Cosa pensano i maceratesi
di Padre Matteo Ricci?

di Tommaso Venturini
Cosa pensano i cittadini maceratesi sulle celebrazioni dedicate al quattrocentenario dalla morte di Padre Matteo Ricci? Questa è stata la prima domanda che CM si è fatta all’inizio della collaborazione con l’Istituto Matteo Ricci: la risposta la troveremo nei prossimi mesi, grazie ad una serie di mini-interviste fatte in città su campioni di persone differenti per età, sesso ed occupazione, con le quali potremmo anche istituire un sondaggio permanente sulla vicenda.
Questa settimana proponiamo un primo assaggio con interventi raccolti negli ultimi giorni in città. A tutti gli intervistati abbiamo domandato se fossero al corrente dei preparativi che nel 2010 porteranno alla celebrazione dei 400 anni dalla morte dell’ “uomo strano” e se reputano importante per Macerata la figura ricciana.
Ne è uscito un profilo abbastanza omogeneo e comunque positivo, soprattutto per quanto riguarda l’importanza storica della figura, che dovrebbe garantire l’afflusso di turisti dall’Italia e dall’Estero. La pensa così Ettore, studente universitario di 23 anni, che spiega come “per la città una celebrazione del genere può essere un trampolino di lancio dal punto di vista culturale. Troppe volte alcuni progetti sono stati lasciati a metà e a pagare alla fine sono stati i cittadini maceratesi, soprattutto quelli vicini alla cultura. Spero che le polemiche degli ultimi mesi non rovinino anche un evento importante come questo: sarebbe un vero peccato”.
Anche Anna, insegnante di 53 anni, definisce “positivo il contatto tra il mondo della cultura e la città. D’altronde Macerata è stata da sempre fonte di cultura e da insegnante mi auguro che Padre Matteo Ricci possa portare nel nostro territorio un buon numero di turisti. Ho letto sui giornali della mostra permanente dedicata a Padre Matteo Ricci: ecco quella potrebbe essere una buona occasione per organizzare in città delle giornate culturali per le scuole, partendo da quelle di Provincia per arrivare a quelle fuori Regione”.
Secondo Martina, commerciante di 35 anni, il progetto “è da considerarsi buono in tutte le sue forme, sia per quanto riguarda il flusso turistico che può portare, sia per ricordare una figura troppe volte trascurata. Secondo me anche negli ultimi anni non si è dato il necessario spazio ad una persona che è riuscita con il suo carisma a sorprendere un mondo notoriamente chiuso, come quello cinese”.
Un po’ scettico è sembrato Roberto, professore di 43 anni, che ritiene “troppa l’enfasi che si è creata sulla celebrazione dei 400 anni dalla morte di Padre Matteo Ricci. Sono convinto che sia giusto proporre una celebrazione più sobria e non sbandierata quotidianamente sulle pagine dei giornali. Credo anche che i politici nostrani ci stiano mettendo del loro per sollevare polveroni studiati a tavolino per far notizia”.
La signora Elisa, casalinga di 57 anni, ricorda che “troppe volte si è parlato di grandi celebrazioni a Macerata, per altre figure di spicco, ma alla fine si è risolto in un nulla di fatto. Mi auguro che questa volta sia diverso, almeno per ricordare una figura comunque importante, anche se è vissuto pochi anni nella nostra città”.
L’imprenditrice trentasettenne Pierina si dichiara “digiuna sulla vicenda. Apprendo solo ora delle celebrazioni del prossimo anno su Padre Matteo Ricci: pur non essendo una grande studiosa e non conoscendo nel dettaglio la vita e le opere ricciane credo che per la città possa essere una buona opportunità di visibilità. Anche per una persona come me potrebbe essere utile conoscere le opere ed il mondo di Padre Matteo Ricci”.
La butta sul politico Mario, artigiano di 48 anni, che sottolinea come “ancora una volta l’Amministrazione Comunale non ha saputo far fronte ad un impegno serio ed importante riguardante un personaggio storicamente importante per la città. Spero che il prossimo anno la nuova giunta possa dare slancio a tutte le attività che culturalmente possano arricchire Macerata, anche se ne dubito fortemente”.
Infine un giudizio positivo viene da Carlo, commerciante di 43 anni, che dice: “Pur non conoscendo bene le dinamiche del progetto, credo che sia interessante proporre una figura legata comunque all’antichità in una veste moderna: io ho una figlia di 10 anni e sarei contento di portarla a visitare il museo di un nostro conterraneo che così tanto bene ha fatto in passato. È un motivo di crescita globale, non solo dal punto di vista culturale”.
E voi cosa ne pensate?
Matteo Ricci ha trascorso quasi tutta la vita lontano da Macerata.
Solo per caso è nato qui ma non ha inciso minimanete nel tessuto cittadinoo, sociale e politico (del suo tempo).
Figura importante per il cattolicesimo in Cina, semisconosciuta per i cattolici del resto del Mondo.
E fino a pocho tempo orsono anche semisconosciuta per tantissimi maceratesi.
Poichè le celebrazioni, per convenzione, si celebrano nella città di nascita ecco perchè avremo cerimonie, incontri e discusisoni.
Non perchè Matteo Ricci abbia lasciato qualcosa dietro di se a Macerata…