Diktat dell’Udc al grande centro:
Cotognini o nessun altro
Comunque vada sarà lui il candidato sindaco
di Mauro Montali
Sarà Paolo Cotognini, segretario comunale dell’Udc, a correre per la carica di sindaco di Macerata. Dopo due nottate di passione e di sangue, dunque, il partito di Casini ha scelto. Intanto per sè. Eppoi, se ci riesce, per gli altri. Ossia per il grande centro. Prendere o lasciare. E’ questo l’ennesimo nodo che una parte dei maceratesi dovranno sciogliere. I vari Mosca, Menghi e Munafò, Ballesi e tutti gli altri che hanno concorso all’ipotesi del grande centro ci staranno? L’Udc, dicono, non tornerà indietro. O Cotognini per tutti o solo per l’Udc. Ci saranno dei problemi, ne siamo sicuri. I galli del pollaio, che erano tanti, si beccheranno l’uno con l’altro, chiedendosi perchè si si son fatti scavalcare da un Paolo Cotognini che ha poca esperienza politica e per nulla amministrativa. Oppure chiederanno all’Udc di tornare indietro, di ripensarci? O ancora, nel nome del grande centro, non avranno difficoltà a dire sì al candidato proposto dall’Udc? Staremo a vedere,ma ci pare di capire che le cose siano destinate a complicarsi.
Una scelta dignitosa, dignitosissima quella di Cotognini. Sarà un caso che tre o quattro mattine fa era in giro con il vescovo Giuliodori (e dai…) a scoprire busti? Una scelta coraggiosa, lo ribadiamo, e tuttavia minore. Che difficilmente riuscirà a mettere d’accordo tutti i possibili alleati.
Insomma, dall’assemblea dell’Udc si è usciti con un compromesso. Da un lato, Ivano Tacconi ha vinto. La sua linea del grande centro è passata. Ma ad un alto prezzo. Evidentemente la corrente del segretario regionale nonchè vicepresidente della Provincia, Antonio Pettinari, si è fatta sentire. Ed ha condizionato il mini-congresso dell’Udc. Il grande centro va bene, ma siamo noi a determinare il gioco.
Paolo Cotognini, artigiano del quartiere Pace, ora è investito di un ruolo importantissimo. Da lui e dal suo charme politico, ammesso che ce l’abbia, dipendono i giochi politici e il futuro stesso di Macerata. Alcuni nomi importanti sono usciti dalla tenzone. Sia a destra che a sinistra (Giustozzi, Mandrelli). Ora, pare che, al centro, ci sarà il sacrificio di altri.
Ma Ivano Tacconi, come candidato dell’Udc, non andava bene?
Adesso una delegazione dell’Udc (Tacconi medesimo, Paola Ballesi, Taccari) avrà l’ingrato compito di contattare le altre liste civiche, compresi Giulio Conti, Vittorio Lanciani e Maceratiamo, per convincerle alla convergenza su Cotognini.
Intanto, Pistarelli e Carancini e/o Bianchini ringraziano.
Nelle foto di Guido Picchio: Paolo Cotognini e al centro seduto mentre parla il segretario regionale dell’Udc e vice presidente della Provincia, Tonino Pettinari.


A me pare che la candidatura dell’amico Cotognini, da un lato rispetti l’idea che il candidato di centro debba essere dell’Udc, dall’altro, proprio questa candidatura, a me sembra una candidatura tattica.In sintesi, è come se l’UDC volesse dire, o far sapere: dal momento che alle provinciali mi ero alleato con Capponi, ma ora non lo posso fare, candido Cotognini. Le altre liste chwe si trovano al centro diranno di no, e così Cotognini potrà, insieme all’UDC, andar da solo. In seconda battuta, si vedrà. Metodo Ogino Knaus( per intendersi quello che si applicava una volta, prima della scoperta degli anticoncezionali): ritardare…
Personalmente stimo l’amico Cotognini, verso il quale non ho alcuna pregiudiziale. Detto questo, vorrei però capire se l’UDC intende proseguire i colloqui per l’eventuale costituzione del terzo polo in posizione paritaria rispetto alle altre eventuali forze politiche o liste civiche alleate o intende forzare la sua posizione imponendola, perché schierandosi con il centro sinistra in Regione a Macerata si trova in una situazione imbarazzante governando con il centro destra la Provincia. Vorrei poi capire, ed è la cosa che ci interessa di più come Comitato Anna Menghi, se l’UDC intende discutere e condividere i programmi. E’ evidente che se si cerca un accordo elettorale questo deve essere chiaro, trasparente e condiviso.
