Il Laboratorio Pettinari funziona (al 49,34%)
” 61.610+ il Tuo – Così vince la tua idea”. Lo slogan scelto da Franco Capponi non è stato profetico: il candidato presidente del centrodestra, impegnato in una difficilissima rimonta, non è riuscito neanche a confermare il risultato del primo turno ottenendo duemila voti in meno (59.451) in questo ballottaggio che, partendo da Treia, ha conquistato il palcoscenico nazionale. Dall’altra parte Antonio Pettinari è riuscito a raccogliere quasi diecimila voti in più (62.114 al primo turno, 71.365 oggi), poco meno del risultato complessivo ottenuto dalle tre liste di sinistra che appoggiavano Francesco Acquaroli (11.608). La panchina lunga ha fatto la differenza perchè oltre all’appoggio di Sel, Pettinari è stato sostenuto anche dalla Lam di Luigi Gentilucci (2496 voti al primo turno). Pur senza apparentamenti ufficiali l’indicazione di Francesco Acquaroli e Luigi Gentilucci di appoggiare Pettinari al secondo turno è stata evidentemeente recepita da una buona parte dell’elettorato di riferimento.
Molto probabilmente anche diversi elettori della Federazione della Sinistra, nonostante l’invito delle segreterie a non votare nè per Capponi nè per Pettinari, hanno scelto di recarsi alle urne e scegliere il candidato del centro sinistra per contribuire a una vittoria di queste elezioni provinciali prese come punto di riferimento anche a livello nazionale per sconfiggere il berlusconismo. Si conferma così vincente il Laboratorio Marche lanciato l’anno scorso in Regione che aveva portato alla riconferma di Gian Mario Spacca con l’alleanza tra Pd,Udc e Idv. I numeri in questo caso sono stati meno eclatanti ma premiano ugualmente il progetto sponsorizzato anche da Casini e D’Alema che venerdì scorso hanno attirato le telecamere di tutta Italia per la loro visita a braccetto nel maceratese. Ed ora l’intenzione è chiara: esportare il modello Macerata e l’allenza Pd-Udc-Idv in altre zone d’Italia.
Ma probabilmente non c’è solo uno sconfitto: il centrodestra si lecca le ferite su un risultato che però poteva anche essere prevedibile in considerazione del trend nazionale; chi invece dovrà riflettere sul risultato scaturito dalle urne è ora la Federazione della Sinistra. Pd e Udc hanno dimostrato di sapere e di poter vincere senza il suo apporto.
Certo è che a consegnare la vittoria a Tonino Pettinari è stata soprattutto la fine del berlusconismo, decretata oggi in tutta Italia. “Sono elezioni cittadine ma sono forse di più elezioni politiche nazionali” aveva detto poco tempo fa il Premier. E tali si sono rivelate. La scelta del centrosinistra di non nominare quasi mai Capponi e di impostare la campagna elettorale contro Berlusconi ha dunque portato i suoi frutti mentre il centrodestra maceratese ha sottovalutato (soprattutto al primo turno) il vento nazionale.
Capponi con il 45,45 ha ottenuto comunque un risultato superiore rispetto al crollo generale del centro destra in Italia, emblematico il 65% di De Magistris a Napoli. E’ anche vero che, rispetto ad altre parti, Capponi aveva con sè i finiani del Fli, tra i quali il civitanovese Giorgio Pollastrelli che oggi ha detto: “D’ora in avanti il vero centrodestra è solo Fli”. Il Pdl ora dovrà capire le ragioni di questa sconfitta e probabilmente salterà qualche testa, a partire proprio da Civitanova.
Rispetto a due anni fa il centro destra ha indubbiamente pagato la perdita dell’Udc che anche questa volta ha fatto da ago della bilancia riuscendoaddirittura ad eleggere un proprio presidente della Provincia. Adesso Casini può provare a lanciare il “Laboratorio Pettinari” in tutta Italia. Ma tutti dovranno fare i conti con un dato molto importante: in questo ballottaggio ad ottenere la maggioranza assoluta è stato il terzo candidato, l’astensionismo (50,66%).

