La protesta dei precari,
trecento insegnanti a spasso

Gli incontri in Prefettura e in Provincia
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precari protesta

di Matteo Zallocco

La manifestazione sindacale dei precari della scuola, che si è svolta oggi nel centro di Macerata si è conclusa con gli incontri con il prefetto Piscitelli e nella sala consiliare della Provincia dove i manifestanti e i dirigenti Cgil, Cisl, Uil e Snals del settore sono stati ricevuti dall’assessore all’istruzione, Nazareno Agostini.

“Sono stati incontri formali – spiega Paola Luciani, uno dei referenti del coordinamento precari scuola della provincia di Macerata – e più di tanto hanno detto che non potranno fare e anche se sottoporanno la questione al Ministero e alla Regione non ci hanno dato molta speranza. Credo che valga la pena continuare a far sentire la nostra voce. Chiediamo di fare il nostro lavoro, la soluzione in provincia di Macerata dicono che sia la più critica delle Marche anche se mancano ancora numeri precisi e non è chiaro il modo in cui sono stati fatti questi tagli.
Sono almeno 270 i precari coinvolti nel maceratese e a questo numero comprende le persone che hanno già lavorato almeno un anno. A queste vanno aggiunte persone che non hanno mai lavorato pur avendo fatto la SSIS e il corso di sostegno.

Nella sala consiliare della Provincia i segretari delle varie sigle sindacali e numerosi manifestanti hanno potuto esprimere le rispettive posizioni e valutazioni, in ordine ai minori posti di lavoro previsti per il prossimo anno scolastico in tutto il maceratese. Secondo fonti sindacali si tratterebbe di 163 docenti e 90 unità di personale amministrativo. A seconda della posizione dei vari precari, è emersa una situazione molto variegata e anche le possibili soluzioni – tra cui quella degli specifici ammortizzatori sociali – spesso rischierebbero di produrre effetti non  omogenei e validi per tutti gli interessati. Il dibattito ha toccato anche aspetti relativi al possibile sovraffollamento delle classi, che si verrebbe a verificare a seguito della diminuzione del personale docente, con possibili conseguenze sia sulla sicurezza delle strutture scolastiche, sia sulla qualità del servizio.

L’assessore Agostini ha ricordato come il mondo delle scuola viva da oltre un decennio un periodo di profonda trasformazione, in parte caratterizzata da una serie di riforme successive che non hanno mai riguardato il sistema scolastico nel suo complesso, influendo così negativamente sull’istruzione e sullo stesso sistema di reclutamento del personale. “Una riforma complessiva e duratura nel tempo è pertanto necessaria – ha sottolineato Agostini – e occorre individuare attraverso la concertazione tra istituzioni e parti sociali tutte quelle  soluzioni più utili ad accrescere la qualità dell’istruzione ad ogni livello. Nell’offrire la propria disponibilità e quella della Provincia ad essere parte sul territorio di incontri tra parlamentari, istituzioni locali e organizzazioni sindacali utili a risolvere ogni specifica questione, l’assessore provinciale ha fornito informazioni concrete sui due aspetti che sono di specifica competenza delle Provincia: la sicurezza delle strutture scolastiche superiori e la programmazione della rete scolastica sul territorio. In merito al primo aspetto Agostini, oltre a poter assicurare la qualità degli edifici, ha detto che la Provincia sta già operando in sinergie con i vari dirigenti scolastici per affrontare operativamente ogni esigenza delle singole scuole superiori, in relazione al rispetto della normativa per la sicurezza degli studenti e di quanti operano all’interno della scuola stessa. Circa il “dimensionamento” delle rete scolastica, Agostini ha preannunciato che la Giunta provinciale proporrà al Consiglio di non apportare modifica riduttive per il prossimo biennio rispetto a quanto deliberato lo scorso anno ed ha aggiunto che dall’anno scolastico 2010/11 entrerà in funzione un nuovo istituto, già individuato, ma poi sospeso, cioè l’Istituto per l’istruzione degli adulti che avrà una propria dirigenza, una propria struttura amministrativa e un proprio organico.

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Le stesse criticità sono state precedentemente sottoposte all’attenzione del  prefetto Piscitelli. In primo luogo sono state rappresentate le difficoltà oggettive dei soggetti del “precariato” che  subiscono pesantemente le riduzioni  del numero di ore , oltre che del numero di posti, stabilite dalla riforma scolastica.  In tal senso è stato evidenziato che le prospettive lavorative  sono limitate soprattutto per il mondo giovanile che subisce un rilevante sacrificio nelle proprie legittime progettualità di vita. Altresì, è stato evidenziato come tali categorie hanno acquisito, per espressa disposizione di legge, una elevata professionalità investendo proprie risorse  economiche che non sono ammortizzabili in mancanza di prestazioni lavorative.

