Da Macerata a Loreto
con il cuore in Abruzzo

di Alessandra Pierini
Terremoto in Abruzzo, crisi economica e questione giovanile: sono questi i temi che ricorrono in questo 31° Pellegrinaggio Macerata Loreto, sono questi gli argomenti protagonisti degli interventi che, come prevede da anni la formula del pellegrinaggio, si sono avvicendati sul palco prima della funzione religiosa. Moltissimi i pellegrini e i volontari impegnati, complicatissima la macchina organizzativa, eppure si ha la sensazione di una versione più sobria rispetto al passato. E’ il Sindaco Meschini il primo a portare il suo saluto, l’ultimo da Sindaco della città: “Per essere qui questa sera ho rinunciato ad un viaggio in Cina per i festeggiamenti in onore di Padre Matteo Ricci. Il mio plauso va agli organizzatori che riescono ogni anno a legare aspetti della vita di tutti i giorni con il pellegrinaggio così che ognuno ne riceva lo stimolo per un’esperienza unica di vita e di fede.” Pochi gli interventi sul palco. Dopo i canti provenienti dalle varie regioni, arriva l’omaggio alle popolazioni d’Abruzzo con la presenza dell’Arcivescovo di L’Aquila, Monsignor Giuseppe Molinari e Marco Gentile, dirigente di un’azienda abruzzese. “Venendo qui pensavo – esordisce Monsignor Molinari – che se anche ognuno di voi regalasse all’Abruzzo anche solo 100 euro sarebbe per noi un dono enorme. Vi chiedo ancora meno: questa notte ognuno di voi dica solo una “Ave Maria” per L’Aquila, perchè nonostante il dolore la nostra gente continui a perseverare nella fede.

Tocca a Monsignor Giuliodori l’onore di leggere il messaggio beneaugurante del Papa Benedetto XVI ai pellegrini e di salutare il Cardinale Sepe, scelto come officiante della celebrazione: “Siamo vicini ai cittadini d’Abruzzo con le opere e con il nostro affetto – ha sottolineato Monsignor Giuliodori – speriamo di portare sollievo a questa terra che è stata scelta quest’anno per essere attraversata dalla fiaccola della Pace partita dal Vaticano e giunta questa sera qui a Macerata.”
Il Cardinale Crescenzio Sepe, nella sua omelia, si entusiasma di fronte alla folla dei pellegrini e parla come fosse tra di loro: ” Siamo pellegrini, non vagabondi, siamo desiderosi di raggiungere un fine e una meta. Quanto migliore sarebbe il mondo se tutti fossimo mendicanti di verità, pace e giustizia! Sono i giovani l’espressione vera dello spirito di questo raduno mariano, per la freschezza dei loro sentimenti, per l’acume e la curiosità, per la volontà di arrivare ad un traguardo. Quanto facciamo per i giovani? – si interroga – Provo tanta amarezza per le aspirazioni soffocate e per le promesse non mantenute.” Qualcuno dice che il dialetto è la lingua del cuore e sicuramente il Cardinal Sepe mette il cuore in quel “A Maronna v’accompagni” esortazione con cui conclude la sua omelia. E dietro la croce benedetta si ripete ancora una volta il miracolo del popolo mariano che si riunisce nel cammino di fede e illumina il buio della notte con la luce dello spirito.
Moltissime le autorità religiose e civili presenti a salutare la partenza. A pochi giorni dalle elezioni, tra i pellegrini anche Franco Capponi, neopresidente della Provincia di Macerata,Antonio Pettinari, suo prode e anche Giulio Silenzi che conferma il suo appuntamento col pellegrinaggio, diventato per lui consuetudine.
