Check up del “dottor” Capponi
sullo stato di salute della Provincia
Il punto - di Maurizio Verdenelli -

di Maurizio Verdenelli
L’idea forte, stavolta, è la Squadra. Rivoluzionaria rispetto a quella del passato prossimo dove l’idea forte è stata per cinque anni rappresentata dalla figura del Presidente. Che buffo! Se non si sapesse che l’attuale amministrazione della Provincia è di centro destra (mentre quella precedente era di centrosinistra) si penserebbe che i “comunisti” siano proprio Capponi e i suoi. Già, Capponi che rinuncia allo stipendio di consigliere regionale per quello, molto meno importante, di presidente della Provincia. E perdipiù se lo “taglia” del 20%, così come promesso in campagna elettorale. Non è poco, anche se per legge il 10% sarebbe stato in ogni caso decurtato, così come avverrà per quello degli assessori. Un bell’inizio anche se non basteranno i “sacrifici” economici dei suoi amministratori, per ridare tonicità al cuore delle casse pubbliche, un pò “sfiancato”. Così prima di riprendere a camminare (per ora le corse sono “proibite”), la Provincia dovrà sottoporsi ad un check up approfondito all’apparato finanziario. Lo ha annunciato lo stesso Franco Capponi in conferenza stampa, sabato scorso. “Un controllo straordinario, una verifica anche di comportamenti in linea con le indicazioni della Finanza pubblica, al blocco della spesa corrente, al patto di stabilità. Tutto al fine d’accertare lo ‘stato dell’arte’. Tutto ciò insieme con la minoranza nella costituzione di un comitato bipartisan”. Questa è forse la notizia più importante emersa sabato scorso dall’incontro con la stampa, aldilà del taglio dell’indennità, aldilà delle deleghe attribuite a ciascuno degli assessori (assente solo Giorgio Giorgi, per vacanze già prenotate), aldilà dell’interessamento per i casi Pelletterie 1907 e Poltrona Frau, aldilà della ristrutturazione della soc. Sintegra e del Piano Casa che vedrà la Provincia come ente coordinatore “rispettando naturalmente l’autonomia in materia dei singoli comuni” ha detto il presidente della Provincia.

Che ha usato due volte l’aggettivo “devastante” in riferimento a scenari futuri che potrebbero delinearsi nel panorama dell’occupazione (1.700 disoccupati nei primi sei mesi dell’anno rispetto ai 740 dell’analogo periodo del ’98, ha detto il dirigente Mauro Giustozzi anche se negli ulltimi due mesi il trend nero si è un pò attenuato passando da una percentuale del +96% a quella, peraltro sempre poco rassicurante, dell’88%). L’altro “devastante”, Capponi lo ha usato in merito a quello che potrebbe emergere dal riconteggio in atto, con tutti i settori tenuti a consegnare alla nuova amministrazione gli atti precedenti.
Sperando che alla fine nessuna “devastazione” debba emergere e che tutto si risolva in un brutto sogno di “una notte di mezza estate”.
Foto di Mandino Tiburzi.

Prendendo a similitudine il percorso di studi del novello Presidente della Provincia la prima considerazione che salta agli occhi e che, essendo oramai abituato a saltare come un ape da fiore (cioè incarico pubblico, cioè stipendiato da noi cittadini) a fiore (cioè incarico pubblico, cioè stipendiato da noi cittadini), non credo che poi riuscirà facilmente ad abituarsi a tornare ad essere liberò e chissà mai a provare a portare a casa la pagnotta senza prebende politiche.
Oramai abituato alla “cattività” politica (cioè abituato al Palazzo), che a certi livelli rende assai più di un normale lavoro, credo che fuori (dove tutti noi ci sudiamo i nostri soldi) difficilmente sopravvivrebbe, nel mercato del lavoro, senza qualcuno che possa fornirgli cibo e riparo…
Detto questo bisogna anche aggiungere, come scritti in tempi non sospetti, che la rinuncia al seggio regionale val bene una messa.
Innanzitutto, fino ad elezione avvenuta, non si era dimesso cosicché, fosse andata male, avrebbe comunque continuato a percepire il gettone regionale…
Secondariamente è assai più gratificante essere IL Presidente della Provincia, piuttosto che essere un anonimo consigliere regionale e per questa gratificazione si può anche (provvisoriamente) percepire meno NOSTRI denari…. Anche perché non sta scritto da nessuna parte che, chiusa l’esperienza provinciale, egli in futuro non salti su qualche altro fiore (cioè sedia PUBBLICA, cioè da noi pagata) e quindi questa diminuzione di prebende e solo momentanea.
