Il programma elettorale
di Giorgio Ballesi
di Matteo Zallocco
Urbanistica, cultura, servizi sociali, turismo e ambiente. Questi i temi principali del programma di Giorgio Ballesi (nella foto), candidato sindaco del Comitato Diapason.
Il Diapason è ciò di cui si servono i musicisti per accordare i propri strumenti. La nota su cui essi si accordano è il “la”.
“La mia candidatura a sindaco di Macerata vuol proprio rappresentare l’occasione per dare il “la” ad una città che è sempre più ripiegata su sé stessa – ha detto Ballesi durante la presentazione di questa mattina – e stenta a valorizzare le proprie numerose risorse, riconquistando il ruolo di capoluogo di provincia”.
Tra le tante le proposte avanzate (è possibile leggere l’intero programma che riportiamo nel linki n fondo all’articolo) Ballesi propone un assessorato alle politiche intercomunali, l’attivazione di concorsi di idee per la copertura dello Sferisterio (“già i romani riuscivano a coprire il Colosseo”), il rilancio del centro storico (“a cui non basterà il parcheggio di Rampa Zara come si vuole far credere”) , politiche per la casa a favore delle giovani coppie, la realizzazione di una biblioteca musicale con l’archivio storico dello Sferisterio, una maggiore collaborazione tra Comune e Università, l’organizzazione di un sistema turistico che non si limiti alle visite occasionali.
Diverse le proposte sulla viabilità: “Servono una bretella ad ovest ed una est, gli allacci con la Galleria delle fonti, il potenziamento della s.s. 77 Sforzacosta-Macerata che preveda l’aggiramento del passaggio a livello di Collevario”.
Ballesi ha poi voluto specificare: “Il nostro programma elettorale non si caratterizza tanto per la realizzazione di singole opere (pur indicando quelle urgenti e da mettere in opera il prima possibile), quanto piuttosto per la volontà di ripensare Macerata. Il tutto salvaguardando il bene della sua tradizione e del suo patrimonio storico-artistico; incentivando la memoria come pure la creatività dei cittadini e degli operatori, senza precludersi però le occasioni che vengono da uno sviluppo urbanistico armonioso e compiuto, in linea con il buono della modernità, a cominciare dalla tutela dell’ambiente e dalle preziose innovazioni in termini di bioedilizia, come pure dall’attenzione ai bisogni dei giovani e delle fasce più deboli, fino alle misure urgenti di intervento in sostegno del commercio e del turismo, passando ovviamente per la cultura e lo sport.
Mi auguro che dalla lettura e dall’approfondimento del programma nasca un proficuo confronto con gli altri maceratesi, in grado di arricchirlo ulteriormente”.
Ma Giorgio Ballesi farà un passo indietro rinunciando alla sua candidatura a sindaco per far parte di un’alleanza? “Solo se dovesse uscire fuori una personalità di rilievo, al momento non ne vedo nessuna tra i nomi che circolano sui possibili candidati”. E chi potrebbe essere questa personalità? “A Macerata ci sono almeno cento nomi importanti”. Difficile quindi pensare ad un’alleanza? “No, perché io a differenza degli altri faccio del confronto e del dialogo una priorità”.
E’ possibile il dialogo con le altre liste civiche per far nascere questo grande centro? “Se esistono forze di centro sarebbe assurdo che non riuscissero a trovare un accordo. Io sono un uomo di centro e spero che qualcosa si possa realizzare. Ma per ora sono l’unico ad essersi fatto avanti con delle idee”.

Leggendo il programma elettorale, qui è la, a futura memoria….
Che i Romani coprissero il Colosseo non mi meraviglia, abbiamo tanti esempi della loro genialità.
Tutto si può praticamente fare (se non erro Renzo Piano ha anche realizzato un aereoporto sull’acqua in Giappone) poi dipende che uso si vuol fare di quanto si è realizzato.
Non basta dire coprire lo Sferisterio (presumo per poterlo utilizzare anche di inverno) poichè dopo averlo coperto c’è anche da scaldarlo… E sia coprirlo che scaldarlo costa un mucchio di dindini…
E dopo averlo coperto e scaldato che genere di rappresentazone ci si terrebbe?
E soprattutto, per rientrare dalle spese, quanto dovrebbe costare il biglietto di ingresso?
La biblioteca musicale a Macerata in Via S. Maria della Porta una volta c’era e costava mantenerla: riproporla senza aver fatto tesoro dell’esperienza passata mi pare un gorrro errore (anche perchè all’epoca NOn si potevano doppiare i dischi -se non su cassetta-, mentrre ora doppiare un cd è un gioco da ragazzi -e se un Cd ti serve non c’è neppure bisogno di acquistarlo perchè c’è un amico che te lo doppia in 10 minuti, oppure scarichi i video musicali da You Tube-)
Il rifacimento del manto stradale nel Centro Storico (ma non solo, ci sarebbero molte altre vie che dovrebbero essere interessate) è anche ssa una di quelle cose indispensabili: ma che poi si scontra con la realtà dei fatti: dove si trovano i soldi?
