Silenzi si oppone
alla “Provincia di Treia”

Il consigliere provinciale del Pd giudica i primi sei mesi dell'Amministrazione Capponi

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di Alessandra Pierini

“Passati i primi sei mesi della legislatura di Franco Capponi, credo di poter dare un giudizio articolato e sostanziale dell’operato della Provincia in questo periodo.” Inizia così il “J’accuse” di Giulio Silenzi, capogruppo del centro sinistra in Consiglio Provinciale e, come da lui stesso sottolineato, rappresentante di 70.000 elettori che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa nella sala della Provincia a disposizione dei componenti dell’opposizione. “Abbiamo a disposizione questa stanzetta con un computer con floppy  rotto e solo sei sedie pur essendo in dodici. Abbiamo chiesto più volte di avere spazio e mezzi ma nessuno ci ha dato risposta.” Questa è solo la prima di una lunga serie di denunce su quanto fatto finora  dall’amministrazione provinciale definita da Silenzi autoritaria, gravemente carente sui temi fondamentali, ritardataria e incoerente. “Sui temi economici la Provincia non ha alcuna strategia: la prima questione da affrontare è quella del sostegno al lavoro e al reddito visto che i disoccupati sono raddoppiati, le ore di  cassa integrazione autorizzata sono passate da 800.000 a 2.700.000 e i lavoratori licenziati o in mobilità sono più di 4.000. Noi avevamo misure importanti e diversificate e crediamo che bisogna tempestivamente prevedere nuovi interventi di sostegno. E’ incredibile che solo ieri si è riunito il tavolo di concertazione, questo la dice lunga su quanto il problema è stato sottovalutato e su quanto le difficoltà delle famiglie e del lavoro, dalla fine della campagna elettorale, sono diventate marginali.” 

Inaccettabile secondo Silenzi anche la distribuzione di competenze e ruoli: “Le competenze pesanti, quali i rifiuti, l’ambiente e le cave sono concentrati su Capponi che ha così un potere smisurato e agisce con grande ritardo. I lavori pubblici, invece, sono affidati al vice Pettinari con il quale Capponi ha un patto di potere che chiamano accordo di programma. In questo modo abbiamo Assessori al niente , un forte accentramento del potere e la nostra sta diventando la Provincia di Treia. E’ un clima autoritario in cui  la logica è quella della sottomissione. Si cercano persone politicamente affidabili e affini: ai servizi sociali lavora la figlia del fondatore della Lega nelle Marche, sono stati sostituiti due direttori di pubblicazioni provinciali, ha avuto un ruolo anche il fidanzato di Isabella Parrucci, non è ancora stato sostituito il segretario generale che dovrebbe essere l’autorità di garanzia e Mauro Giustozzi che sta svolgendo quel ruolo  è coinvolto in campagna elettorale. Lo stesso vale per la nomina dei dirigenti.”

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Con la consapevolezza acquisita in cinque anni da presidene, Silenzi sottolinea la necessità di uno staff della presidenza, indispensabile al buon andamento dello stesso e per la mole di lavoro dell’ufficio: “Lo staff era necessario a me e serve ora, ma io sono stato oggetto di una polemica violenta. Oggi si sono accorti che lo staff è necessario e la foglia di fico è che hanno assunto dipendenti part time anche se poi lavorano tutto il giorno, è la furbizia di paese che che caratterizza la Presidenza.” Per concludere e rafforzare le sue osservazioni,  l’ex presidente porta esempi pratici e tangibili di incoerenza dell’amministrazione su temi caldi quali rifiuti e bonifica del Chienti: “L’attuale amministrazione  fa la politica degli annunci e non delle soluzioni. In campagna elettorale Capponi aveva promesso un sito alternativo che avrebbe evitato la discarica a Cingoli. Dopo le elezioni è arrivato l’accordo con Fermo  che secondo Capponi non avrebbe comportato un aggravio di costi, invece paghiamo 400.000 euro di più. Ancora il Presidente ha dichiarato che il discorso di Cingoli andava interrotto  invece la discarica di Cingoli, a rilento,  va avanti. Il Cosmari vuole la svendita della Smea e non si è mai realizzata l’integrazione tra Smea e Sintegra che Capponi aveva proposto, in più il presidente del Cosmari è di centro destra e questo rompe gli equilibri. Per la bonifica del Chienti si agisce con molto ritardo, sono dovuti passare  sei mesi per emettere un bando che per una cosa così importante prevede pochi giorni per partecipare.” Silenzi, sul piede di guerra, prende così in carico sulle sue spalle il compito dell’opposizione di vigilare, verificare la trasparenza e denunciare  e annuncia che proporrà anche delle soluzioni.


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