Detto questo vorrei ricordare a lui, ma anche a tutti gli assessori ed ai consiglieri, che loro non solo ci rappresentano ma che soprattutto SONO NOSTRI DIPENDENTI (visto che percepiscono, ed in alcuni casi campano solo, con i soldi pubblici) e che pertanto, essendo nostri subordinati e subalterni dovrebbero smetterla di camminare con la puzzetta sotto il naso e RINGRAZIARCI ogni volta che ci incontrano visto che, grazie ai NOSTRI soldi, gli permettiamo in molti casi di vivere.
Ed essendo NOSTRI DIPENDENTI sarebbe forse il caso che fossero a NOSTRA DISPOSIZIONE (soprattutto Presidente ed Assessori) e che pertanto si mettano bene in testa che le ore dedicate all’incontro con il pubblico (cioè con chi li stipendia) sono un atto dovuto e non un’elargizione.
Per penultimo: perché non si dotano (Presidente ed Assessori) di tesserino magnetico (in cui si possa controllare entrata ed uscite) cosicché, chi gli paga lo stipendio, possa vedere quando e come sono al lavoro.
Per ultimo: non sarebbe male (VITO CHE LE PAGHIAMO NOI) avere anche l’elenco delle telefonate in uscita dagli uffici cosicché si possa controllare quali sono le telefonate che fanno epr lavoro e quali invece sono le telefonate che fanno per cavoli loro (ma pagate da noi)… Che non invochino il diritto alla privacy perché loro hanno, liberamente, deciso di essere dipendenti PUBBLICI e chi li paga (cioè NOI) ha il sacrosanto diritto di sapere come vengono impiegati i propri soldi e cosa fanno questi nostri DIPENDENTI Assessori e Presidenti…
Non condivido gran parte delle cose che scrivi, caro Gianfranco. Ne abbiamo già discusso in passato. Tuttavia hai dimenticato di dire la cosa più importante: il consiglio regionale è in scadenza di mandato e Capponi, tra meno di un anno, avrebbe dovuto ricandidarsi e rivincere le regionali. Lasciare la regione, dunque, non è stato per lui un grande sacrificio…
Dimenticavo: cinque anni fa Silenzi, appena accettata la candidatura a presidente della provincia, riconsegnò le deleghe a D’Ambrosio.
La mia non vuole essere una critica ai commenti ne all’articolo, ma le argomentazioni e le motivazioni esposte non trovano la mia approvazione.
Stiamo percorrendo la stessa impostazione della campagna elettorale, parliamo di cose che non hanno niente di POLITICO e non diamo nessuna soluzione o alternativa alle cose.
Ognuno è libero di argomentare le cose secondo una sua impostazione, ma ritengo che la POLITICA sia un’altra cosa (almeno per il mio modo di pensare) e forse non è un caso che mi sono impegnato fuori dai cori, pur essendo un uomo del PdL o (modestamente tentato) di rappresentare un’altro MONDO, un’altro modo di espore la politica.
Oggi viviamo un PENSIERO UNICO che rischia di travolgere la società, che impone scelte dei poteri forti e degli interessi speculativi, il oramai certo e appoggiato da tutti progetto sull’edilizia e piano casa, Salesiani, Centro commerciale sul Chienti (Corridonia), su Villa Potenza, nonche il più ancora grave per i cittadini il progetto di raddoppiare la linea di incenerimento del COSMARI, la gestione privatista delle discariche. Queste sono secondo il mio parere le vere e giuste problematiche su cui dobbiamo dibattere e trovare una alternativa. Qua non è più solo un fatto di Destra o Sinistra, di Dipietristi o Grillini. Ma la logica perversa di una società sempre e solo più affarista e speculativa che sta travolgendo tutti e tutto nel nome di un libero MERCATO di una società sempre più progressista sempre più schiavizzata al dio denaro e basta.
Non ho la soluzione ma ho la volontà di un”impegno al servizio della politica, del dibattito, del dialogo, per trovare la soluzione.
La polemica è sterile e confacente al potere.
Questo è il mio pensiero, non pretendo che sia la verita, ma su questa impostazione sono pronto a dialogare e fare la mia, nostra parte.
Caro Alessandro,
Come ti avevo già scritto fare il consigliere, l’assessore o il presidente non è un obbligo, ma una libera scelta.