Un programma complesso, una sfida avvincente… Dove però manca completamente la visione economica.
Tutto si può fare, se ci sono i denari.
Ma ci sarebbe da indicare anche dove questi denari, per realizzare il programma, si pensa di trovare.
Se alcuni servizi, nel corso degli anni, sono cambiati (ricordo ancora che un tempo passavano anche i sacchetti epr l’immondizia e che c’erano molte più corse degli autobus, anche nei festivi) è perchè ci si è scontrati con la necessità di far quadrare il bilancio; bilancio che ogni anno (diminuendo i fondi che arrivano dallo Stato) era sempre più “stretto”.
Per assurdo per Macerata si potrebbe anche presentare un programma che, per quanto riguarda investimenti/spettacolo/cultura/infrastrutture può fare concorrenza anche a Milano… Savo poi che mancherebbero le risorse necessarie e che il programma rimarrebbe incompiuto sulla carta.
Caro Gianfranco, capisco che dieci anni di immobilismo pressoché totale (tranne la bella galleria in cui piove) ti hanno provato duramente, se per ogni proposta tiri un sospiro di rassegnazione, convinto che non ci sono i soldi per fare praticamente alcunché. Eppure i soldi per tappare i buchi dello Sferisterio sono comparsi bellamente. Pagati un po’ alla volta e non in soluzione unica, tutto quello che vuoi. Ma insomma, sempre di cinque miliardi si tratta… Al che, sai che ti dico? Meglio che la prossima amministrazione li spenda per la cittadinanza. Intanto leggo che la proposta più appariscente è quella della copertura dello Sferisterio (ma lanciata come possibilità e attraverso un concorso di idee). Mentre altre indicazioni mi paiono molto concrete e molto opportune, a cominciare dalla ripavimentazione del centro, ridotta a un colabrodo; poi, estremamente economica (forse troppo, pensando a come ragionano i politici in Italia, quando si tratta di opere…) mi è parsa la brillante idea legata alle politiche sociali, sulla valorizzazione delle capacità residuali di anziani e disabili come risorsa possibile. Leggendo infine il programma culturale, mi colpiva che non si parlava solo di sala d’ascolto (come la riduci tu) ma di possiblità di trasformare una audioteca multimediale in strumento valido per il turismo (attraverso i documentari), per l’integrazione con le comunità residenti di stranieri (anche con corsi di lingua o di culture diverse), per l’attività ordinaria di compagnie teatrali (ho presieduto l’allora “Oreste Calabresi” e so che problema siano gli spazi di prova e di rappresentazione, a Macerata), etc. Mi risulta pure che ci sia una legge regionale che provvede al finanziamento e al coordinamento in rete per opere di questo tipo. Io penso, insomma, che il bilancio quadri sempre, quando si vuole. E mi rifiuto di cedere alla logica berlusconiana: lo Stato serve per pagare là dove i comuni cittadini non possono. Le tasse servono a questo. Che escano fuori, tutti i soldi che paghiamo.
Caro Filippo, ti faccio un banalissimo esempio.
Musicultura si è spostato da Recanati a Macerata non perchè siamo più bravi o perchè siamo più organizzati, ma semplicemente perchè i costi erano diventati proibitivi per la piccola città di Recanati,
Il bilancio comunale è uno strumentio complesso e, in un programma per gli elettori (cioè il classico specchieto per le allodole come in questo caso, soprattutto quando si prevedono genericamente -moltoooo genericamente- le spese ma non le entrate) ci si può scrivere di tutto (e di più)…
Poi dipende se quello scritto si riesce amantenere, oppure se si è costretti a tagliare a destra e sinistra.
Anche Berlusconi, nella famosa trasmissione da Vespa, firmò il contratto con gli italiani… Solo che di quei 5 punti riuscì solo a mantenerne solo mezzo
Quindi parlare di copertura dello Sferisterio, di rifacimento di tutte le strade del centro, di biblioteca musicale, ecc.ecc. (senza spiegare dettagliataente dove prendere i soldi) permettimi ma è fare vedere molto fumo senza far assaggiare l’arrosto.
Certo poi se vogliamo illuderci, se vogliamo per forza che “il nuovo che avanza” sia migiore di quelo passato possiamo anche fare le capriole al’indietro e fingere che Diapason sia la panacea di tutti i mali…..
Quindi (in teoria) si può fare tutto e di più, fregandosene dei bilanci e delle entrate… Poi si finisce come Taranto (Comune, guidato dal centrodestra) che è fallito perchè aveva speso molto di più di quanto incamerava e non sono bastati mutui, prestiti, taglio delle altre spese.
Poi permettimi di essere anche dubbioso sul percorso:
Diapason è un associazione (culturale? politica?) che si costituisce (guarda caso solo a pochi mesi dalle elezioni) e non fa nulla , se non candidare il proprio presidente a Sindaco e poi, solo dopo, presentare un il suo programa.
