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Lo Sferisterio di Mario Del Monaco

IL RICORDO - Perucci, Proietti, Ballesi. Una grande stagione con grandi protagonisti.
venerdì 3 agosto 2012 - Ore 18:38 - caricamento letture
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Mario Del Monaco

di Maurizio Verdenelli

“Negli ultimi anni della sua vita, nostro padre distrusse in buona parte la collezione dei suoi dischi che aveva custodito religiosamente negli ampi scaffali della grande villa di famiglia di Treviso. Lo faceva furente, dando grandi colpi col bastone sui dischi, frantumandoli ed urlando contro se stesso. Per noi fu una memorabile lezione”. Il grande Mario Del Monaco… ma perché faceva questo? “Perché lui, e lui solo nella propria grandezza ed inarrivabile esperienza, aveva compreso alla fine quelli che erano stati i suoi limiti. Invisibili, sia chiaro per tutti, ma non per lui. La sua ira impressionava: agiva in lui l’assoluto perfezionista che andava oltre, laddove non arrivava neppure il migliore dei critici e il più feroce dei suoi avversari. Che non aveva, beninteso. Noi capimmo che non avremmo, come lui, mai dovuto fermarci sulla strada della perfezione”.

Mi raccontavavano questi ed altri anedotti , alla ‘trattoria Da Rosa’, a Macerata negli anni (due) in cui fu soprintendente dello Sferisterio Giancarlo Del Monaco e il fratello Claudio, i figli di Mario.

Eravamo quattro amici… al bar e tra questi, Gian Paolo ‘Micio’ Projetti, deceduto a 62 anni,  che da adolescente per sette anni aveva vissuto a Treviso all’interno della famiglia Del Monaco, poi vice di Carlo Perucci a Macerata per tanti anni ancora. Dall’amicizia di Perucci con Mario era nata la stagione lirica maceratese. “Così dopo una telefonata risolutiva, Del Monaco era stato convinto dall’allora direttore artistico a venire a Macerata per inaugurare l’Arena nelle vesti di Otello” –mi raccontò una volta ‘Micio. “Già, ma si faceva presto a dire Macerata. Dov’era precisamente non lo sapevo veramente quando Mario mi disse: ‘Prendi l’auto che vuoi e vai’. Io che pensavo che Macerata fosse verso Matera, scelsi dall’ampia scuderia una Rolls. E a Castelferretti seppi da un passante che in fondo non dovevo fare molta più strada… Visitai con Perucci l’Arena e telefonai la sera stessa a Treviso: il teatro era davvero splendido”.

Carlo Perucci

Il sodalizio tra Del Monaco e Perucci fu così intenso che il direttore artistico sambenedettese coinvolse il grande cantante anche a Jesi, inserendolo nel cartellone della stagione lirica del Pergolesi, anche questo –grazie a Perucci- teatro di tradizione come lo Sferisterio maceratese. Ed ecco una testimonianza della generosità dell’Otello più grande di tutti i tempi, nel ricordo di Gian Paolo Projetti (che raccolsi). “Una mattina, come altre, stavamo io e Del Monaco al caffè Bardi in corso Matteotti a berci il caffè quando arrivò un anziano con un gran plico sotto il braccio. S’avvicinò reverente a Mario, si manifestò come un suo grande ammiratore e gli chiese di autografare la collezione dei suoi dischi. Una cosa –ricordava Micio- usuale per Del Monaco la cui attenzione fu però attirata dal distintivo che aveva al bavero quel vecchio signore: era quello di un’associazione di reduci di Salò. A quel punto l’atteggiamento suo mutò e davvero trasecolai quando conoscendo il sentire ideologico di Mario, lui proruppe in una ‘catilinaria’ contro la destra. Quell’anziano, con grande dignità, raccolse la  collezione di dischi che non volle che fossero più autografati e disse andandosene: “Lei rimane un grande cantante, ma come uomo ho riserve su di lei.” Del Monaco si pentì quasi subito e mi disse: “Vai, vedi, senza che lui sappia nulla, chi è, dove abita e riferiscimi”. Non ebbi problemi a sapere che viveva in semipovertà nella Casa di Riposo. Ogni Natale, da ogni città che in quel momento toccava (anche per far perdere le …tracce) Mario mandava un pacco dono a quel signore: abiti, dischi di lirica ed anche un generoso assegno. Ogni Natale fu così, fino a quando una volta il pacco non ci tornò indietro…. Mario era così: impulsivo, ma dal cuore grande”.

Giancarlo Del Monaco

Un mirabile artista cui lo Sferisterio deve ancora molto. Mi disse Giancarlo Del Monaco: “Quando ho fatto visita al sindaco di Macerata, Elio, appena ricevuto l’incarico di soprintendente, lui mi ha detto abbracciandomi, commosso: I nostri genitori hanno lanciato la stagione lirica, noi la faremo grande”. Il nome del sindaco? Carlo Ballesi, figlio del senatore Elio, uno dei fondatori dello Sferisterio insieme con Giancarlo Quagliani, Paolo Calogero, Luigi Sileoni, Carlo Perucci. E naturalmente Mario Del Monaco, la stella che illuminò d’immenso ‘la prima volta’ dello Sferisterio.

***

La serata di stelle dedicata a Mario Del Monaco (LEGGI L’ARTICOLO, GUARDA LE FOTO)



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