Ricci raffigurato santo
dalla scuola “Anna Frank”

di Tommaso Venturini
Una delle attività di rilievo che l’Istituto Padre Matteo Ricci ha portato avanti negli ultimi anni è stata il “Progetto Scuole”, un concorso per scuole primarie e secondarie che si sono date “battaglia” con elaborati di vario genere, con l’obiettivo di ricordare la figura e le opere dell’ “uomo strano”. Sino allo scorso anno il concorso era aperto alle scuole della Regione Marche, mentre nel 2009 dovrebbe essere portato a compimento il progetto con l’allargamento del “Progetto Scuole” alle sei Regioni dell’Italia Centrale.
Questa settimana proponiamo parte dell’opuscolo che la Scuola “Anna Frank” di Pollenza ha realizzato in onore di Padre Matteo Ricci, spiegandone la sua struttura. Il fascicolo è stato ideato dall’insegnante Elisabetta Nardi e realizzato in collaborazione con gli insegnanti: Maria Teresa Pasquali, Rosina Gianfelici, Paola Salvucci e Sonia Ognibene per le classi IVA e IVB e con Alessandro Rinaldi, Paola Ceci, Laura Cannara, Gigliola Andreani per le classi VA e VB.
In copertina è rappresentato Padre Matteo Ricci, raffigurato come un santo, che punta il dito sul nome di sua Eccellenza Reverendissima, Mons. Claudio Giuliodori, come ad indicare colui che dovrà condurlo agli onori degli altari. Nel retro del fascicolo è invece rappresentata una porta di ingresso alla città di Pechino, è la porta che Padre Matteo è riuscito ad aprire alla religione cattolica. Tutti i testi e i disegni hanno qualcosa di rosso, colore portafortuna in Cina.

Il volumetto, presenta anche una prefazione del padre gesuita Prof. Giuseppe Bortone, che, oltre ad aver apprezzato l’iniziativa dei bambini e il lavoro di equipe svolto dagli insegnanti, definisce i disegni “interessanti sia per la struttura artistica, sia per il rapporto con le varie realtà cinesi”.
All’interno si trova una biografia di Padre Matteo Ricci, scritta da Giacomo (un alunno della Scuola “Anna Frank”) per i bambini che vogliono avvicinarsi alla conoscenza di questo complesso personaggio. Sono stati inseriti, inoltre, i disegni che mostrano come Padre Matteo Ricci sia stato l’uomo che ha fatto da ponte tra due culture complesse e differenti e le preghiere che i bambini hanno scritto per onorare Padre Matteo Ricci come un santo, rendendolo quindi vicino ai loro bisogni concreti, ai loro desideri e alle loro aspettative.

“Se Padre Matteo Ricci non fosse andato in Cina…” (di Giacomo)
“Il 6 ottobre 1552 nasce Padre Matteo Ricci, a Macerata. I suoi genitori lo mandano a studiare presso la scuola dei gesuiti dove imparerà a utilizzare la tecnica memonica che gli permetterà di ricordarsi interi libri a memoria. Dopo qualche anno va all´Università La Sapienza di Roma. Il padre vuole che Matteo trovi lavoro presso qualche pubblica amministrazione.
Padre Matteo Ricci sente dentro di sé la chiamata di Dio e annuncia al padre che non vuole proseguire gli studi. Diventa gesuita e Padre Everardo Mercuriano chiama alcuni gesuiti per la missione in Cina tra cui Matteo. Non ci sarebbe mai andato in Cina se non avesse amato Dio. Il viaggio dura molto, ed è molto pericoloso; fanno naufragio ma con l’aiuto di Dio, si salvano.
Lui è molto coraggioso ad affrontare tutti quei pericoli durante il viaggio e a me le persone coraggiose piacciono molto; vorrei essere come loro. Finalmente arriva in Cina. Lui ama i Cinesi come se fossero della sua patria. Porta il primo mappamondo all’Imperatore che gli sembra molto interessante.
A Zhaoqing costruisce la prima residenza, ma si sbaglia perché la fa in modo occidentale e viene cacciato perché essa piaceva molto al viceré. Si veste da bonzo con il vestito grigio, barba rasata e capelli rasati e i Cinesi lo considerano un mendicante. Si fa chiamare “Li Ma Dou”, che in italiano significa il suo nome.
In seguito se ne va a Shaozhou dove costruisce la seconda residenza e la seconda chiesa. Poi si sposta a Nanchang dove si fa chiamare “Xitai”, ossia “Maestro dell´Estremo Occidente”, e si veste da letterato. A Nanchang costruisce la terza residenza e la terza chiesa. Dopo Nanchang va a Nanchino e qui costruisce la quarta residenza e la quarta chiesa.
Nel 1601 arriva a Pechino. Regala all’Imperatore un clavicembalo, dei dipinti della Madonna, due orologi, un prisma, degli atlanti, delle croci… Una delle cose che piace all’Imperatore è l’orologio. Padre Matteo Ricci vuole entrare nella città proibita e allora usa un trucco con l’orologio: dopo una settimana non suona più e quindi deve entrarci per riattivarlo. E’ proprio intelligente!
Lui spera sempre di ritornare a Macerata, invece muore a Pechino nel 1610, con una morte da santo. Non era mai stato seppellito uno straniero a Pechino, ma a lui fu concesso perché i Cinesi avevano capito che era stato un uomo molto importante per loro.
Se Padre Matteo Ricci non fosse andato in Cina, i Cinesi non avrebbero potuto mai sapere che cosa erano tutti quegli oggetti regalati da Matteo e la religione cristiana non sarebbe arrivata in Cina”.

A completare il volumetto sono state inserite delle preghiere scritte dagli alunni di varie classi della Scuola Primaria “Anna Frank”, intervallate da note storiche (tra cui il celebre discorso di Giovanni Paolo II° al popolo cinese) su questa grande figura di missionario, uomo di fede e di scienza. A far da cornice tre splendidi disegni realizzati dagli alunni, evocanti il percorso ricciano nel passaggio diretto dal mondo Occidentale a quello Orientale.
A testimonianza della cura e della raffinatezza dell’opera, la Scuola “Anna Frank” di Pollenza ha ricevuto gli apprezzamenti di Mons. Giuliodori, che ha sottolineato come per la prima volta sia stato preso in considerazione Padre Matteo Ricci per la sua santità, prima che per le sue qualità di studioso, letterato, astronomo ed etnologo. “Il volumetto dei bambini – ha detto il vescovo – sarà inviato a Roma alla “Congregazione per le cause dei santi” come documento utile per la causa di canonizzazione”.