@ Placido
Caro amico mio, leggendo il tuo commento qui sopra mi chiedo: ma non avevate detto che alla riunione precedente avevate parlato di programmi, tanto da attaccare Ballesi che aveva sostenuto il contrario? Allora com’è: avevate approfondito i programmi, come asseriva Tacconi, o dovete ancora parlarne, come chiedi qui tu?
Poi: a me pare che l’unico che ha imposto la propria candidatura senza se e senza ma è stato proprio l’UdC: alla faccia della pariteticità tanto sbandierata.Tanto che forse ora capisco perché tanto risentimento verso Ballesi, ignaro scombinatore dei piani.
@ Guido
Peraltro, caro Guido, credo che la conclusione della tua corretta interpretazione sia peraltro differente: grazie al ballottaggio, che si svolgerà 15 giorni dopo le regionali, l’UdC – che brucia il proprio candidato al primo turno – può trattare meglio con Pistarelli. Fidati che l’UdC non andrà a sinistra.
Peccato, però: perché Paolo è una persona che dovrebbe crescere – e le altre cariatidi calare – e invece finirà, grazie a questa pessima strategia, da agnello sacrificale come il suo predecessore Roberto Romagnoli: bruciato dagli arzigogoli degli azzeccagarbugli di sempre.
Caro Filippo l’unico ad aver parlato di programmi in quella riunione, a nome del Comitato Menghi, è stato il sottoscritto, e nessuno mi ha contestato. Detto questo ho detto che sul nome di Cotognini non ho alcuna perplessità, anche perché in occasione di quella famosa riunione ha parlato di discontinuità con la precedente amministrazione e in precedenti riuniono avuti con l’UDC mi è sembrato che condividesse alcuni punti cardine della nostra ipotesi di programma. ballesi invece è stato sempre zitto affermando che doveva meditare per poi attaccare sulla stampa. Comportamento assolutamente diverso che non gradisco.
avete saputo del furto in via carradori? nel bar appena inaugurato?
Mi sembra che sempre piu` frequenti sono i reati del tipo.
Eppure qualcuno senza citare nomi ha detto che mi sbaglio e che macerata e` ancora un isola felice
@Guido
Oddio mi sembra che l’intricata giravolta con doppio salto morale all’indietro carpiato per cui l’UDC dovrebbe “strappare” con le altre forze di centro (indicando un proprio candidato: “o con noi o noi corriamo soli”) per avere la scusa per poi andare, prima del ballottaggio, a trattare con il centodestra sia eccessivamente complicata.
Se così doveva essere bastava, politicamente parlando, assumere la posizione di (finta) apertura sul programma e sul nome per poi fare il solito passetto indietro alla firma degli accordi e alzare la posta…. A forza di alzare (fino a farsi finiva che, prima o poi, gli altri gli avrebbero chiuso la porta in faccia.
Caro Gianfranco,
sbagli, secondo me. Quindici giorni dopo il voto regionale, infatti, è più facile far dimenticare che in regione l’UdC ha votato Spacca; così come è più facile far credere che Bianchini/Carancini è brutto e cattivo più di Pistarelli; il quale non è affidabilissimo, ma loro si impegnano a fare da garanti. E via baloccando.
Da Filippo e Gianfranco prendo il succo. La mia premessa vale ancora: la candidatura di Paolo Cotognini è tattica. Se è così, come credo, la funzione di tale candidatura “potrebbe” essere quella di “sgretolare” un ipotetico centro o terzo polo, con vari sistemi, e ce ne sono molti.In tal modo l’UDC potrebbe andare da solo al primo turno, non alleandosi con nessuno. Così, si conta da solo. Poi, come dice Filippo, Passati i 15 giorni dalle regionali si “alleerebbe” con il PDL. Ma questo comporterebbe, credo, altri sismi. In sintesi l’UDC che rimane, per ora, al centro, ha apparenti alleati ( le liste che sono al centro), ma gli riesce difficile, credo, ed è mia supposizione, allearsi con chicchessia. Che cosa ci guadagnerebbe? La politica inglese dello “splendido isolamento” è quella che, per ora, sembra pagare.
