Montelupone, rush finale
per la promozione

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di Eros Mandolesi

Nel girone E di Seconda categoria a tre giornate dal termine del campionato, l’U.S.D. Monteluponese, dopo una rincorsa durata 27 partite, completa la sua opera conquistando il primato solitario in classifica. Una cavalcata molto lunga che a tre ostacoli dal traguardo accreditano la compagine giallorossa, come i favoriti alla promozione diretta in Prima categoria. Sarebbe un risultato storico per un paesino di 3600 anime che da 30 anni insegue il sogno proibito. Un merito particolare viene sicuramente attribuito al macchinista del treno giallorosso, mister Francesco Mora (nella foto), al suo primo anno alla guida della società lupara, colui che pur con scelte impopolari, ha dato un’anima vincente alla squadra e si è guadagnato sul campo il rispetto di tutto l’ambiente.
Mister, la bella vittoria nel derby col Montesanto vi ha lanciato al vertice della classifica, cosa ha detto lunedì scorso ai suoi ragazzi?
“Vincere quella partita era importante, il derby ha sempre un sapore particolare, ci ha dato uno stimolo in più per continuare a credere nell’obiettivo finale. Mancano tre partite alla fine, abbiamo 2 punti di vantaggio sulla seconda e dobbiamo essere eccezionali per mantenere il risultato fino in fondo. In questo momento non dobbiamo e non possiamo avere cali di tensione perché viviamo la fase più importante e delicata del campionato. Ho quindi proiettato la squadra alla prossima partita casalinga contro il Riviera calcio, una formazione da prendere con le molle, si trova al ridosso della zona play off, ed ha dopo di noi, la miglior difesa del campionato. Occorre perciò l’attenzione e la concentrazione che abbiamo sempre avuto”.
Come preparerà queste tre partite da qui alla fine del campionato?
“Con la stessa determinazione e convinzione di sempre. Sono tre finale ad eliminazione diretta, se si sbaglia una partita si rischia di vanificare tutto il lavoro fatto fino ad oggi. Ci troviamo nella posizione privilegiata di essere noi stessi gli artefici del nostro destino, ma siamo l’unica squadra che ha tutto da perdere e nulla da guadagnare, è per questo che dobbiamo scendere in campo con la mentalità giusta”.
Ad inizio stagione per molte formazioni le prospettive sono sempre rosee, poi la realtà del campionato è ben diversa. A questo punto della stagione pensava di guardare tutti dall’alto verso il basso?
“Quando si parte con l’obiettivo della vittoria finale, diciamo di si. La risalita è stata molto dura, partivamo da lontano, ma adesso siamo arrivati e vogliamo restare li dove da tempo speravamo di arrivare”.
Molti credono che questo girone con sei neo promosse, sia piuttosto facile rispetto agli altri, lei cosa ne pensa?
“Non esistono gironi facili e difficili, tutte le squadre hanno le carte in regola per giocarsi le partite. Alcuni gironi sono più tecnici, altri più “rocciosi”, ma tutti hanno le sue complicazioni. Lo dimostra la stessa Cluentina che l’anno scorso ha strapazzato il campionato di Terza categoria vincendo con molti punti di distanza, e quest’anno con qualche innesto si trova dietro di noi ed è lì a giocarsi le sue chance”.
L’anno scorso allenava il Casette Dete nel girone G, che differenza c’è tra le squadre che militano nell’ascolano e quelle che giocano nel maceratese?
“Nell’ascolano conta molto di più l’aspetto fisico e agonistico, si gioca su campi piccoli e stretti dove la cattiveria in campo è determinante. Nel maceratese invece le squadre sono più tecniche e ti permettono di giocare molto di più a calcio. Inoltre nella zona di Ascoli ci sono molti derby perché in poche centinaia di metri coesistono molte squadre, quindi conta molto anche il fattore campo. In realtà però questa è un aspetto che ho incontrato anche quest’anno nel maceratese”.
Ad inizio stagione i risultati non erano quelli attesi e alcune sue scelte hanno fatto molto discutere, oggi la classifica le da ragione. Ha qualche sassolino nella scarpa da togliersi?
“Assolutamente no. Nel calcio le polemiche sono all’ordine del giorno, tutto è l’incontrario di tutto e quando i risultati non arrivano è normale essere criticati. Io mi sono preso le mie responsabilità e con l’appoggio della società, a cui devo molto, siamo andati dritti per la nostra strada. Non dimentichiamo però che non abbiamo ancora vinto nulla!”
Avete ottenuto 22 risultati utili consecutivi, è il secondo record d’imbattibilità nei nove gironi di 2° Categoria, qual’ è il segreto di questa rinascita?
“Beh, nelle prime 5 partite abbiamo ottenuto  3 sconfitte, 1 pareggio e una sola vittoria. Con la società abbiamo capito che qualcosa non andava ed abbiamo deciso di aggiustare il tiro completando la rosa con giocatori giusti nei ruoli giusti. Abbiamo trovato calciatori validi che ci hanno aiutato a risalire la china. Il tutto amalgamato dalla convinzione dei nostri mezzi”.
La Monteluponese ha sempre avuto un grande appoggio da parte del pubblico, uno dei più numerosi di questa categoria, una tifoseria rumorosa e sempre molto esigente. Che rapporto ha lei con i suoi tifosi?
“Indipendentemente da ciò che si dice sugli spalti, mi limito a vivere la partita dalla panchina senza alcun condizionamento. So di non essere molto amato dalla piazza, però preferisco non essere amato e vincere “qualche” partita, piuttosto che essere amato e non vincere nulla. È un po’ come il dottore: preferisco sempre quello che ti ignora ma ti guarisce, piuttosto quello che ti tiene la mano mentre stai morendo”.
Il giocatore della riscossa si potrebbe identificare nell’attaccante Ariel Beltramo, che peso ha nell’economia della squadra?
“Più che osannarlo come giocatore, lo stimo come uomo, nonostante la sua carriera è entrato negli spogliatoi e dal primo giorno si è messo a disposizione della squadra con una grande umiltà e rispetto dei compagni, apportando una mentalità vincente al gruppo e segnando anche gol importanti che ci hanno rilanciato in classifica. È sicuramente il giocatore di spicco della rosa. Con lui però vorrei citare anche il capitano Stortoni che quest’anno ha fatto pochi gol ma che è di un utilità assoluta per la squadra. Naturalmente in un contesto generale che ti mette sempre nelle condizioni di rendere al meglio.
Mister, avete vinto diverse partite nei minuti finali, cosa significa?
“Significa che la squadra insegue sempre il massimo risultato fino al fischio finale e in alcune occasioni questa determinazione ci ha ripagato. Penso che a volte la fortuna bisogna anche cercarsela”.
Come vive questo momento mister?
“Con la massima umiltà e grande concentrazione, è il momento chiave della stagione e dobbiamo essere pronti. Vedo i ragazzi convinti e consapevoli del momento che stiamo passando e son sicuro che faremo il massimo per toglierci questa soddisfazione”.



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