Pier Luigi Pizzi
ricorda il “suo” De Pisis

CIVITANOVA - L'ex direttore artistico dello Sferisterio è stato ospite a Popsophia

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Pier Luigi Pizzi (al centro), insieme al presidente della Fondazione Carima, Franco Gazzani e ad Alfredo Di Lupidio, direttore dei Teatri di Civitanova

 

Nel giorno della conferma per i prossimi tre anni di Fracncesco Micheli al Macerata Opera Festival (leggi l’articolo), l’ex direttore artistico Pierluigi Pizzi è stato protagonista a Popsophia, ospite della Fondazione Carima, in una serata evento insieme al presidente della Fondazione, Franco Gazzani, e al patron del Festival, Evio Hermas Ercoli. Il Maestro ha presentato la mostra “De Pisis e il ritorno all’ordine”, ripercorrendo le orme degli ultimi anni del marchesino pittore, anni nei quali Pizzi poté conoscerlo. “Avevo diciassette anni – ha ricordato – e purtroppo l’ho incontrato solo due volte. Anni quelli in cui De Pisis frequentava i suoi amici Carrà, Sironi e De Chirico”. Tra i ricordi personali, quel primo incontro a Venezia e il racconto del fermento culturale di quegli anni. Pizzi ha raccontato “come De Pisis fosse tale ad un attore prima di andare in scena. Aveva una gondola privata a e veniva sempre annunciato al momento del suo arrivo. Mi faceva pensare ad un pezzo di scenografia galleggiante. Ci vedemmo la prima volta a Murano e insieme ad altri artisti che frequentavano l’isola d’estate parlava d’arte. Lo faceva in modo naturale, informale, come aria che si respira. Questo modo di parlare d’arte – ha concluso Pizzi – mi fece comprendere la sua pittura che è intermittenza del cuore, palpiti su tele nude”

De Pisis era un dandy, uno dei più grandi esteti italiani “che mostrava una malinconia di fondo” secondo Pizzi. Con queste parole il Maestro ha introdotto gli ospiti alla visita della mostra che resterà aperta fino al 5 agosto dalle ore 19 alle 24. Accanto a lui, Franco Gazzani, il Presidente della Fondazione Carima, l’istituzione che ha messo a disposizione di Popsophia i quadri della sua collezione e ha reso così possibile la realizzazione della mostra presso la chiesa di Sant’Agostino a Civitanova Alta.

L’esposizione consta di una trentina di opere del pittore estense e di numerose altre tele dei maestri più illustri dell’epoca, da De Chirico a Carrà, da Sironi a Morandi. Un addentrarsi nel mondo intimo e artistico del marchesino pittore, per evidenziarne la differenza focale rispetto agli artisti suoi contemporanei. Esponente sui generis di quel movimento artistico teorizzato da Margherita Scarfati che prende il nome di Novecento Italiano e che proclama un ritorno all’ordine, de Pisis interpreta il tutto con singolarità. Paesaggi, nature morte, figure umane si stagliano sulla tela con pennellate lievi, sincopate e luminose, la cui apparente fragilità è contributo essenziale all’evocazione poetica. La mostra indaga l’indole fantasiosa e singolare del dandy estense, e la racconta con le sue opere, sempre a cavallo tra la scoperta della realtà e la sospensione magica.


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