Urbanistica, Belletti non ci sta:
«Gli atti raccontano chi ha deciso».
E chiede una commissione d’inchiesta
CIVITANOVA - Dopo la revoca delle deleghe, l’ex assessora invoca una verifica sugli ultimi dieci anni. Silvia Squadroni: «La furia nei miei confronti è paura che io possa tornare nel centrodestra facendo capitolare il suo tentativo di diventare sindaco»

Roberta Belletti e Fabrizio Ciarapica
di Laura Boccanera (foto De Marco)
Urbanistica, ora Belletti chiede una commissione d’inchiesta: «Gli atti raccontano chi ha proposto, valutato e deciso». Non ci sta a passare per il capro espiatorio della cattiva politica e di un’urbanistica che «ha stuprato Civitanova» come ha commentato ieri la consigliera Silvia Squadroni. Ieri sera l’ex assessora Roberta Belletti di Vince Civitanova era seduta tra il pubblico per la prima volta dopo 9 anni nell’emiciclo della giunta.
Prima della discussione sulla mozione di sfiducia al sindaco, in consiglio si è parlato anche della revoca delle sue deleghe assessorili. Fabrizio Ciarapica ha dato ufficialità alla decisione già assunta nelle scorse settimane. E ora Belletti invoca una verifica sulla gestione degli ultimi dieci anni.

Roberta Belletti ieri tra il pubblico in consiglio comunale
Belletti, nel suo intervento diffuso oggi, rivendica di aver svolto il proprio incarico «con rigore, trasparenza e senso di responsabilità», negando di aver avuto rapporti privilegiati con professionisti o altri soggetti e assicurando di aver sempre valutato gli interessi generali, senza tornaconti personali. «Le pratiche urbanistiche sono sempre state accompagnate dalle valutazioni e dai pareri tecnici degli uffici competenti e, quando necessario, degli enti preposti, nel rispetto delle procedure previste. Le pratiche sono state poi sottoposte al confronto politico con la maggioranza, che ha individuato quelle da portare avanti e da sottoporre all’esame del Consiglio comunale. Un percorso condiviso, nel quale ciascuno ha esercitato il proprio ruolo e assunto le proprie responsabilità. Mi auguro che chi mi succederà alla guida dell’Urbanistica voglia approfondire e analizzare attentamente la gestione di questo importante settore negli ultimi dieci anni, esaminando tutte le pratiche, i verbali, le relazioni tecniche e gli atti amministrativi che documentano il lavoro svolto. Un approfondimento che ritengo non soltanto opportuno, ma utile per ricostruire con precisione i passaggi tecnici, le valutazioni politiche e le decisioni assunte nel corso degli anni. Da parte mia, auspico che questa verifica venga fatta fino in fondo, senza tralasciare nulla e senza limitarsi a singole pratiche o a determinati periodi. Perché la trasparenza non può essere selettiva e le responsabilità non possono essere attribuite secondo convenienze politiche».

Il sindaco Fabrizio Ciarapica durante il Consiglio comunale
Il sindaco Fabrizio Ciarapica ieri sera ha spiegato le ragioni della decisione. Una scelta, ha detto, «non assunta in maniera semplice, maturata a seguito delle difficoltà nella gestione urbanistica, delle tensioni legate alla mancata approvazione di alcune varianti e dei contrasti che avevano reso più complicato il confronto. Quando le divergenze diventano tali da ostacolare l’azione amministrativa – ha sostenuto il primo cittadino – un sindaco deve intervenire. Questa non è stata una scelta che ha voluto valutare in modo personale Belletti alla quale riconosco impegno durante il suo incarico, ma una decisione politico amministrativo ritenuta necessaria in questa situazione».
A difendere in consiglio Belletti ieri sera è stato il capogruppo di Vince Civitanova Fausto Troiani: «Il sindaco oltre ad aver perso l’anima ha perso anche il senno. Belletti ha portato sempre le istanze presentate dagli uffici. La verità è che molte varianti interessavano più al sindaco che a Belletti. La verità è che il sindaco non riusciva più a tenere la maggioranza».

Silvia Squadroni ieri sera durante il Consiglio comunale
Durissima invece Silvia Squadroni: «Verso di me una macchina del fango che l’ex assessore ha scatenato dopo la sua cacciata. La furia nei miei confronti è paura che io possa tornare nel centrodestra facendo capitolare il suo tentativo di diventare sindaco. La notizia che io possa entrare in Forza Italia le toglie il sonno dopo che lei ha cercato di entrare dalla porta sul retro in attesa che qualcuno la convocasse. Forza Italia ha dimostrato coerenza censurando gli infiltrati di Vince Civitanova pur di tornare a fare la vera politica».

