L’astensionismo c’è stato, e in tutta Italia. Ma questo non significa nulla di “sostanziale”. Speculare su chi avrebbe potuto\dovuto votare e chi si è astenuto a me pare discussione accademica. Al contrario è necessario esaminare i flussi del Terzo Polo dove questo si è presentato da solo. Eccoli: a Milano il terzo Polo ha votato per il 62% a Pisapia a Napoli per l’81%. Il Terzo Polo, inoltre, in Puglia, a consentito a Vendola di vincere. Infatti si deve ricordare che tra Vendola e Fitto c’era, al Centro, la Poli Bortone con il suo 12%. IL blocco di Centro ( UDC e altri) non ha consentito alla destra di vincere. Relativamente a Pettinari volgio sottolineare un punto ” centrale” delle sue dichiarazioni e della sua stessa azione pubblicitaria. Ha detto e sostenuto con forza che lui è il Presidente insieme ai Partiti, volendo significare che è primus inter pares. Tale affermazione lo pone nella tradizione della democrazia elettiva, garanzia reale per il bun governo. Guido Garufi Capogruppo IDV Comune di Macerata
Quello degli astenuti è un falso problema. In tutte le democrazie mature quasi la metà degli elettori resta a casa, basta vedere quanti sono gli americani che partecipano alle elezioni presidenziali. E’ noto come gli alti livelli di partecipazione elettorale che solitamente si registrano in Italia siano un eccezione nel panorama delle democrazie occidentali.
In secondo luogo i voti di SEL e della FdS, se la matematica non mi inganna, non sono stati affatto determinanti; potevano tranquillamente starsene a casa e continuare a sbandierare ottusamente la loro “verginità”.
ASTENSIONISMO: Comunque da valutare e da non sottovalutare, ma sicuramente è stato trasversale a tutto l’elettorato.
BRAVO PETTINARI: Bravo perchè individui un “modello politico” che possa essere esportato nell’ambito nazionale, e BRAVO perchè hai messo all’angolo chi pensa ancora alla FALCE ED AL MARTELLO: MA USATELA PER TAGLIARE L’ERBA ALTA QUI A MACERATA!!!
RIFLESSIONI: Ora si devono fare i conti in casa propria, non pensare alle poltrone ai rimpasti … ma guardarsi e decidere bene cosa fare del proprio futuro politico. Un’esempio per tutti: La scelta di voto dell’ex sindaco di MACERATA , Maulo , secondo me è stata perdente e controproducente, quindi che farete?
Ciao e buon lavoro, quello vero, per tutti.
Nessuno contesta i risultati delle elezioni: Pettinari ha vinto ed ha, legalmente, il diritto di governare.
Per assurdo: se si fossero recati al voto solo 3 persone e 2 avessero votato per Pettinati l’elezione sarebbe, legalmente, valida a tutti gli effetti.
Però poi si devono fare i conti con i numeri: il NON voto al 50% è un capanello di allarme che, ipocritamente, si fa finta di non ascoltare… Per non essere poi conseguenti.
Non sento lo scampanellio, faccio finta di nulla e vado avanti fingendo che i partiti ancora rappresentino il corpo elettorale…
Perchè se si valutasse che mezzo corpo elettorale non più ha fiducia nei partiti (e negli uomini che questi presentano) poi bisognerebbe essere conseguenti: ristruttuirare i partiti, cambiare i politicanti, essere più vicini alla gente…
Insomma chi oggi fa il politico (con incarichi, prebende, poltrone, rimbortsi, ecc.) dovrebbe andare a fare altro…
…… E che siamo scemi???
Poi ci sarebbe un intera classe politica (di tutti i partiti) che dovrebbe rivolgersi alla Caritas per mangiare poichè, se non vive di politica, non saprebbe di cosa vivere.
Allora raccontiamo la favoletta (ipocrita e falsa) che il non voto è un calo fisologico, che nelle democrazie “avanzate” (cioè NON la nostra) quasi metà del corpo elettorale resta a casa (tra l’altro nemmeno è vero), che faceva caldo e tanti non se la sono sentita di andare a sudare ai seggi, che troppe elezioni stancano gli elettori….
[[[[[per giustificare il non voto mi pare di sentire le ridicole giustificazioni di Jake Blues: “Ero riimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! …”]]]]
Nessuno pretende che Pettinari (o chiunque altro) fosse eletto con il 51% degli aventi diritto al voto: però un conto è avere dietro il solo il 27% ed un altro è avere dietro il 40% degli aventi diritto.
Da un punto legale non cambia nulla, da un punto sostanziale camnbia tutto: nel primo caso rappresenti una esigua minoranza…
@andrea
In USA ci si deve registrare per votare, chi non si registra NON entra nel corpo elettorale e pertanto i presidenti (con un meccanismo diverso che qui da noi) vengono eletti con il 50% di chi vuole votare e va a votare…
@ Cerasi
Hai perfettamente ragione. Quest’astensione è un segnale forte e preciso di rifiuto assimilabile, in via del tutto teorica, all’invalidità del referendum per mancato conseguimento del quorum.
caro professor Cerasi, mi sono limitato solo a sottolineare dei dati oggettivi, facilmente riscontrabili e che non vengono messi in discussione solo perché lei li definisce “non veri”.
