La carta archeologica
del nostro territorio
E’ stata presentata ieri mattina all’Antica biblioteca dell’Università di Macerata, la Carta archeologica della provincia di Macerata. Il progetto, avviato dell’Amministrazione provinciale in collaborazione con la Soprintendenza archeologica per le Marche, ha previsto un censimento di carattere archivistico e bibliografico, di tutti i siti noti delle valli del Chienti e del Fiastra, il controllo diretto sul territorio dei resti ancora visibili, con la realizzazione di una documentazione scientifica, e la georeferenziazione delle localizzazioni nell’ambito di un Sistema Informativo Territoriale (GIS) facilmente consultabile ed elaborabile.
Dopo i saluti di Donato Caporalini, presidente dell’Associazione Sistema Museale, del Soprintendente archeologo per le Marche Giuliano de Marinis e del Professor Lambertini della Facoltà di Lettere dell’Università di Macerata, l’Assessore Boscolo ha manifestato la sua soddisfazione per il frutto di un lavoro durato anni.
La parola è passata poi all’Assessore Provinciale Francesco Vitali: “L’archeologia non deve essere considerata un freno allo sviluppo, ma una componente strutturale del territorio. Il luogo in cui stabilire quali sono i paletti da rispettare è il piano di sviluppo comunale. La carta archeologica è in questo senso uno strumento indispensabile che ci fa capire cosa è negoziabile e cosa no.” Entusiasta il Professor Perna, uno dei massimi esperti nell’ambito della ricerca archeologica: “Fino a questo momento abbiamo raggiunto dei risultati ottimi: abbiamo individuato i siti archeologici in aree quali la Valle del Chienti e del Fiastra che erano rimaste scoperte, tutti i comuni sono stati cartografati e i dati raccolti sono accessibili e trasferibili. Altri obiettivi ci attendono in futuro quali terminare il lavoro archivistico e cartografico, aggiornare la cartografia della Valle del Potenza, schedare i reperti mobili e divulgare le informazioni a disposizione”.
Paola Capponi è invece la vice-presidente della società cooperativa Abaco che ha curato la realizzazione di ricognizione sistematiche a tappeto, che hanno consentito la scoperta di numerosi siti fino ad oggi sconosciuti. In particolare lo studio ha interessato Tolentino e comuni limitrofi. “Abbiamo rintracciato – spiega- frammenti e monumenti inediti in condizioni di emergenza archeologica, visto che si trovano a ridosso di siti commerciali. Essi sottolineano il bisogno dell’archeologia preventiva. Un ottimo esempio della sua applicazione è rappresentato dall’amministrazione del Comune di Matelica che ha prefettamente coniugato archeologia e sviluppo con ottimi risultati.”
Intanto la CAM (Carta archeologica di Macerata) è un importante passo in avanti e uno strumento indispensabile. Le informazioni acquisite potranno essere utilizzate sia per accrescere le conoscenze di carattere scientifico, relative alla storia del nostro territorio e del paesaggio archeologico, che per essere messe a disposizione di quanti, (amministratori e professionisti) occupandosi di pianificazione, avranno la responsabilità di valutare l’importanza del nostro patrimonio culturale nelle politiche di gestione e programmazione del territorio.