Si è  rilevata, inoltre, quale diretta conseguenza, la ripercussione negativa sull’offerta formativa ai cittadini  incidente soprattutto sui corsi  serali per adulti, tra cui un elevato numero di immigrati che rappresentano circa il 20% della popolazione presente nel territorio provinciale, nonché per i diversamente abili che verrebbero privati del sostegno previsto per le particolari condizioni degli stessi.

In ogni caso, più in generale, è stato lamentato un generale impoverimento dell’offerta formativa della scuola pubblica per la necessità dell’accorpamento di scuole e classi,  che provoca un generale aumento  del numero delle presenze di  allievi per singola classe.

In particolare è stata rappresentata una diversa riduzione delle ore e degli organici per la provincia di Macerata rispetto alle altre province della Regione Marche, non coerente con la prevista riforma e le esigenze formative richieste dai cittadini di questo territorio provinciale.

Il Prefetto ha assicurato il proprio interessamento  sia a livello centrale, per evidenziare il generale disagio rappresentato e sollecitare possibili soluzioni, che a livello regionale presso il competente Ufficio Scolastico, per  il riesame dell’applicazione dei criteri di individuazione del monte ore disponibile  e dei posti eventualmente da ridurre.

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Di seguito il contenuto del volantino attraverso cui i precari della provincia Macerata hanno illustrato le loro richieste.

1) Richiediamo un incontro con il Prefetto, con l’Assessore Agostini, con il Provveditorato per discutere e mettere in evidenza la drammatica situazione dei precari della scuola della provincia di Macerata.
2) Vogliamo chiarimenti sui tagli ingiustificati e pesanti effettuati nell’area del sostegno, avvenuti esclusivamente nella provincia di Macerata per quanto riguarda la regione Marche.
3) Vogliamo che le condizioni del contratto di solidarietà siano estese anche a chi ha avuto un solo contratto annuale (10 o 12 mesi).
4) Vogliamo che si attinga prima dalla Graduatoria ad Esaurimento e poi da quella d’istituto, in caso di supplenze, per evitare favoritismi che troppo spesso avvengono nelle scuole nel privato delle segreterie e per rispettare le posizioni di precedenza in graduatoria.
5) Vogliamo che gli organi competenti facciano pressione presso il Ministero per riaprire il dialogo sul mondo scuola contro i tagli indiscriminati e numerosi che impediscono a migliaia di persone e precari di esercitare la propria professione per la quale hanno speso e continuano a spendere energia e denaro in corsi di formazione, specializzazione, master e S.S.I.S.
Intendiamo perciò salvaguardare non solo il diritto al lavoro ma anche quello delle dignità delle persone (ad avere una famiglia, una casa, una stabilità ed una vita normale dopo anni di sacrifici).
6) Vogliamo che i media facciano vera informazione portando tutta l’Italia a conoscenza dell’entità e dell’urgenza del fenomeno del precariato che è diventato un problema sociale (tanto quanto la situazione Fiat, gli operai sulla gru, la crisi delle industrie).
7) Vogliamo informare il ministro Gelmini che la scuola di qualità che dichiarava di voler fare si sta risolvendo in:
–    media di 33 alunni per classe
–    riduzione delle ore del sostegno per i portatori di handicap ( era stato assicurato che non sarebbero state tagliate perché incostituzionale)
–    riduzione dell’orario di discipline fondamentali per la cultura e l’istruzione come l’italiano che rende difficile se non impossibile lo svolgimento dei programmi ministeriali (considerando l’aggiunta di un’ulteriore materia come educazione alla convivenza civile).

8) In una situazione così catastrofica per la scuola pubblica come si può continuare ad elargire fondi per la scuola privata?
9) Vogliamo che una delle istituzioni fondamentali dello Stato Italiano come quella della scuola non sia così vessata e non sia soprattutto oggetto di manovre politiche e finanziarie indiscriminate che propongono come soluzione degli annosi problemi della scuola un licenziamento di massa, visto che la scuola rappresenta e racchiude in sé il presente ed il futuro della nostra Nazione. Riteniamo che gravare il paese già in enormi difficoltà di 57.000 disoccupati sia irresponsabile e scellerato.



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