Le Fosse e le Casette
firmano l’armistizio

La ricostruzione della storia dei due rioni permetterà di scoprire le motivazioni che hanno portato nei secoli, a incomprensioni e rivalità

- caricamento letture
Corso-Cairoli-7-300x200

Corso Cairoli

di Alessandra Pierini

L’8 settembre, allo Sferisterio, sarà finalmente firmato l’armistizio “Fosse – Casette”. Certo molti maceratesi non si saranno neanche accorti che c’era una guerra eppure gli ultimi scontri armati risalgono a non più di 50 anni fa e il pensiero corre alla poesia di Mario Affede “La guèra de l’Africa Oriendale ghjò le Fosse” in cui una mamma e il figlio si confrontavano in questi termini:
“Ndo si Jitu?…Respunni: adè tre ore
che si fugghjatu… No’ mme fa lu tundu,
dimme la verità, vruut’imbostore!
Si tuttu tindu: ch’accidende è stato?
Che t’è succésso, ch’i pijat’a ccundu?
C’i stati quarghidù che t’ha menato?”
“O ma’, me dole tando tutte l’òsse…”
“Che tte dole?… Se lo dicio che cc’era
‘che cosa! Ch’ete fatto?” – “O ma’. la
guera in Africa ‘Riendale jò le Fosse!”

Il poeta dialettale maceratese faceva riferimento a un gioco tra bambini ma secondo Simonetta Torresi, studiosa che curerà l’evento e si è occupata della ricerca storica, le guerre tra i due quartieri erano in passato terribili: “Erano delle liti feroci con coltellate e sassate provocate dalle differenze sociali, culturali ed etniche  tra gli abitanti dei due borghi antichi fuori le mura cittadine, in particolare Le Casette erano abitate dagli albanesi. Nonostante le lotte interne, comunque, come accadde anche a Siena, da fuori città,  casettari e fossaroli erano percepiti come maceratesi, senza differenze.”
Durante la serata di giovedì, la ricostruzione della storia delle due antiche realtà abitative permetterà di scoprire le motivazioni che hanno portato nei secoli, a incomprensioni e rivalità. Non sarà una conferenza su come eravamo ma un calarsi nel passato, rivivere le stesse emozioni, gli stessi drammi e aneliti.

lefosse

Il quartiere le "Fosse" (foto Maceratando)

Tanti anni di guerra e rivalità ma non c’è mai stata la pace. L’Associazione le Casette, attiva ormai da 7 anni, ha allora pensato che fosse almeno il momento di firmare un armistizio: “Io da ragazzo ero un combattente – racconta il presidente Carlo Carelli – e mi ricordo che allora non c’era l’asfalto e i sassi delle strade cittadine venivano usati per lanciarseli addosso. Ho vissuto la guerra sulla mia pelle e ora credo sia il momento di riavvicinarsi.”
Insomma la firma dell’armistizio non è affatto uno scherzo anzi è qualcosa di molto serio, tanto che sarà presente anche il Sindaco Romano Carancini o un suo delegato a sancire l’importante avvenimento che non è una rievocazione storica: “Siamo abituati a rievocare un evento- va avanti Simonetta Torresi – ma in questo caso ci sono due momenti, il primo è di ricostruzione storica e il secondo, quello dell’armistizio, è un fatto legato al passato ma accade in questo momento per la prima volta e non ha precedenti.”
Fino all’ultimo non è dato sapere chi saranno i firmatari dell’armistizio e soprattutto, ci vorrà ancora del tempo perchè si arrivi alla definitiva pace.

associazione-le-casette

Giuliana Simoncelli, Mario Belloni, Carlo Carelli e Simonetta Torresi dell'Associazione "Le Casette"


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X