Diapason non è un’associazione ma un comitato che si forma per presentare la candidatura di Giorgio Ballesi a sindaco di Macerata. Questo comitato si riunisce e, tutto insieme, discute della propria città stilando un programma di cui il candidato sindaco si fa garante e promotore ufficiale. Perdonami, caro Gianfranco, ma non vedo la contraddizione.
Ovviamente, in un’ottica partitica in senso stretto le cose vanno diversamente: si studiano le poltrone libere da occupare, chi deve andare in regione, chi in alternativa deve diventare sindaco, chi prende l’acquedotto, chi le case popolari, chi lo sferisterio, etc.
Altrettanto ovviamente, il programma è un di più che lascia il tempo che trova: tanto i soldi per la città non si trovano. Si trovano solo per le lottizzazioni e per coprire i buchi di bilancio dello Sferisterio (oltre che per i miliardari emolumenti di chi ci lavora). Per la campagna elettorale, poi, è facilissimo: la sinistra dice che Berlusconi è cattivo e poi a Macerata c’è pure la galleria; la destra dice che Marrazzo è cattivo e a Macerata manca la piscina. Poi, proprio come nelle migliori saghe di famiglia, quando è ora di abbassare le saracinesche, destra e sinistra vantano una “tradizione popolare” sedimentata negli anni e un apparato di riferimento a cui fare appello. Tanto che a Macerata potrebbe parlarsi – proprio come in nazionale – di alternanza, più che di alternativa.
A questo punto – come realmente è – appare evidente che chi viene candidato lascia il tempo che trova. Non a caso, gli schieramenti presenti pure alle regionali sono quelli che ancora non hanno sciolto le riserve sui nomi da candidare a sindaco: ti dice niente, questa curiosa coincidenza?
Venendo ai soldi da reperire: pensavo tu sapessi che esistono i concorsi pubblico-privato per la realizzazione di opere pubbliche, così come l’intervento dello Stato. Fermo restando, poi, che la sistemazione del pavè del centro storico non è straordinaria ma ordinaria amministrazione. E che la realizzazione di una audioteca costa sì e no un decimo dei soldi occorsi al Comune (e trovati…) per ripianare il bilancio dello Sferisterio. Pensa a come Civitanova è riuscita a raggranellare fondi per “Tutto In Gioco”… vuoi farmi credere che il capoluogo di provincia non è in grado di trovare fondi per realizzare alcunché?
Vatti a fare un giretto per gli uffici comunali: fatti dare una copia dei bilanci delle spese e controlla quanti soldi gestisce il Comune durante un anno! Forse si tratta solamente di movimentare diversamente il flusso…
O vuoi farmi capire che chi ci ha amministrato così male in questi dieci anni è pure riuscito a prosciugare le casse?
Caro Filippo,
io ho solo ripreso quanto detto sui giornali e quanto apparso sul sito ufficiale di Diapason (http://comitatodiapason.com/2009/10/corriere-adriatico-aperti-al-dialogo-ma-a-certe-condizioni/) e che Diapason E’ un ASSOCIAZIONE.
Per quanto riguarda il fatto che Diapason voglia a tutti i costi presentarsi come qualcosa di diverso e di nuovo e di buono mi pare proprio che è il solito abusato e mediocre ritornello che si utilizza ad ogni elezione: noi=buoni e altri=cattivi…. noi=nuovo e gli altri=vecchio, noi=amanti della città e gli altri=solo occupazione di poltrone….
Scusami ma questo giochetto di avere, solo voi, l’eroe della situazione mi pare un argomento che si addica più a un fumettone cinematrografico (mi viene in mente 300 oppure Sin City) che ad una competizione politica…. E l’eroe dove è stato in tutti questi anni?
Se Macerata versava in gravissime condizioni perchè non si è fatto avanti prima?
Perchè ha atteso le elezioni?
Poteva benissimo organizzarsi per tempo e fare una discusisone amplia e approfondirta, con la città, sul programma e non presentarlo (come fanno tutti gli altri) a ridosso del voto.
Poteva intraprendere un percorso chiaro e non cercare alleanze dell’ultimo momento (UDC? BIanchini? Menghi?) perchè il sapore che si avverte è qualcosa di già visto.
Se vuoi un completo rifacimento di tutto il pavè del centro storico chiamarla ordfinaria manutenzione è tirarla per i capelli, e comunque non hai ancora spiegato dove trovare tutti i soldi necessari: indichi sommariamente e genericamente gli sprechi ma i costi della realizzazione del programma Diapason restano avvolti nella nebbia.
Ci sono mille iniziative che si possono fare e che costano cento volte meno dello Sferisterio, ma se Diapason NON vuole più la Stagione Lirica lo dica apertamente non nascondendosi dietro cortine fumogene.
(a proposito il ripianamento dei conti dello Sferisterio è roba del 2002-2003… Perchè Ballesi e la sua Associaizone/Comitato se ne accorgono solo ora?)
Prima, al tempo della balena bianca democristiana, era tutto più facile: mancavano i soldi?