Il fatto che l’Italia, secondo lei, non possa essere considerata una democrazia “avanzata” non vuol dire che non possa diventarla.
E poi cosa c’entra il fatto che negli USA gli elettori si debbano registrare? Non penso si tratti di un adempimento così complesso da tenere gli elettori lontani dalle urne e di certo non smentisce l’evidenza che all’elezione del presidente degli Stati Uniti partecipa circa la metà degli elettori
Credo che l’astensionismo si leghi – qui da noi – con un sistema elettorale che non corrisponde in nulla alla nostra fisionomia culturale e umana: il maggioritario. Aggravato dalla “porcata”. Noi non siamo americani (grazie a Dio). La disaffezione al voto non è un semplice dato di fatto (anche se, ai fini delle validità elettorali, giustamente non conta): tornasse, una buona volta, un sistema elettorale proporzionale (sia pure con lo sbarramento) con la possibilità di scegliere i candidati (auspicabilmente non più con la trappola delle quattro preferenze) e si confermasse la fine del berlusconismo, io sono stracerto che gli italiani ricomincerebbero a votare nelle quantità che più ci sono sempre state proprie.
C’è bisogno, in Italia, anche di una bella conflittualità dialettica, ma sui problemi, non sui personalismi. E c’è estremo bisogno di mediazione, ossia di centro. Perché il nostro è un Paese di centro. In cui democraticamente abbiano voce e diritto di cittadinanza senza intruppamenti indignitosi le minoranze. Chiamate ad avere almeno un quorum significativo di rappresentanza, ma abilitate a conservare la propria fisionomia.
Saremmo stati – nonostante gli inevitabili gap procurati in buona sostanza dalla natura umana fallace – ancora un esempio di alta democrazia, mentre ci siamo trasformati nella copia tragicomica dell’America. Bisogna rifondare l’Italia. E al voto torneranno tutti.
@ andrea
Non ho messo indiscussione le modalità di iscrizione alle liste elettorali americane o se il sistema è più o meno complicato, ho scritto un’altra cosa e forse non mi sono espresso bene…
Negli USA chi si REGISTRA è un elettore, gli altri che non si segnano (per indifferenza, per menefreghismo, per disinteresse, ecc.) non vengono considerati elettorato passivo.
Pertanto per il rinnovo del Presidente (e nelle altre votazioni) il 50% degli elettori registrati rappresentano il 100% degli aventi diritto al voto.
(il 50% che non si registra non è astensione, semplicemente non viene mai conteggiato proprio perchè il sistema è diverso dal nostro).
In altre realtà europee si vota UN solo giorno, talvolta FERIALE, è se vanno a votare il 50 o 60% degli elettori questo significa che queste percentuali, se rapportate all’Italia, sono assai più alte che da noi che abbiamo (più ore per votare) con un giorno (festivo) e mezzo….
Inoltre, come nel caso delle Europee, ad esempio l’indifferenza/astensionismo in Gran Bretagna è altissima (perchè l’elettorato ha capito che il Parlamento Europeo non serve a quasi nulla): talvolta sono andati a votare solo il 30 o il 40% degli aventi diritto; però questa percentuale quasi raddoppia per le politiche (in cui si vota in un giorno, per di più feriale)
Quindi NON è esatto dire, genericamente, che l’astensionismo è normale e i votanti sono pochi in Europa, quando ci sono diverse elezioni, con diversi risultati e diverse percentuali di votanti.
Oltrettutto in termini assoluti chi risulta eletto con solo il 27% dei voti risulta eletto da una minoranza, comunque la si voglia girare….. Alle ultime Provinciali il 50% che non va alle urne non si puà liquidare come fisiologico/normale poichè NON è affatto un dato normale, ma testimonia il NON gradimento dei candidati.
O RAGAZZI MA CHE DATE I NUMERI? IL LABORATORIO MARCHE A LIVELLO NAZIONALE?? A ME SEMBRA CHE IL “BUCCATO” SULLA BOCCA AL CARO QUASI ESTINTO SILVIO L’ABBIA DATO A LIVELLO NAZIONALE L’ALLEANZA DI BASE PD-IDV-SEL !!!!POI DI ALTRE ALLEANZE SUI PROGRAMMI SE NE PUO’ PARLARE!!!!