elezioni regionali. Il bar è in centro ed è comodo per i giornalisti quindi qualcuno ci ha chiesto di mettere a disposizione la saletta per delle conferenze . Abbiamo incentivato il passaparola e molti hanno cominciato a chiederci la disponibilità da ogni parte. Diciamo che è stata un’operazione di marketing per far conoscere la sala e portare clienti. Non sempre è facile, ogni tanto ci sono anche delle riunioni movimentate… ma finchè possiamo diamo spazio a tutti e con grande piacere.”
Lei osserva ogni giorno dalla sua posizione privilegiata le dinamiche politiche cittadine. Cosa pensa di questo momento politico?
“La situazione è molto ingarbugliata e confusionaria. Inoltre il cittadino comune non è ancora inserito nel clima elezioni e non si è nemmeno fatto un’idea.”
Sulle pagine di Cronache Maceratesi l’hanno proposta come candidato sindaco alle prossime elezioni. Sarebbe disposto ad accettare?
“Per carità, ci sono anche rimasto male. Finchè si scherza mi sta bene, ma così…”
Se fosse davvero lei il nuovo sindaco di Macerata quali sarebbero i primi interventi per i quali lavorerebbe?
“Da amante del centro storico, inanzitutto punterei a risolverne i problemi. Propongo un bel albergo capace di ospitare in molte camere tutti coloro che vengono in città e che nelle occasioni siamo costretti a mandare altrove. Si rimpirebbe grazie ad iniziative di tipo congressuale per le quali non mancano gli spazi, penso all’Aula Magna, alla Filarmonica. Il centro andrebbe poi definitivamente blindato ma non prima di avere realizzato a Rampa Zara il parcheggio con gli attracchi di cui si parla da anni. Macerata è la città della cultura e va sfruttata per questo. Sarebbe anche importante riportare la Banca d’Italia. Discorso a parte merita la viabilità: necessita di particolare cura intorno alle mura e sicuramente eliminerei subito il passaggio al livelllo di via Roma che è molto scomodo.”
Come vorrebbe che fosse il nuovo sindaco?
“Mi piacerebbe un sindaco moderato, non estremista che metta insieme le anime di questa città e riesca finalmente a farle dialogare. Dovrà sicuramente avere un buon colloquio con l’Università, è l’unica cosa che ci è rimasta.”
(Foto di Guido Picchio)