Se ne stampavano sempre di più (non ricordi l’inflazione al 10, al 12% addirittura anche oltre il 15%) e c’erano sempre soldi pubblici per fare fronte a tutto quello che serviva… cON L’eURO la musica è cambiata, ma alcuni ancora non se ne sono più accorti, i bilanci sono diventati più magri e quello che si poteva fare prima non si può fare più.
Non mi pare che Giorgio Ballesi si sia presentato come salvatore della patria: a te risulta questo? Dove l’hai letto? A me pare abbia semplicemente detto che gli dispiace vedere la sua città sprofondare sempre più in basso e accettando l’incoraggiamento di alcuni amici – che con lui hanno fondato Diapason – si è presentato come candidato sindaco. Cioè quello che hanno fatto anche altri, tranne i partiti tradizionali che prima – come già detto – devono spartirsi le poltrone regionali per poter sciogliere la prognosi.
Dove è stato Giorgio Ballesi fino ad oggi?
La risposta è semplice: è stato in studio a studiare le cause dei propri clienti oppure in tribunale a dibatterle. Ossia, è stato a lavorare. Perché – a differenza di molti altri – non vive di politica. E probabilmente anche per questo non necessita di deragliamenti di qua o di là pur di restare a galla, perché – come dice sempre lui, e questo sì gliel’ho sentito dire – se le proposte programmatiche di Diapason e la sua candidatura perdono le elezioni, il giorno dopo torna a fare quello che ha fatto sempre, e cioè l’avvocato. Ti confesso, anzi, che a me sta molto simpatico proprio per questo motivo.
Quindi, rispondendoti, ripeto che non si è fatto avanti prima perché a differenza di altri stava lavorando, come la maggior parte dei cittadini normali.
Io più che altro mi domando spesso, invece, dove stava l’opposizione, mentre questa amministrazione smantellava Macerata come capoluogo di provincia, oltre a sfasciarla con un piano-casa che grida vendetta, e un immobilismo imbarazzante. Vorresti dirmi che ruolo dell’opposizione era solo quello di ricordare che si facevano troppe multe o non c’era la piscina o il semaforo del cimitero è inutile?
Scusa, ma mi viene un po’ da sorridere…
Poi: sai perché il pavè del centro storico rischia di non essere ordinaria amministrazione? Perché è andato in malora. In realtà, però, è davvero di ordinaria amministrazione. Spero tu non faccia politica attiva, sennò mi chiedo come sia possibile che non conosca gli strumenti di reperimento dei fondi. Per non essere fumosi e fumogeni, tuttavia, forse sarebbe più interessante parlare di lottizzazioni. Ma comunque…
Mi dispiace che tu non abbia letto il programma di Diapason: dove hai trovato la sciocchezza che non si vuole più la Stagione Lirica? Secondo te, se un concorso di idee per la copertura dello Sferisterio andasse in porto, sarebbe per disincentivare la stagione lirica? O per sfruttare meglio l’Arena al fine di raggranellare più fondi di quanti ne consentano le serate non di pioggia del mese di luglio?
Ma insomma, io direi che le chiacchiere stanno a zero: poteva fare questo, poteva fare quello… tutto vero e tutto falso. La realtà è fatta di cose concrete: ha fatto quello che ha ritenuto opportuno di fare insieme agli amici che stanno con lui. Mettendosi in posizione di aperto confronto con tutti quelli che vorranno. La città lo boccerà? Amen. Altri facciano qualcosa di diverso (oltre a spartirsi le poltrone per le regionali). I cittadini voteranno.
Poi, comunque, ribadisco: fatti un giro per gli uffici e, in nome della legge sulla trasparenza, fatti dare il bilancio delle spese comunali annui, voce per voce. Dopo ne riparliamo.
Ad maiora.
Io ho avuto questa sensazione.
Se poi non è così e non è il salvatore della Patria, meglio ancora.
La mia domanda su dove sia stato Balleri era retorica.
Certo che è stato a lavorare, ci mancherebbe altro, ma come lui hanno lavorato molti altri altri cittadini maceratesi che però, al contrario di lui, si sono anche interessati della cosa pubblica (da anni e non da settimane).
Il mio “dove è stato” era riferito a questo: se la città capoluogo ha perso smalto è evidente che non l’ha perso nelle ultime 5 settimane…
Quindi mi sarei aspettato, per uno che dice di essere interessato alla città, una esposizione pubblica non solo in vista delle elezioni.
Invece Diapason con il suo candidato arriva, giusto giusto, per le elezioni: ma se uno ha a cuore la città l’ha sempre non a corrente alternata o solo quando si deve cambiare Consiglio.
Io la “sciocchezza” della Stagione l’ho interpretata da quello che scrivevi tu sui mutui e rossi di bilancio.
E comunque nulla toglie a quello che ho aggiunto: i conti in rosso della Lirica sono inziati dopo il 1993 (ed in città non era certo una notizia coperta dal segreto di Stato): lamentarsi oggi mi pare un atteggiamento ipocrita visto che, se solo si fosse voluto, ci si sarebbe lamentati almeno 10 anni fa mentre tutte queste lamentele (in Consiglio o fuori, in città) non le ho proprio ascoltate.
