Dipinto del Duce:
“Aiuti per il restauro”

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di Beatrice Cammertoni
Sì al restauro, no a considerare il recupero del dipinto del Duce a cavallo una questione ideologica. L’onorevole Giulio Conti e l’architetto Gabo Bonifazi hanno convocato oggi una conferenza stampa per ribadire le posizioni assunte in merito alla questione che vede protagoniste l’opera di Ciarlantini e la città di Corridonia.
Il dipinto assume un grande valore artistico, culturale o soprattutto storico, moltissime persone di ogni parte politica ne auspicano il restauro. D’altronde il Palazzo degli Studi, quello del Mutilato e non solo risalgono a quel periodo storico. Secondo questa logica andrebbe cambiato anche il nome di Corridonia. Il Sindaco di Predappio è di sinistra, tuttavia ha fatto della casa di Mussolini un museo. Anche il dipinto potrebbe diventare un’attrazione, vuoi per l’interesse o anche per lo sdegno che accompagna il ricordo di quel periodo storico.” Così Giulio Conti commenta la vicenda finita anche all’attenzione delle cronache nazionali. “Il sindaco Calvigioni ha avviato lo stanziamento di una quota pari a 80.000 euro per il restauro, a mio avviso ne servono di più e comunque qualora i fondi non siano sufficienti a recuperare tutta l’opera si potrebbe partire dalla parte centrale e rimandare il resto della superficie a quando Corridonia potrà permetterselo. Il comune dispone di molte risorse, può predisporre un finanziamento in più anni.”

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L’architetto Bonifazi è membro dell’associazione culturale “Ville da vivere”e si occupa da diverso tempo di beni culturali. Egli segue ormai da anni le vicende del dipinto di Corridonia ed è fermamente convinto del suo valore artistico. “Corridonia non è una città fondata dal fascismo, ma può considerarsi “rifondata”, in quanto ha subito un intervento urbanistico non indifferente. Si pensi in particolare alla piazza. Si parla di restaurare il dipinto non recuperando la testa del Duce, parte andata particolarmente in malora. Non è un caso di lacuna in questo caso, il restauro può essere integrale, abbiamo la documentazione necessaria. Mi auguro che le istituzioni che si occupano di beni culturali intervengano, perché a mio avviso non restaurare integralmente vorrebbe dire mantenere un atteggiamento di falso pudore .”
Per quanto riguarda il finanziamento dei lavori l’architetto prosegue: “Mi auguro che possano intervenire anche enti culturali e industrie, o che i privati avviino una sottoscrizione. L’opera è densa di simboli e significati da scoprire che l’Accademia delle Belle arti e l’Università di Beni Culturali potrebbero approfondire.”
Quello infatti che viene fatto alle istituzioni culturali del nostro territorio è un vero e proprio appello. “Ci auguriamo che contribuiscano a che questa questione sia risolta in modo positivo. Corridonia potrebbe divenire un centro culturale pari a Latina ed a altre città segnate dal periodo fascista e costituire una risorsa anche economica”.


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