L’addio al circolo didattico Via Panfilo
MACERATA - Il Comune di Macerata ha stabilito lo smembramento nel piano di riorganizzazione. Il saluto di dirigenti, insegnanti e personale e l'appello agli amministratori: "Lasciate da parte le faziosità politiche e ristrutturate la scuola"
Dalla dirigente del circolo didattico di via Panfilo Silvana Bacelli riceviamo:
«Sabato 23 giugno, nella bella cornice di Villa Cortese di Chiesanuova, si sono date appuntamento circa cento persone: dirigenti di ieri e di oggi, insegnanti, direttori amministrativi, assistenti amministrativi, collaboratori scolastici, consiglieri del Circolo didattico di Via Panfilo, che – come molti sanno – verrà soppresso e pertanto è giunto al capolinea (leggi l’articolo).
Il Circolo didattico di Via Panfilo: una realtà educativa ultradecennale, composta dalle scuole di via Panfilo, di Via Mameli e di Villa Potenza che – a seguito di disposizioni e delibere connesse ad una legge finanziaria – viene di fatto smembrata e diverrà parte dei tre istituti comprensivi della nostra città.
E allora abbiamo voluto “ chiudere il capitolo” tutti insieme – quelli del passato e quelli del presente – a significare l’affetto per la scuola, la dedizione, il forte senso di appartenenza che sempre hanno contraddistinto gli operatori di questo Circolo.
Significativi e appassionati gli interventi dei dirigenti scolastici che nel tempo hanno diretto questa scuola: Walter Ciccarelli, Loretta Mecocci, Daniela Monachesi, Silvana Bacelli. Un quaderno bianco ha raccolto poi i pensieri, i ricordi e le firme di tutti i convenuti, che hanno avuto così la possibilità di esprimere l’attaccamento sincero al Circolo di Via Panfilo ed anche il disappunto per il suo disgregarsi.
Una delle persone più rappresentative di questa scuola, l’insegnante Ivano Palmucci, ha tenuto le fila di questa bella festa, quasi come un maestro di cerimonia, ed ha raccontato degli inizi, densi di entusiasmo – della scuola di Via Panfilo:erano gli anni settanta e la scuola viveva un tempo di innovazione e di speranza.
Non si possono tacere, a questo punto, alcune riflessioni: le ragioni economiche e di risparmio hanno indotto la riorganizzazione delle scuole italiane, ma siamo sicuri che i vantaggi prodotti da questo riassetto saranno pienamente produttivi?
O non sarà più deleteria la proliferazione di macro-istituti da oltre mille alunni?
E ancora: è profondamente ingiusto trattare le scuole e le regioni come fossero tutte uguali; bisognava avere il coraggio di dimensionare in primis le scuole di alcune regioni ed invece prevedere deroghe e dilazioni per città e regioni virtuose.
Bisognava avere il coraggio di fare la differenza. Nella consapevolezza che i parametri vincenti – in educazione – non possono essere i numeri e le percentuali, ma la storia, la memoria, il contesto di vita,le relazioni umane.
Ed infine, per non dimenticare, un auspicio: il Comune – al più presto – deve ristrutturare la scuola di Via Panfilo! Ancora una volta è grande il rischio che prevalgano le logiche faziose della politica e il peso della burocrazia sul benessere degli allievi e la centralità dell’educazione».