Per quanto riguarda il bilancio lo so benissimo come funziona, ma non è che Macerata siua la mosca bianca (con un bilancio del piffero) in mezzo a mosche nere (con bilanci che di meglio non ce ne possono stare).
In tutti i Comuni i bilanci possono essere diversi e anche le spese possono prendere una strada o un’altra.
Caro Gianfranco (sempre se ti chiami Gianfranco… forse sì, anche se le cose che dici me le ha dette tre giorni fa a quattr’occhi un noto esponente di un partito che forse è proprio il tuo; della serie che magari stiamo ripetendo qui quello che ci siamo detti per strada…),
apprezzo molto il tuo cambio di registro: hai abbandonato la vena sarcastica, motivando in maniera molto più serena e pacata i tuoi convincimenti.
Farò lo stesso, perché a me piace molto parlare e dialogare; meno, molto meno, giocare a ping-pong (fermo restando che se si vuole proprio giocare a ping-pong non mi sottraggo).
DISAGI CITTADINI E NESSUNO CHE NE PARLA, COME DICI TU:
Dunque, devi sapere che da almeno due anni e mezzo sono costretto – la maggior parte delle volte – a spostarmi in carrozzina per problemi non legati alla deambulazione bensì alla schiena. E’ sempre poco, rispetto a quelli che su una sedia a rotelle devono starci sempre e comunque per problemi ben più gravi dei miei; ed è sempre un tempo troppo breve quello da quando ho cominciato a capire – sperimentandolo sulla mia pelle – che significano le barriere architettoniche, che in questa città sono davvero troppe: sai, tu, quanti sottopassaggi a norma ci sono? Te lo dico io: uno solo, quello in Via Ancona. Non ci sono i soldi per mettere pedane? Oppure, come mi diceva un consigliere, non c’è modo di fare scivoli per la pendenza delle scale né spazio per mettere le pedane (che, per chi non lo sapesse, sono pieghevoli)? Oppure – ancora, e qui davvero risibile – la Giunta ha ereditato (ndr.: da se stessa, perché ci stanno da due legislature…) una situazione economica tragica, come mi ha detto un componente della Giunta?
Sicché la sintesi, se ho capito bene, dovrebbe essere:
– la domenica e i festivi anziani disabili e mamme con carrozzine tutti a casa, perché ai Cancelli rischiate la vita ad attraversare sull’incrocio, i parcheggi e gli ascensori sono chiusi, i marciapiedi hanno lo scivolo spesso da una parte ma non dall’altra, e spesso – quando ci sono – davanti ci parcheggiano le macchine; molti altri scivoli sono di pendenza proibitiva, ne citerò due: uno in Via Morbiducci e uno in Via Ettore Ricci, in cui mi sono impantanato e se non passava nessuno ancora stavo lì.
– avete i calcoli renali? Dotatevi di una carrozzina e percorrete le vie del centro: tra buche e sconnessioni dei sampietrini, se avete una colica in corso il tamburello sotto il sedere vi smuove il calcolo dall’uretere senza dover andare al pronto soccorso; se invece volete fare una passeggiata serena e tranquilla, studiate un altro itinerario;
– dovete andare in Via de’ Velini? Toglietevelo dalla testa: non c’è verso, nemmeno facendo il giro dell’oca da Via Roma a Via Martiri della Libertà-Monumento ai Caduti- marciapiede sopraelevato che lo costeggia-Via Ghino Valenti, perché tanto in Via de’ Velini non ci arrivate lo stesso. L’ho chiesto, un pomeriggio, pure a una pattuglia di vigili urbani, i quali – sconsolati, dopo un sospiro di rassegnazione – mi hanno chiesto scusa per l’insormontabile disagio (ma forse saranno anche loro matti come me, se è vero che a Macerata si vive benissimo, chi protesta è esagerato, etc.).
Ora, che la faccenda dello Sferisterio sia di dominio pubblico da tempo lo so pure io. Ma non cambia i termini della questione: dicevo solo che, volendolo, i soldi si trovano. E come giustamente si trovano per la Stagione lirica (sono un melomane, ho fatto la tesi di laurea in Storia della Musica e l’ultima cosa che penso è che la stagione lirica vada soppressa…), altrettanto mi piacerebbe se si trovassero, o perlomeno si desiderassero-cercassero, per le necessità delle fasce deboli.
Poi, come molti-troppi altri, penso anche io che un capoluogo di provincia che non ha una piscina e quella che ha somiglia più a una vasca da bagno allargata, meriterebbe che chi lo amministra da dieci anni – invece di pontificare – stesse un po’ in silenzio e si emendasse (vai a farti un giro a Fermo, informati su quante strutture sportive ci sono e come sono costruite; dai un’occhiata alle strade d’accesso alla città; “rfatte l’occhi”, come si dice da noi: e chiediti se sia possibile che tutti fanno e si muovono, mentre da noi vige irremovibile la favola bella che oggi non illude più nemmeno Ermione).
f.
