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L’Olanda dice no al Van Gogh
in mostra a Recanati

IL CASO - In una lettera alle istituzioni locali, l’Ambasciatore dei Paesi Bassi prende le distanze dalla mostra
sabato 4 agosto 2012 - Ore 20:26 - caricamento letture
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Il Fienile Protestante

 

di Nikla Cingolani

E’ ufficiale. L’Olanda, con una lettera firmata dall’Ambasciatore Alphonsus Stoelinga inviata alle istituzioni della città di Recanati, dichiara di non aver partecipato in alcun modo alla realizzazione della mostra “L’ultimo Van Gogh – Il Fienile Protestante” in corso dal 7 luglio presso il Museo Civico Villa Colloredo Mels (leggi l’articolo). Il quadro, appartenente ad un collezionista belga, è stato attribuito a Van Gogh grazie ad un’intuizione di Padre Floriano Grimaldi. A detta degli organizzatori, questo rappresenterebbe una nuova scoperta nel campo dell’arte in quanto sarebbe anche l’ultimo quadro dipinto dall’artista. Le tesi sono state esposte durante l’inaugurazione dai curatori della mostra Massimo Mascii, Stefano Masi con la partecipazione del restauratore Massimo Seroni. Gli esiti del quadro in questione sarebbero avallati, secondo i curatori della mostra, da esami scientifici riportati sul catalogo, eseguiti presso alcuni istituti coinvolti come il Politecnico di Torino- Dipartimento di Architettura e Design con il professor Cesare Renzo Romeo e l’Università Federico II di Napoli-Dipartimento di Biologia del Reale Orto Botanico con il professor Nicola Lanza.Tuttavia, pur avendo trovato tracce organiche umane come sangue, peli, impronte digitali e altri residui, non hanno identificato il DNA di Van Gogh e gli stessi curatori della mostra affermano che con l’esposizione del Fienile Protestante si apre un dibattito sul dipinto e che solo dopo gli esami che nel frattempo saranno eseguiti, sarà comunicata con certezza l’eventuale attribuzione al Van Gogh. Nel corso di un convegno che si svolgerà l’anno prossimo al Politecnico di Torino. Ma ecco che tramite una agenzia Ansa, Antonio De Robertis, lo studioso e scopritore di alcuni falsi Van Gogh, viene a sapere la notizia di questo quadro ed implora, subito, di fermare la mostra perché  l’opera in questione è un falso. Poi seccata, giunge la netta presa di posizione dell’Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi che si dice all’oscuro di tutta l’operazione e spedisce una lettera ad Antonio Perticarini, Direttore del Museo, e al sindaco Francesco Fiordomo, invitandoli a nome anche del Museo Van Gogh di Amsterdam, l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte di Firenze, e il Consolato Generale di Firenze di cancellare i loro nomi dal catalogo della mostra. Una presa di distanza che fa riflettere sull’attendibilità di tutta la vicenda risultata poco chiara fin dall’inizio soprattutto per l’evidente assenza delle Autorità Olandesi all’inaugurazione. Da parte delle istituzioni comunali e museali, fermi sulle loro posizioni, non c’è alcuna intenzione di sospendere la mostra e tanto meno di dissociarsi dall’ambiguo progetto.



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