In tanti per l’ultimo saluto a Raschia
I suoi organi salveranno sei persone
E’ stato celebrato questo pomeriggio nella chiesa delle Vergini il funerale di Gianfranco Raschia, l’idraulico maceratese di 48 anni, morto due giorni dopo essere caduto da una scala in un cantiere della Biblioteca Mozzi Borgetti (leggi l’articolo). Moltissimi i parenti e gli amici che hanno voluto portare il loro ultimo saluto allo sfortunato operaio.
A tutti dà conforto il fatto che i suoi organi salveranno la vita a sei persone che nelle ultime ore sono state sottoposte a trapianto: il fegato è andato in parte ad un bambino e in parte ad un adulto, il cuore ad un ventitreenne, sono stati anche trapiantati i polmoni, un rene e le cornee. I familiari dello sfortunato operaio che viveva in contrada Vallebona con la moglie Angela e il figlio Virginio, accanto all’abitazione della mamma Maria e del fratello Gabriele, hanno infatti dato il loro consenso per l’espianto e la donazione degli organi.
Intanto il procuratore Cristina Polenzani prosegue le indagini per ricostruire la dinamica del gravissimo infortunio e per accertare eventuali responsabilità. Raschia, operaio dell’Itici di Tolentino,in effetti, è caduto al suolo da un’altezza di soli due metri ma fatale per lui è stato il fatto di aver colpito violentemente la testa. I sanitari che lo hanno soccorso il giorno dell’incidente nel cortile retrostante piazza Vittorio Veneto si sono subito resi conto della gravità della situazione dell’operaio e lo hanno trasferito all’ospedale di Torrette dove, dopo due giorni di coma, non c’è stato niente da fare per riportarlo in vita.
(Redazione CM)
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Ci ricorderemo per sempre di te della tua bontà e della tua disponibilità .... Oltre ad essere il migliore operaio dell'azienda eri un uomo eccezionale ..... Mi ricordo ancora quando prendevamo in giro papà dicendo gli se non lo fai tu chiamiamo Raschia e lui si arrabbiava perché l'allievo aveva superato il suo maestro e soprattutto era piu' disponibile!!! Un bacio per sempre!!!