Alla scoperta dei tesori nascosti:
Museo di storia naturale di Gagliole

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Piccolo comune nell’entroterra maceratese, recentemente Gagliole è diventato un centro di attrazione dal punto di vista paleontologico ed ecologico in provincia ed oltre. Infatti è sede di un museo molto ricco di fossili di tutte le ere geologiche e di un nascente Centro di Educazione ambientale. Queste attività sono patrocinate dalla Fondazione Oppelide (nome di una rara e antica ammonite) il cui responsabile e fondatore è Paolo Paoletti che da oltre 35 anni raccoglie e colleziona fossili e minerali di tutto il mondo e dedica il suo tempo libero alla valorizzazione geologica, paleontologica e naturalistica della Valle dell’Elce (nel dialetto locale “Le Monnece”) compresa nel comune di Gagliole e della Valle dei Grilli o Gola di S. Eustachio (comune di S.Severino). Queste valli, scarsamente contaminate dalla presenza umana recente, sono caratterizzate da interessanti fenomeni carsici (grotte, forre, e vaschette scavate dall’acqua ricca di detriti, localmente dette “callarelle”): in particolare la Grotta del Sasso Pozzo di Gagliole , che è in realtà una galleria poco ramificata lunga almeno 600 m, viene dai geologi considerato il miglior esempio di risorgiva a tubo semplice.
Il museo, aperto a settembre del 2002 e con una nuova e più ampia sede dal gennaio 2008, si trova all’interno del paese le cui costruzioni trecentesche (in particolare Rocca Varano, nella quale si organizza ogni anno in agosto una serata del San Severino Blues) e alcune opere del De Magistris sono oggetto di attrazione turistica.
Nelle bacheche sapientemente organizzate sono disposti circa 1700 esemplari , ma nel complesso i fossili catalogati sono oltre 3000; sono inoltre esposti campioni di minerali i cui cristalli lasciano stupefatti i visitatori per li loro colori e la loro perfezione . I fossili provengono da diverse parti del mondo e sono disposti in ordine cronologico, permettendo al visitatore di ripercorrere tutta , o quasi, la storia della vita sulla Terra. Si parte dalle archeozoiche Stromatoliti (resti delle più antiche forma di vita conosciute, provenienti dall’Australia) fino ai reperti più recenti del Quaternario, tra cui spicca un magnifico esemplare completo di Ursus spelaeus o orso delle caverne, estinto circa 10.000 anni fa.
Numerosissime sono le ammoniti (molluschi con conchiglia quasi sempre spiralata), di cui la zona di Gagliole è particolarmente ricca, da sempre cercate da raccoglitori improvvisati che probabilmente hanno asportato e disperso esemplari importanti e magnifici per la loro bellezza e completezza. La ricerca attuale eseguita con criteri scientifici ha permesso di scoprire anche reperti rari e inimmaginabili fino ad alcuni anni fa: denti di squalo, resti di rettili e pesci .
La ricchezza in fossili e di resti di antica presenza umana (punte di frecce e utensili da taglio in selce) ha fornito l’idea per organizzare in futuro un “Parco della preistoria” che interesserà sicuramente molte scuole. Infatti alcune stratificazioni senza soluzioni di continuità permettono di ricostruire eventi geologici , biologici, climatici e antropici da circa 220 milioni di anni fa fino al Quaternario.
Molti esemplari esposti provengono anche da zone fossilifere europee e africane che il fondatore del museo ha personalmente raccolto: ammoniti dall’Inghilterra, insetti e crostacei dalla Germania, trilobiti dal Marocco.
L’orso delle caverne non è la sola “chicca” del museo: se infatti questo è il più spettacolare, il Dirosauro (rettile marino lungo 6 metri, considerato l’antenato degli attuali coccodrilli ed estinto 65 milioni di anni fa) oltre che spettacolare è anche il più raro: proviene dalla Mauritania e probabilmente è l’unico esemplare esposto in Italia. Non si possono dimenticare poi due esemplari quasi del tutto completi di Mesoasuri (piccoli rettili acquatici).
Il museo non si limita solo ad esporre i fossili: organizza attività didattiche di laboratorio per le scolaresche con personale esperto, dando la possibilità agli studenti di apprendere come avviene la fossilizzazione attraverso filmini didattici e la formazione di calchi. Particolarmente interessante è un tipo di attività dedicata alle scuole elementari: dopo la descrizione di un determinato fossile gli alunni sono invitati a trovarlo all’interno del museo tra le centinaia di esemplari esposti. Una specie di “caccia al tesoro” che vivacizza l’apprendimento rendendo gli alunni protagonisti attivi .
Si ricorda infine che la Fondazione Oppelide sta curando la prossima apertura definitiva del Centro di Educazione ambientale con aule didattiche, sale per convegni e almeno 50 posti letto per dare la possibilità di seguire corsi e visitare comodamente il Parco preistorico e i percorsi organizzati nelle valli citate. L’attività del Centro, già in corso da alcuni mesi, ha permesso di curare approfondimenti ecologici sull’uso razionale dell’acqua e il trattamento dei rifiuti in varie scuole con l’intervento di personale esperto.
Per sottolineare l’importanza naturalistica e scientifica del museo e delle due valli va fatto notare che prossimamente (data da stabilire) il programma “Geo &Geo” dedicherà su RAITRE una trasmissione specifica.

In galleria le foto di alcuni pezzi del museo.
Luciano Burzacca



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