Impegni il tuo tempo e le tue energie nella “cosa pubblica” e per questo vieni retribuito… Retribuito con denari pubblici che derivano dalle tasse dei cittadini.
Quindi sono i citadini che ti pagano, quindi sei un loro dipendente.
Non un dipendente dichi ti ha votato, ma un dipendente di tutti.
E devi essere al servizio di tutti, non solo al servizio della tua parte politica.
Utopia?
Forse, ma io considero lo spendersi nella vita pubblica questo.
Questo mi è stato insegnato, in questo credo.
Forse sono uno sciocco o un ingenuo.
Caro Sig. Quattrini,
personalmente non ho mai sopportato i politici, anzi i politicanti, di professione sia che fossero di destra che di sinistra.
Per me impegnarsi in politica ha sempre significato mettersi al servizio della gente, per un periodo limitato non certo “a vita”.
Certo ci si può impegnareper tutta la vita, perchè la passione può durare per tutta la vita.
Ma se l’impegno è solo saltare da una poltrona (retribuita) all’altra, lasciando dietro di se poco o nulla, mi sembra che sia un chiarissimo segnale che alcuni politici vivono escdlusivamente di politica (solo perchè le poltorne sono retribuite, solo perchè altrimenti farebero la fila alla caritas) ed è questo sbagliato perchè, alla fine, per loro è più importante la poltrona piuttosto che quella che quella poltrona rappresenta.
Lei ha perfettamente ragione quando dice che bisogna tornare a parlare di politica, del Consmari, della lottizzazione dei Salesiani, delle discariche date in mano ai privati (fonte di reddito grandissima e, non a caso, spesso anche fonte di bustarele per i politici).
Ma tali problematiche devono essere affrontate senza steccati ideologici e soprattutto da persone che vogliono fare politica per il bene della gente, non per il bene del proprio partito o dei propri amici.
Purtroppo da noi l’etica e lamorale inpolitica non sono un biglietto da visita ma spesso solo zavorra dicui bisogna disfarsi velocemente per fare gli interessi del gruppo, degli amici, degli intrallazzatori.
Io non sono uno di quelli che dice che i nostri aministratori debbano avere uno stipendio da fame; anzi sono anche per aumentarlo lo stipendio: lavorano per noi ed è giusto che siano benretribuiti…. Ma devono lavorare per noi.
E chi si dimostra inetto ed incapace (anche negi uffici,anche tra i dirigenti) va mandato a casa…
Forse sogno una società così ideale che non prevede “miserie umane” e quindi fuori dal tempo e dallo spazio…
Forse basterebbe semplicemente pensare più agliinteressi diffusi e non solo ai piccoli interessi di bottega, di cordata, di partito.
Lo so forse chiedo troppo e probabilmente sono io ad essere fuori dal tempo e dallo spazio: ma se devi volare mira alle stelle, non accontentarti della luna….
Sono davvero contento! Non sarà (anzi proprio non lo è!) il migliore, nè il più discreto dei miei pezzi questo che ha avuto l’onore e il piacere dei commenti di quelli che considero veri amici: Gianfranco, Alessandro e Tonino. Permetettevi di chiamarvi per nome visto che siamo tutti legati a principi tanto condivisibili quanto poco esercitati come il libero scambio delle opinioni, la libertà d’espressione e sopratutto la partecipazione. Molti sussurri (sotto le logge) e pochissime grida abbiamo a Macerata e dintorni! Non ho niente da aggiungere a quello che avete scritto: anzi considero le vostre opinioni come postfazioni al mio articolo e le sottoscrivo, anche se naturalmente (anzi proprio epr questo!) controverse.
Ai prossimi commenti, amici!
Mi permetto di reintervenire sul tema.
Non intendo criticare o rispondere ad alcuno, ma per precisare alcune differenziazioni di base.
Per me ogni persona svolge attività politica, lo facciamo ogni mattina quando ci alziamo ed andiamo al lavoro, (politica economica per garantirci un’entrata e di conseguenza programmare uscite, per migliorare o almeno cercare di farlo per noi e per chi ci sta vicino,ecc. ecc.) quando ci relazioniamo nel sociale, nel tempo libero.
Lo facciamo quando ci rechiamo a votare e determiniamo con le nostre scelte le deleghe a chi deve amministrare il pubblico.
Non confondiamo la politica con il partito, il partito non è politica, ma un contenitore ( ed attualmente non vedo altra organizzazione per l’attuale sistema sociale), cosi come, per ognuno di noi, è la famiglia, l’ufficio, la fabbrica.
