Inquinamento del basso bacino del Chienti,
la Provincia a caccia dei responsabili

CIVITANOVA - Avviato il procedimento per individuare chi ha causato la contaminazione nell’area della ex Fac Gb, in via Sandro Pertini. Ad Arpam 180 giorni per la relazione tecnica, al Comune 120 per ricostruire proprietà e vicende societarie

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di Laura Boccanera

La Provincia avvia il procedimento per individuare i responsabili della contaminazione nell’area della zona industriale A di Civitanova, in Pertini nell’area della ex Fac. L’obiettivo è ricostruire l’origine dell’inquinamento e accertare a chi spetti intervenire, in un contesto che si inserisce nella più ampia vicenda del sito di interesse regionale del basso bacino del fiume Chienti.

La comunicazione, firmata dal dirigente della Provincia, l’architetto Maurizio Scarpecci, dà formalmente avvio al procedimento previsto dal decreto legislativo 152 del 2006. Al momento, tuttavia, non è stato ancora individuato alcun responsabile.

Il sito del basso bacino del fiume Chienti era stato istituito nel 2001 e le aree erano state perimetrate nel 2003. Nel gennaio 2013 il Ministero dell’Ambiente aveva stabilito che non rientrasse più tra i siti di bonifica di interesse nazionale, trasferendo la competenza alla Regione. L’area terrestre è stata poi riperimetrata nel 2017. Negli anni sono state condotte diverse campagne pubbliche di monitoraggio dei terreni e delle acque sotterranee. Le analisi, come viene riassunto anche nell’atto, hanno evidenziato una contaminazione dovuta soprattutto, nelle acque di falda, alla presenza di composti alifatici clorurati, sia cancerogeni sia non cancerogeni. In misura minore sono stati rilevati solventi organici aromatici e alcuni metalli.

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L’area interessata dalla riperimetrazione del basso bacino del Chienti

Nell’ambito delle procedure relative alle singole aree della zona industriale A, Arpam ha indicato alcuni siti come potenziali sorgenti di contaminazione. La ricerca dei responsabili rientra negli indirizzi operativi per il prosieguo della bonifica del Basso bacino del fiume Chienti, elaborati da un tavolo tecnico istituzionale e approvati dalla Provincia nel luglio 2025. In quella sede era stata evidenziata la necessità di attivare le procedure per individuare chi abbia causato l’inquinamento, anche per consentire agli enti pubblici di recuperare le spese già sostenute e quelle che saranno necessarie per gli interventi sostitutivi e le indagini.

Per ricostruire l’origine e l’estensione della contaminazione, la Provincia ha chiesto ad Arpam di fornire entro 180 giorni una relazione tecnico-scientifica. Il lavoro dovrà esaminare i dati ambientali disponibili e i superamenti dei valori di concentrazione soglia di contaminazione, mettere in relazione le sostanze rilevate con quelle storicamente utilizzate nei cicli produttivi svolti nell’area e valutare l’eventuale nesso causale, con motivazioni scientifiche. La relazione dovrà fornire gli elementi necessari per le successive determinazioni della Provincia. Al comune di Civitanova sono stati invece assegnati 120 giorni per ricostruire lo stato amministrativo dell’area, le eventuali trasformazioni societarie, i riferimenti catastali, le proprietà e la prima perimetrazione del sito. Il procedimento dovrà concludersi entro il 31 ottobre 2027. Al termine dell’istruttoria, sulla base degli accertamenti ambientali e degli approfondimenti amministrativi, la Provincia potrà individuare il soggetto ritenuto responsabile e adottare gli eventuali provvedimenti previsti dalla normativa in materia di bonifica.

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