Graziano Chiodi racconta
il Tenente Colombo

di Maurizio Verdenelli
Ormai nel buio profondo dell’Alzheimer, lui non ricorda più neppure il personaggio che l’ha reso celebre nel mondo. Anche in Italia dove il leggendario Tenente Colombo dell’omonima, popolarissima serie tv, è “quasi di casa”, si segue con commozione il dramma umano di Peter Falk, 81 anni. Tuttavia il celebre attore americano è qualcosa di più, un vero amico, per un maceratese doc: Graziano Chiodi, 45 anni, ristoratore originario di San Severino Marche. Graziano ha conosciuto il Tenente Colombo a Los Angeles, al 2002 di Sawtelle Boulevard dove aveva aperto il proprio locale “Dado” divenuto punto di riferimento dello star system hollywoodiano. “Subito dopo il Duemila, sono stati anni meravigliosi” ricorda Chiodi…
Com’è avvenuto il suo incontro con il Tenente Colombo?
“Aveva sentito parlare del mio ristorante, che era frequentato da Barbra Streisand e da attori di spicco della serie Happy Days (“Spadino” ed altri), e voleva assaggiare la prediletta cucina italiana…”.
Come andò?
“Benissimo. Peter Falk diventò da subito ed assolutamente un habituèè del Dado. Accadde poi che molti suoi ammiratori divennero clienti del locale solo per conoscere di persona il Tenente Colombo. E Peter, a differenza della riservatissima Streisand (che si faceva tenere sempre libero un tavolo appartato per lei e lo staff) passava da un gruppo di ospiti all’altro a chiacchierare, firmare autografi con grande disponibilità: un carattere veramente ‘italiano’. Lui era easy and friendly: semplice e alla mano.

Com’era con lei?
“Aveva un rapporto speciale. Dalla cucina, en plein air, lo vedevo arrivare con la sua splendida Range Rover nera, in compagnia di amici ed amiche che se lo coccolavano. Teneva molto al look, a differenza del Tenente Colombo…. Un look sportivo, ma di grande ricercatezza. Niente impermeabile sdrucito, e sopratutto, come dicevo niente auto scassate ma meravigliose fuoristrada. Amava molto i maglioncini beige, con pantaloni dal colore combinato e scarpe bellissime: italiane naturalmente…”.
In cucina…
“Una gran pacca sulle spalle, ed ecco Peter! ‘Come va, Graziano?!’ e poi la classica, per lui, battuta dove univa humour, affabilità ed amore per i cibi e i prodotti italiani. Cominciava a passare in rassegna tutti gli alimenti, le verdure, gli ortaggi, a cominciare dai pomodori, e il pesce che prediligo nel cucinare. Chiedendomi: ‘Tutto questo è italiano… vero’. E scherzando:’L’hai comprati in Italia stamattina??’. Prodigo di elogi, s’informava su tutto e mostrava di amare molto il nostro Paese. Venire da me era per lui, seppur soltanto per un’ora, fare un po’ una capatina in Italia”.
Poi?
“Poi si tuffava letteralmente nelle sale, tra gli altri ospiti che lo adoravano. La predilezione del popolare Peter Falk per ‘Dado’ era diventata ormai così nota che i giornali di Los Angeles dedicavano ormai attenzione anche per questo momento privato della vita del grande attore. Conservo ancora gli articoli, a casa. Io stesso ho avuto l’opportunità di fare cinema, sostenendo provini. Che però, anche per una mia finale resistenza, non hanno avuto seguito”.

Il menù di Peter Falk?
“Per cominciare, pappardelle con filetti di pomodoro, basilico ed aglio. E pepe. Poi, come secondo, un piatto tipicamente americano che non viene molto praticato nelle cucine italiane: Bacon salade. Molta pancetta, insomma, in insalata. E spinaci. Sì, come Bracciodiferro… Leggendo ora di quello che sta accadendo a Peter, mi sento davvero triste pensando a quando, pochi anni fa, era ancora nel pieno della sua splendida vita e come lui fosse allegro, generoso ed amabile: easy and friendly”.
Da un anno, Graziano Chiodi delizia i palati in un ristorante -“Mamma Rosa” in contrada Divina Pastora a Tolentino- che domina la vallata del Chienti e il magico castello della Rancia, a due passi dall’Abbadia di Fiastra. Mamma Rosa è proprio sua madre Rosa (nata Matteucci), la sua unica assistente in cucina perché Graziano, da artista, ama lavorare da solo (in sala c’è la sorella Daniela, sposata Galassi, a completare lo staff familiare) così come da solo cucinava al ‘Dado’ le pappardelle a Peter, il tonno alla griglia a Barbra e il riso mantecato al pesce a ‘Spadino’ e agli altri di Happy Days. Giorni felici in America, per Graziano “L’Americano”.
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Nelle foto (di Genesio Medori):
1) Graziano Chiodi con Lucio Biagioni, capo dell’ufficio stampa della Giunta regionale dell’Umbria, enogastronomo e regista televisivo per il Gambero rosso, per il quale ha prodotto il Pranzo di Natale 2008.
2) Graziano Chiodi con (da sinistra) l’autore dell’intervista, Maurizio Verdenelli; Lucio Biagioni; la madre Rosa e la sorella Daniela nella cucina del suo ristorante a Tolentino.