Caro Filippo,
ci siamo conosciuti ai tempi dell’Università e poi abbiamo fatto una “corsa a perdere” nel 1993 con Ercoli (“a perdere” perchè è mia personalissima opinione che qualche referente della allora vecchia DC, che sosteneva Ercoli, invitò a votare al ballottaggio l’altro candidato).
Pertanto sai benissimo chi sono e come la penso anche perchè, da allora, le mie convinzioni non sono affatto cambiate.
Mi spiace che, nonostante la profondità del tuo sentire, quando parli di disabilità (o si parla di un altro qualsiasi problema, perchè questo discorso è generale) non abbia compreso quello che è normale in qualsiasi amministrazione (pubblica o privata).
A parole si fa il bene di TUTTA la collettività, ma poi nei fatti (poichè da sempre tocca fare i conti con il bilancio) il cosiddetto “bene comune” non è altro che cercare di fare il massimo possibile per il MAGGIOR NUMERO POSSIBILE di cittadini, ma è IMPOSSIBILE farlo per tutti.
Voler far finta che un’amministrazione riesca a “prendersi cura” di tutti è dire una grossa bugia, che può fare buon gioco in campagna elettorale ma che poi MAI si tramuta in realtà.
Detto in parole molto più povere è solo una semplicissiam equazione di costi/benefici.
Costi che non devono essere solo monetari e benefici che non devono essere solo considerati come maggiori introiti.
Quindi ecco, ad esempio, perchè tra gli sport a livello nazionale il calcio ha investimenti enormi e gli altri sport, al confrotno, raccolgono solo briciole.
Quindi per ogni 10 campi di calcio ce ne uno di pallamano, poichè i costi (realizzazione del campo) sono coperti dai benefici (1.000 ragazzi che giocano a pallone contro 10 che giocano a pallamano).
Macerata è una città in collina quindi le biciclettenon sono POCO diffuse.
Fossimo stati in pianura ci sarebbe stata maggiore attenzione ai percorsi ciclabili poichè sarebbe stato ALTISSIMO numero di bicilette in città.
30-40 anni fa le cosiddette “barriere arichitettoniche” non esistevano non perchè non ci fossero ma solo perchè non erano prese in considerazione.
Chi costruiva, chi pensava alla città, chi faceva piani regolatori considerava solo i cittadini “nornali” e le auto.
Quindi i disabili (ricordi: una volta si chiamavano “portatori di handicap”) non venivano considerati e quindi scale ovunque, sui vecchi edifici pubblici niente ascensori per i disabili, poche rampe di discesa, pochissimi parcheggi dedicati….
Se si è fatto “più attenzione” non è solo perchè le organizzazioni dei disabili si sono date da fare o perchè siamo “più civili” ma perchè la società è cambiata, è invecchiata.
Perchè ora i disabili si muovono, escono, fanno turismo…
20 o 30 anni fa i disabili venivano nascosti, tenuti in casa, non si muovevano e quindi il “problema amministrativo” (di fare, ad esempio, i sottopassaggi prevedendo le discese per le carrozzine) non si poneva neanche.
Il sistema costi/benefici funziona in ogni aspetto del genre umano.
Se la malattia è “rarissima” al 99,99% te la tieni perchè non c’è ricerca, perchè i fondi vengono destinati a ricerche verso le quali ci sono molti più malati.
Se per assurdo, domani a Macerata, nessuno usasse più l’auto ovvio che l’amministrazione cerchrebbe di potenziare i trasporti pubblici, fregandosene dei parcheggi (visto che l’auto sarebbe lasciata in garage).
Costi/benefici.
Non può costare 100 e servire solo per 1 persona.
Se costa 100 deve servire il maggior numero di persone: vale nel pubblico come nel privato.
Non è cinismo ma è la realtà delle cose.
Se domani, per assurdo, 1 litro di benzina costasse 100 euro (ma le auto dovrebbero spostarsi lo stesso) vedrai che la ricerca si sposterebbe IMMEDIATAMENTE sul trovare un motore che con un litro fa 400 chilometri… Ma siccome ora la benina è “realtivamente” a buon prezzo ecco che la ricerca in quel settore non è tanto interessata poichè ci sarebbero troppi soldi da investire per avere un risultato minimo.
Lo Sferisterio va in passivo (come, in generale, tutto ciò che riguarda la cultura poichè la cultura è un conto che è sempre in rosso) ma c’è un ritorno (un beneficio) poichè la Stagione è conosciuta a livello internazionale.
Se non ci fosse alcun ritorno, se nessuno giornale scrivesse nulla, se dopo Villa Potenza nessuno sapesse che a Macerata c’è una Stagione Lirica stai pur sicuro che la Stagione terminerebbe subito poichè l’impegno monetario (costi) non avrebbe un certo ritorno (benefici) in pubblicità, turismo, giornali, ecc. ecc.
Se domani avessimo, per assurdo, una “sagra” cittadina come il Palio di Siena (con diretta TV, migliaia di turisti e risonanza mondiale e soldi che rimangono nelle casse dei commercianti) sta pur cenrto che la Stagione prenderebbe 2 lire poichè tutti i fondi destinati alla cultura e allo spettacolo sarebero dirottati sulla sagra….