Non vorrei guido che tutto questo “concentrato” potesse poi causare disturbi al fegato 🙂
Scherzi a parte io continuo a ritenere che, nonostante le pubbliche dichiarazioni di amicizia e stima e simpatia (e il fingere politicamente di fare tutto sotto la luce del sole), i giochi avvengono molto sotterraneamente e non mi meraviglierei che si continui a intavolare discussioni -l’uno al’insaputa dell’altro- con soggetti diversi.
Non mi sembra che la cadidatura Cotognini abbia fatto spellare le mani -per gli applausi- alle altre forze del centro visto che le reazioni mi sembrano piuttosto timide, soprattutto in quel versante (Conti-Lanciani) che sarebbe poi necessario per avere qualche possibilità in più di andare all’eventuale ballottaggio.
Certamente la politica ci ha insegnato che nulla è impossibile e che quello che, magari oggi, sembra un’ipotesi da cestinare domani invece diventa un punto di incontro per fare della strada assieme però continuo a ritenere che ci siano ancora troppi galli (o galetti valespluga) a cantare nel pollaio.
Teniamo anche presente che, nonostante i detrattori dicano che l’aministrazione non abbia fatto nulla, negli ultimi sondaggi (comparsi in questi giorni sui quotidiani locali) il gradimento è ancora superiore al 50% e non vorrei che qualcuno -che oggi- giochi a fare lo sfascista e il detrattore -domani poi- non possa (con i soliti politici trasformisti dei tripli salti mortali all’indietro bendato e a mani legate) poi avvicinarsi, magari con la scusa che il candidato del centrosinistra sia stato scelto “dal popolo” mentre quello del centrodesta è stato costruito a tavolino ed imposto.
Del resto l’UDC maceratese, ovviamente per il bene supremo della città ci mancherebbe, in questi ultimi 10 anni spesso è corsa in aiuto dei vincitori -facendo da stampella alla maggioranza comunale- sprattutto quando, all’interno di essa, c’erano problemi.
Tieni anche presente che la primarie hanno fatto si che la campagna elettorale sia già partita -con un paio di mesi di anticipo- sui tempi canonici (non da fine gennaio-inizio febbraio ma bensì fine novembre-inizio dicembre) e che si sta trasformando in uno spottone continuo a favore del centrosinistra (che sceglie il suo candidato -con la partecipazione della città tutta- e non lo impone -dalla regone- come avviene per il centrodestra)…
Non a caso il centodestra ha già cominciato ad inseguire (a volte sembra con il fiatone) poichè è indubbio che -almeno a livello di interesse/curiosità cittadina- il centrosinistra abbia maggiore e continua visibilità.
In questo gioco, al correre sotto i riflettori, anche il grade centro -intelligentemente- gioca le sue carte (ogni giorno ci sono dichiarazioni un pò di tutti: Ballesi, Mosca, Munafò, Tacconi, ecc.) ma è altrettanto svantaggiato come il centodestra…
…Con pubblicità, manifesti, incontri e voltantini (per le primarie) il centrosinistra può contare, in fatto di marketing e strategie visive, di una visiblità doppia, se non tripla, rispetto agli altri.
Essendo fuori dai giochi (ed avendo più tempo per analizzare e riflettere su quanto accade) è interessante vedere come si evolve (e si evolverà) la situazione da oggi a marzo….
Qualche riflessione a volo d’angelo…
1. Anna Menghi vinse le elezioni con una campagna di manifesti che sulle prime destò riso e pietà insieme, tanto era scarna e anonima. Quagliani – l’avversario – poteva invece vantare una linea di manifesti di squisita fattura e eleganza; evidentemente, però, rimanevano freddi e distanti dalla gente di tutti i giorni, che finì per apprezzare la calda semplicità di quelli di Anna.