Ma soprattutto il punto che desta più incomprensione fra noi è il pensare la politica come un lavoro.
La politica (secondo il mio pensiero) non è un lavoro, altrimenti avrebbe ragione i comportamenti che vengono criticati, (ognuno deve difendere il proprio lavoro e garantirselo nella stabilita economica ed è in base a questo ragionamento che legittimiamo il cambio di poltrona, oggi in regione domani in provincia, poi in qualche consiglio di amministrazione). Ma la politica non è questo. La politica è servizio sociale è confronto per il bene pubblico, che poi chi è chiamato a gestire il governo debba avere riconosciuto un sostegno economico è condivisibile e giusto, ma non dobbiamo dare le regole del lavoro.
Non è questione di contratto a tempo determinato o indeterminato o a progetto. Anche perchè è sempre auspicabile il lavoro a tempo indeterminato, ma in democrazia, per gli amministratori pubblici sarebbe la più nefanda delle soluzioni.
Mi scuso per la scarsa chiarezza dei temi, ma parlare di queste questioni (ideologiche) non basterebbero anni.
Ma ho iniziato a far politica, come egni persona, nel momento in cui sono nato e faro politica fino all’ultimo respiro, molti continuano a rappresentarla anche dopo la DIPARTITA da questo mondo.
Spero che su argomenti specifici si possa trovare un’unità di intenti e una proficua operativita per quello che tutti chiamiamo BENE COMUNE.
A Maurizio Verdenelli voglio dire grazie a te e al giornale per l’opportunità di esprimere i pensieri e le idee. Un servizio politico al servizio della politica aperto a tutti.
Grazie.
Caro Sig. Quattrini,
Non voglio dilungarmi sul concetto di politica e di come questo concetto sia stato interpretato/studiato/spiegato/compreso/insegnato e quindi, chi volesse, potrebbe fare riferimento per una somma spiegazione a http://it.wikipedia.org/wiki/Politica con tutte le voci correlate di riferimento.
Io non credo che vi sia in politica “un uomo buono per tutte le stagioni” per cui non ritengo possibile che vi siano “uomini pubblici“ (che saltano da un incarico all’altro, da una poltrona all’altra) in prima linea anche per 20 anni, 30 anni, addirittura 40 anni…
Uomini pubblici che avevano 20 anni ed ora ne hanno 60 e sono sempre li, cambiando formule di governo, alleanze, amicizie…
(tra l’altro chi è da 30 anni in politica “attivo” ha, anche lui, contribuito allo SFASCIO del Paese, indipendentemente dagli incarichi e dal Partito)
Da tutte le parti si invoca un ricambio della classe dirigente, una pulizia perché nelle stanze ci sono troppi fetori…. E quando qualcosa cambia in realtà è solo perché il padrino ha lasciato il posto al suo fedele galoppino (ma il padrino da dietro tutto ancora controlla tutto ancora decide).
Un adagio popolare dice che “si nasce incendiari e si muore pompieri”, questo perché la spinta al cambiamento non dura tutta la vita, poi ci si adagia, poi (dopo aver lottato tanto per emergere) non si vuole mollare la poltrona.
Ecco perché dopo un po’ d’anni, a mio avviso, l’uomo pubblico dovrebbe tornare al privato, abbandonare la poltrona e, a volte, dimostrare che anche di suo sa vivere…
Un esempio di come poi ci si ancori a vecchie formule, a vecchie visioni è dato dal ritornello dell’asse Macerata/Civitanova: 20 anni fa si parlava della “città dei centomila abitanti”, oggi di “città diffusa”… E’ lo stesso vecchio concetto, la stessa vecchia idea che viene soltanto imbellettata quando la società intorno, rispetto a 20 anni fa è profondamente cambiata.
A Macerata sono le stesse persone che, da 30 anni (ultimamente agendo attraverso i loro galoppini o i galoppini dei loro galoppini), gestiscono tutto, tutto fanno tutto disfano.
Persone legate a doppio filo ai palazzinari che, a loro volta, sono legati a doppio filo alle “associazioni di uomini liberi”… L’oltre il MILIONE di metri cubi edificabili sono li a dimostrarlo.