Costi/benefici….
Caro Gianfranco C.,
devi riconoscere però che nella corsa a perdere ci siamo anche divertiti. Anche io sono ancora dove stavo allora: infatti, come sappiamo tutti e due, sono gli altri che cambiano in continuazione. E in fondo ci siamo divertiti perché siamo stati interi, in quella circostanza. E fondamentalmente un po’ in tutte le circostanze della nostra vita, come brancaleoni che però le cose le fanno col cuore.
Venendo a noi: abbattere le barriere architettoniche nei sottopassaggi (dico per dirne una…) non giova solo al sottoscritto, perché – anche se stando bene uno non se ne accorge, e il primo di questi ciechi sono stato io – in carrozzina purtroppo ce ne vanno più di quanti pensi tu; ma poi non vorrei dimenticassi che anche per una mamma con il passeggino non è per niente facile passeggiare per Macerata, fatta eccezione per i Giardini (ma anche lì, ecco qua che se vuoi andarci di domenica sono pasticci…). Non ti dico che succede se una poveraccia tenta di abbordare nei festivi il centro storico… con buona pace dei fautori tout court della pedonalizzazione.
Sulle già dette favole belle in cui non crede più nemmeno Ermione – leggasi Sferisterio – mi chiedo perché ritieni che un’eventuale copertura (magari finanziata da qualche grande o grandissima industria che ne avrebbe un ritorno d’immagine), che permetterebbe una prestigiosa stagione lirica anche d’inverno oltre a jazz o a tutto quello che vuoi, dovrebbe azzerare le possibilità di rientro economico e non, invece, incentivarle. Certo, il musicofilo che c’è in me punterebbe di più all’assunzione stabile in organico di un’Orchestra dello Sferisterio che alla copertura: ma non sono così cieco da non rendermi conto che la copertura potrebbe, alla lunga, portare anche a un’eventualità come quella che io sogno da decenni.
Infine: è ovvio che si finisce sempre per scontentare qualcuno. Il problema, però, è quando si finisce per contentare solo qualcuno (non so: costruttori? Lottizzatori?). Dico questo perché commercianti, anziani, disabili, residenti del centro, giovani famiglie, giovani disoccupati, giovani e basta, etc. sono inferociti…
postilla per Gianfranco: vedessi i fotoritocchi che sto preparando per questa tornata… 😉
Certo ci siamo anche divertiti, ed avremmo probabilmente vinto…. se non ci fossero state troppe pugnalate alle spalle.
Ma veniamo a noi.
Io comprendo quello che stai dicendo, tanto che più volte (quando ancora facevo politica attiva) mi sono incavolato sul fatto che (mi dicevano che) sul “vecchio” si poteva cambiare male (alti costi, impossibilità di allargare strade, impossiblità di intervenire su strutture che non lo permettevano, ecc.)…. ma che sul NUOVO (dicevo)si sarebbe dovuto intervenire con la testa (quindi sottopassaggi con lo spazio per gli scivoli, le strade larghe nei quartieri nuovi, le tubazioni che passasero ai lati della strada e non al centro o addirittura sotto i marciapiedi, ecc.).
Però questo non toglie che la politica urbanistica è iniziata almeno 50 anni fa quando i ragazzi correvano in mezzo alla strada perchè passava una macchina ogni morte di Papa (nel dopoguerra su Viale Don Bosco e alla rotonda della stazione addirittura ci si giocava a pallone) e quando i disabili venivano abbandonati a letto e non erano molti queli che andavano in giro.
Se ricordi il centro storico è stato chiuso (parzialmente) nemeno 30 anni fa poichè se ne è sentito l’esigenza per via dell’aumento delle autovetture (addirittura 50 anni fa Garibaldi stava in mezzo alla pizzza, visto che le auto erano più rare dei calessi).
Oggi stiamo, in parte, recuperandoil tempo perduto ma la strada da fare è ancora lunga senza mai dimenticare il problema dei costi/benefici.
Ti faccio un esempio terra terra: sicome grosso modo i residenti del centro votano al 50% al centrodestra e al 50% al centrosinistra (e numericamente “pesano” meno di un quartiere tipo Collevario) e continuano a votare così (sia che fai qualcosa che non fai nulla) è scontato che, se si deve intervenire, si interviene dove invece si possono spostare pacchi di voti.
Per quanto riguarda lo Sferisterio una copertura comprometterebbe molto probabilmente l’acustica in quanto “per errore” è nato con quella acustica, visto che originariamente era un luogo per altro tipo di spettacoli.
Inoltre riscaldare un volume simile significa spendere tantissimo e quindi a quanto dovremo poi mettere il prezzo del biglietto per coprire, almeno, parte delle spese (riscaldamento, assicurazione, compenso artisti e lavoratori, ecc.)???
Negli ultimi anni si sono condensato le opere, in poco tempo, proprio per contenere i costi….
