L’onorevole Cesa: “Il Modello Treia
va esportato in tutte le Marche”
Verso le elezioni provinciali

“Giù la piazza” a Treia, stavolta, sono in tre con buona pace di Dolores Prato. Alle spalle la celebre fontana e il busto del papa, “mitragliato” dai clic dei fotografi c’è Lorenzo Cesa a “legare” come un antico sensale, le mani dei due politici più in vista della città: Franco Capponi ed Antonio Pettinari. Il primo, consigliere regionale, candidato alla presidenza della Provincia di Macerata; il secondo, segretario regionale dell’Udc, capogruppo provinciale, timoniere della grande svolta: l’accordo Pdl-Udc per la Provincia. L’aveva detto dieci giorni fa Mario Tassone, il vice di Cesa. L’ha ripetuto lui stesso, il primo segretario nazionale di uno dei partiti (tra quelli resi noti, off course) che partecipano al voto, a venire finora nel Maceratese. “Tonino mi ha letteralmente bombardato ed alla fine abbiamo detto sì a questo accordo di programma con il Pdl” ha affermato Cesa nel corso di una conferenza stampa tenuta nella mediateca cittadina, dopo essersi concesso volentieri ai fotografi in compagnia dei candidati al Comune nella sede dell’Udc che si affaccia sulla celebre piazza resa immortale dalla Prato. E che ha colpito favorevolmente pure Cesa. “Che splendida giornata! –ha esclamato- iniziata così bene in una piazza meravigliosa, in una città che non conoscevo. Se questo è il Modello Treia, merita davvero d’essere esportato in tutte le Marche”.
Il riferimento è ai rumores dei competitors e ad un volantino un po’ greve di una lista collegata che –ha segnalato Pettinari- direbbe all’incirca “Basta con Treia!”. “E grave che scriva così –ha continuato il segretario Udc- mettendo una città contro l’altra, solo perché Capponi ed io apparteniamo allo stesso comune. Tuttavia se il Modello Treia vuol dire, com’è effettivamente, buon governo, sana amministrazione, ebbene venga questo Modello. Così come il Modello Civitanova e di altri comuni, senza far distinzione al colore. Vero, Lorenzo?”.

Guadagnatosi l’assenso dell’on. Cesa (“anche noi di Arcinazzo, non ce la caviamo proprio male…”), Pettinari che è candidato al collegio di Treia, ha detto di sentirsi “onorato ed orgoglioso” della propria appartenenza ad una comunità che coniuga rispetto della storia attraverso la valorizzazione del centro storico e progresso nel lavoro come testimoniato dall’area industriale, una delle più rilevanti della provincia.
Da parte sua, il sindaco Luigi Santalucia –che si appresta a chiedere riconferma del mandato- ha addirittura espresso “gratitudine” al segretario nazionale dell’Unione di Centro perché ha consentito, con l’alleanza al Pdl, la pax tra i due leaders politici, cresciuti in casa.
Un antagonismo –ed è questa la nota del cronista- messo a tacere probabilmente dal superiore interesse ad innalzare un deciso sbarramento alla rielezione del presidente uscente Giulio Silenzi.
“Non è stata una fusione a freddo –ha detto da parte sua Capponi- e non si è trattata di una mera sommatoria, ma di un moltiplicazione di energie propositive”.
Cesa, nel suo intervento, ha lanciato la candidatura di Luca Marconi alle Europee (“Luca è il mio più stretto collaboratore nei rapporti con la Chiesa italiana”) e ha raccomandato di mettere al di sopra di tutto persona e famiglia, lodando il programma concreto di Capponi. “Epperò il Maceratese
Ha davvero un grande bisogno di opere, infrastrutture, e di una politica del fare cose presto realizzabili per colmare un gap sopratutto nella viabilità che penalizza il territorio. La provincia di Macerata appare vicina geograficamente al centro Italia ma in realtà non è poi così a causa dei disagi evidenziati da vie di comunicazione datate secoli fa”.
(Foto di Genesio Medori)
M.V
Digitando CESA su wikipedia si trovano notizie interessanti…
http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Cesa
La condanna per corruzione
A partire dal 1993 ha avuto un processo intentato per concussione, accusato dai magistrati romani di aver riscosso una tangente di trecentomila euro per conto del ministro dei Lavori Pubblici Gianni Prandini, subendo per questo in quell’anno un periodo d’incarcerazione, dopo alcuni giorni dall’ordinanza d’arresto. Inizialmente Cesa si sottrasse all’arresto, dal 6 all’8 marzo 1993, rimanendo due giorni in latitanza per poi consegnarsi spontaneamente al pubblico ministero.
Nelle fasi del processo ha ammesso il verificarsi del fatto, dichiarandosene però estraneo, in quanto i soldi non sarebbero stati destinati a lui ma a Prandini, all’epoca ministro dei lavori pubblici e presidente dell’Anas e all’ingegner Antonio Crespo, direttore generale dell’ente.
Cesa dichiarò di aver ricevuto […] delle contropartite politiche da parte del ministro che sovvenzionava le nostre iniziative politiche.”: il GUP riconobbe l’ “ampia confessione dei fatti contestati”. [1]
Il 21 giugno 2001 è condannato in primo grado, insieme ad altri responsabili, a 3 anni e 3 mesi di reclusione per corruzione aggravata. Con lui, Prandini riceve una condanna a 6 anni e 4 mesi e a Crespo vengono dati 4 anni e 6 mesi. Le imputazioni confermate riguardano 750 miliardi di lire in appalti truccati, che hanno fruttato agli interessati 35 miliardi di lire in tangenti tra il 1986 e il 1993.
La Corte d’Appello ha annullato l’anno seguente la sentenza per aver riscontrato una incompatibilità del Gip: il Tribunale dei Ministri (assegnato per via del coinvolgimento del ministro Prandini), non può sostenere il ruolo accusatorio e deve restituire la causa al Gip di Roma, il quale dichiara gli atti del 2005 come “inutilizzabili” e dispone il “non luogo a procedere”. Intanto, subentra la prescrizione del reato grazie alle modifiche alla legislazione attuate dal Governo Berlusconi.
Le indagini per truffa all’Unione Europea ed associazione a delinquere
Nel marzo 2006 è stato nuovamente indagato dalla procura di Catanzaro per truffa e associazione per delinquere,nell’inchiesta denominata “Poseidone”: l’accusa riguarda cinque miliardi di lire truffati all’Unione Europea tramite una società fantasma, la Spb Optical Disk Srl, di cui era comproprietario con il ANAS Giovanbattista Papello e Fabio Schettini, capo della segreteria di Franco Frattini.
Proposte politiche
Ha destato reazioni critiche la proposta (seguita alla vicenda che ha visto il deputato Cosimo Mele coinvolto con delle prostitute) di istituire una specie di “indennità parlamentare contro le tentazioni” in modo che i parlamentari, spesso lontano dalla famiglia per motivi di lavoro, possano ottenere un ulteriore contributo finanziario per fronteggiare i costi del trasferimento a Roma dell’intera famiglia[4] [5], mentre nessun commento o proposta politica verrà in merito al coinvolgimento di altri deputati dell’UDC in questioni di droga, ad esempio con l’inchiesta del 2003 su cocaina e squillo nella Roma bene dove è emerso il deputato dell’UDC Giuseppe Galati come assuntore abituale di sostanze stupefacenti.