2. l’UDC ha sempre gli stessi personaggi tristi di dieci anni fa, più qualche giovane e ottima leva da spremere, usare come immagine e, nel caso voglia dire anche la sua, bruciare il prima possibile. La vittima d’oro di dieci anni fa fu Roberto Romagnoli, oggi brillante libero professionista, apprezzatissimo arbitro internazionale di calcio e lontano anni luce dalla politica. La vittima attuale è prevedibilmente Paolo Cotognini.
3. La vera novità nel centrosinistra è Massimiliano Bianchini, più che Renato Carancini: col secondo sta tutto l’establishment. Col primo, al di là delle tardive adesioni, la forza delle associazioni beneficate e sostenute dall’assessore Sport in dieci anni. Più un moto di spontanea simpatia popolare. E – come dicono – una valanga di voti extracomunitari. Credo che, nonostante le tue dichiarazioni di attenzione alla voce della gente, il partito democratico non lo veda tanto democraticamente di buon occhio se, come dichiara nei manifesti ufficiali, “il PD vota Renato Carancini” al ballottaggio delle primarie.
4. E’ vero: Tacconi, Pizzichini, Pettinari, Tartari e compagnia bella stanno a guardare – come le stelle di Cronin – a chi si mette meglio. Una soluzione affascinante, per quanto grottesca e felliniana, sarebbe un mega-inciucio tra destra e sinistra per tenerli fuori da tutto. Ma ovviamente non succederà. E loro purtroppo lo sanno.
5. Un mio sogno segreto sarebbe stato vedere le forze giovani tirare fuori le palle (e la coscienza) e imprimere, anche sbagliando se necessario, un nuovo corso.
Ha ragione invece Paolo Ruffilli, nel suo libro “La gioia e il lutto”, quando scrive che l’ingranaggio del ricambio s’è inceppato. E la tragedia, aggiungo io, è che i giovani non lo sono più. Non solo perché gli anni passano, insieme all’insaziabilità dei vecchi, ma anche perché il cuore si prosciuga. E spesso si nasce già vecchi.
Filippo, sarà colpa dell’età, ma sulle elezioni del 1997 hai ricordi non nitidi 🙂
Il manifesto di Quagliani riuscì proprio male in quanto il candidato (al set di foto) era febbricitante, con la barba non rasata e con lo sguardo poco lucido.
Tutti dissero che era un manifesto che faceva perdere voti e non guadagnarli.
La Menghi invece ancora si ricorda per il “pirotecnico” incontro al Cine Teatro Italia: quasi sembrava di assistere ad una convention “all’americana” con tanto di palloncini, pedalò pubblicitari, showman, ecc. ecc.
Quagliani perse (tra l’altro) perchè, pur essendo maceratese di nascita, non era “maceratese di vita”, visto che non risiedeva in città da decine di anni.
Capitò la stessa cosa anche a Baldassarri, ricordi?
Anche lui maceratese di nascita, ma “estraneo” al tessuto sociale, (nonostante l’onda lunga berlusconiana che all’epoca fece eleggere in Parlamento -più o meno come ora- tanti sconosciuti nani e tante ballerine) non fede una bella figura alle politiche….
Chiariamo subito Anna Menghi vinse nel ’97 non per i manifesti ma perché ha rappresentato l’alternativa al mal governo della sinistra che poi alla luce dei fatti si è dimostratto che era lo stesso auspicato dal centro destra (due facce della stessa medaglia) di cui Guido Garufi faceva parte e lo esprimeva in pieno, tanto per essere chiari fino in fondo. Per quanto rigurada l’oggetto dell’articolo in questione nessun dihìktata è accettabile da chi ha le porte spalancate per realizzare concretamenete il tezo polo e fa giochetti sottobanco con il PdL e il PD.
solo per precisare, caro Placido, che il mio riferimento alla campagna di Anna – da me vissuta da vicinissimo, come sai – era in relazione alla campagna promozionale che Cerasi aveva tirato in ballo a riguardo delle potenzialità in questo senso del centrosinistra in questa tornata elettorale. Serviva – la mia riminescenza – per dire che, nonostante i manifesti, Anna stravinse quelle elezioni. Segno, appunto, del fatto che anche la pubblicità segna la corda, quando i cavalli che corrono non sono buoni.