Tra l’altro una copertura moderna, su una struttura storica, il più delle volte, si trasforma in una schifezza assoluta.
Caro Filippo: a Macerata i costruttori/lottizzatori (anche coloro che portano il grembiulino) hanno sempre avuto la benedizione delle gerarchie cattoliche
A Macerata è necessario un vero cambio di rotta, che solamente una persona che proviene dalla società civile può dare.
Sarà pure un luogo comune, ma più mi incuriosisco di politica e più capisco che le famose “logiche di partito” sono un limite clamoroso alla buona amministrazione nell’interesse dei cittadini. Perché dover scegliere il candidato Sindaco in funzione delle strategie elettorali (si legga: spartizione di poltrone) di Provincia e Regione? Il candidato a Sindaco deve essere prima di tutto una persona mossa in maniera incondizionata (e sottolineo “incondizionata”) dalla voglia di prendere in mano la situazione e fare qualcosa di buono per la propria Città.
Trovo veramente noioso e soporifero il tira e molla che i partiti stanno facendo da settimane per l’individuazione del proprio candidato. Per contro, ammiro e sono stimolato dalla determinazione che sta dimostrando Giorgio Ballesi. Conoscendolo, posso dire di vedere in lui quella “voglia di fare” e di fare bene per veder rinascere Macerata, al contrario di altri esponenti politici, che pure conosco, inclusi quelli che rappresentano certe recenti liste civiche.
E poi ci sono gli interessi personali, ma anche i disinteressi personali (tanto gravi quanto i primi), che affliggono l’amministrazione della cosa pubblica.
Un esempio tra tanti? La gestione della nascita e dello sviluppo di certi nuovi quartieri della Città, dove gli interessi delle solite gilde di costruttori, sorrette dalle solite odiose “infiltrazioni” comunali, unitamente all’indifferenza della maggior parte degli amministratori (non di tutti, si badi bene; quelli non indifferenti, infatti, sono collusi con le gilde) alla tutela del territorio, alla bellezza della Città ed all’interesse dei cittadini, hanno deturpato aree bellissime, stroncando sul nascere la possibilità per Macerata di riscattarsi sul piano urbanistico e di distinguersi sul serio dalle altre realtà limitrofe.
Complici (più o meno consapevoli, questo non lo so con certezza) anche soggetti che oggi hanno la faccia di presentare liste civiche e candidarsi alla carica di Sindaco.
Poveri noi!!
Scavalco l’intervento di Heywood Floyd (sempre più complicata, qui, la decifrazione degli interlocutori…) e mi riallaccio – avvinto come l’edera, anche se lui navigava dalle parti del garofano – all’amico Gianfranco C. (vedrai, Gianfranco, che alla fine ci vien fuori un bel romanzo epistolare: pensiamoci!).
Pensare a un Giorgio Ballesi che fa insieme agli amici del suo comitato un programma, dopo averne discusso insieme a tutti gli altri i singoli punti, perché ci crede fino in fondo – e non per conquistare quei quartieri dove si possono spostare i voti, mi mette addosso una profonda simpatia per il candore che dimostra, di fronte a una “proènna” di superscafati, come pure io e te (sia pure solo nella teoria delle cose) sappiamo essere.
Venendo quindi al tempo che passa – e per fortuna passa, anche se nella politica italiana la ruota si inceppò grazie a una generazione pressoché immortale che, pur di restare a galla ha creato, dei successori-mostri e impedito un vero ricambio – ovviamente non possiamo tornare al tempo in cui i disabili venivano lasciati a casa per i motivi che citi, né con questo giustificare attuale mancanze gravi ai loro danni nello sviluppo della nostra città.
Quanto al “vecchio”, leggevo proprio ieri nella bacheca di Facebook di Ballesi un suo quesito sulla presenza – oppure no – nell’appena ristrutturata Galleria del Commercio di scivoli o montacarichi per persone all’altezza delle scale. Ci scommetti che la risposta è no, Gianfranco?
Infine, la faccenda della copertura dello Sferisferio.
Andrò per ricordi reali: il concerto di Paolo Conte di alcuni anni fa me lo vidi a Cagliari, esattamente il giorno dopo che era stato a Macerata. Vuoi saperlo? Il biglietto costava venticinque euro di meno… Venticinque, dico: non due. In un anfiteatro che niente ha da invidiare alla cornice nostrana. E stando seduto molto avanti.
Allora? Che paghiamo, allo Sferisterio, in estate? Il riscaldamento che non c’è (e di cui, per dirla tutta, ci sarebbe bisogno, perché là dentro ci si incanala il freddo come in pochi altri posti di Macerata)?
A prescindere dal fatto che la faccenda della copertura dello Sferisterio è stata presentata come possibilità di un concorso di idee di fattibilità (e che pertanto potrebbe anche trattarsi di una copertura semovente), già così – a me pare – dietro l’apparenza di costi irrinunciabili, si nascondono spese in eccesso che potrebbero essere calmierate, in nome del buon senso ed anche in quello dell’esempio degli altri teatri italiani, nonostante gli scellerati tagli proposti dal Governo.