Per allargare il discorso e non limitarsi solo a Macerata, perché il discorso è complesso e generale…
…..Sono decenni che oramai buona parte della politica di molti Comuni, soprattutto quella edile, viene fatta fuori dal Palazzo Comunale e, spesso, la maggioranza ed l’opposizione (anche a ruoli invertiti) sono d’accordo ((((((e poi fanno finta di essere su posizioni diverse in Consiglio oppure, che è ancora peggio, pezzi di opposizione corrono in aiuto della maggioranza, quando serve))))))).
Sono così tanto d’accordo che i terreni (fino a ieri agricoli o a verde pubblico, magari anche con vincoli paesaggistici ed ambientali) diventano edificabili… E poi si scopre che tali terreni edificabili sono riferibili a parenti, amici, mogli, amanti o, peggio, sono terreni di coloro che hanno “aiutato” la tua corsa alla poltrona.
Se ci fosse un generale azzeramento dell’attuale classe politica (cioè se per Grazia Divina venissero oggi mandati a casa tutti i Sindaci, tutti gli Assessori, tutti i Presidenti, tutti i membri di aziende statali e parastatali, tutti i Parlamentari e i Ministri ed i Sottosegretari) e al loro posto venissero scelte, a caso, tutte persone tirate fuori dall’elenco telefonico sono convinto che, SE ANDASSE MALE, farebbero come coloro che oggi sono sulle poltrone.
SE andasse male, perché PEGGIO DI COME SIAMO MESSI ADESSO è impossibile….
…….Cioè ci sarebbero altissime probabilità che centomila persone scelte a casaccio e messe a fare i Sindaci, Assessori, presidenti e Ministri farebbero MEGLIO di quanto fanno oggi i nostri “uomini pubblici” più interessanti alle poltrone che al bene comune della popolazione
Non ho mai parlato di uomo pubblico e uomo privato, ma di UOMO.
Non riesco a capire come sia possibile differenziarlo, quello che non va bene a Lei al 51% invece va bene. Cio che non va bene a me all’altro 99% va bene. Questo è stato il risultato alle provinciali.
Ma questo cosa vuol dire, che il 99% o il 51% ha ragione (forse) ma non è detto. A leggere il Suo intervento poi ci capisco ancora di meno, Perchè chiedo scusa ma qual’è la proposta e la via da seguire? Se questa democrazia non va come dovrà essere?
La democrazia ha le sue regole, condivise da tutti (almeno spero). Il confronto, il dialogo fra le persone può creare politiche condivise (almeno a maggioranza).
Dalla Sua critica non riesco a cogliere quello che si pensa di fare.
Ma sicuramente è un mio limite di comprensione.
Comunque (da parte mia) chiudo qui questo batti e ribatti, prima di annoiare senza rimedio, Ma disponibile a ogni iniziativa e confronto con le persone oltre ogni opinione o appartenenza.
Caro Sig. Quattrini,
Alle Provinciali (per mille motivi che non sto qui a spiegare perchè altrimenti diventerebbe un elenco noioso e lungo) è il centro-sinistra che ha perso: ed è una sottile differenza non da poco.
Con un altro tipo di campagna elettorale (e forse con una minore boria dell’uscente e di tutto il suo staff) un candidato, che aveva già perso 5 anni fa, sarebbe stato probabilissimamente sconfitto.
Ma non è questo il punto.
Io sostengo che abbiamo, fatte le dovute eccezzioni (perchè i galantuomini ci sono sempre), la peggiore classe politica dell’universo.
E non da oggi la manipolazione della popolazione fa acquistare o perdere migliaia di voti.
Chi controlla la TV e la carta stampata ha un megafono (che usa 365 giorni l’anno)pubblicitario senza precedenti: non a caso in tutto il Mondo un soggetto che ha una posizione dominante nell’editoria NON può candidarsi, meno che ovviamente in Italia.
E non può candidarsi non perchè sia antipatico, ma solo perchè condiziona pesantemente l’elettorato: basta andare a leggersi qualche passo del mein kramp (in cui Hitler spiegava come controllare l’opinione pubblica attraverso la propaganda ed i giornali) per comprendere come con TV e giornali (servili) l’opinione viene pesantemente condizionata per il voto.
Sono 20 anni che l’italiano medio viene instupidito volontariamente dalla TV (anche pubblica): non è un caso che solo da noi si modificano a piacimento le leggi (il falso in bilancio oramai è “finanza creativa”) per uso e consumo proprio e si fa finta di nulla in quanto si devia l’attenzione del pubblico su Corona, sul vincitore del Festival di Sanremo o su Kaka che passa al Real Madrid….
Oggi evadere è diventato “un merito”, fregare il prossimo una virtù….